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La miope politica al traffico del Comune di Milano


Articolo postato il: 16/09/2006
Autore: Vittorio Benbanaste

Tutti d’accordo!
Milano si merita di più.
La grande attrattività della città al centro di un grande fervore culturale, di un sostenuto progresso, di quella magica atmosfera sembra essersi appannata. Questa giunta aveva fatto leva proprio sulla voglia di ritorno a questo clima scintillante, tra i più dinamici d’Europa. Ebbene, è arrivato il momento di fare il bilancio di ciò che è stato realizzato in questa ottica. Ovviamente, focalizzandoci sull’argomento del nostro sito: la viabilità. Senza dimenticare la premessa.

Primo obiettivo dichiarato dalla giunta: migliorare la qualità della vita attraverso una delle sue componenti, la qualità dell’aria. Unico strumento previsto, mai messo in discussione: scoraggiare il traffico privato in tutta la città.
A parole, questo potrebbe sembrare, ad alcuni, ragionevole. Ma analizziamo la base su cui si sviluppa questa politica.

Primo, è considerata un’importante componente della qualità di vita: l’inquinamento. Ne è stata dimenticata un’altra. Lo stress.
Lo stress generato dal traffico è diminuito grazie alle nuove politiche sulla viabilità? Non mi sembra proprio.

Secondo, la principale ipotesi della giunta è l’inutilità di qualunque tentativo volto alla fluidificazione o al miglioramento del traffico privato. Qualunque cosa si facesse in questa direzione, secondo l’Assessorato al Traffico, sarebbe tempo perso, anzi attirerebbe più traffico e sarebbe vanificato dalla sua crescita esponenziale.
Ipotesi falsa!
Ci sono più o meno insediamenti industriali a Milano rispetto al passato?
Esiste una forte crescita demografica nel Comune di Milano?
Esiste sicuramente un forte trend all’immigrazione. Ma è davvero alta la percentuale di immigrati automobilisti?
Soprattutto, è già stato fatto il minimo indispensabile per poter affermare l’inutilità di qualunque altra politica?
A voi abitanti di Milano, le risposte.

Voglio analizzare più in dettaglio alcuni provvedimenti adottati nella nostra città e il loro reale apporto alla qualità della vita di noi cittadini.

LO SCORAGGIAMENTO TOTALE DELL’USO DELL’AUTO IN TUTTA LA CITTA’
L’ipocrisia della società di oggi legittima questa linea.
“Tu usi l’auto perché sei egoista, tu inquini e se la nostra vita è a rischio è solo colpa della tua auto privata, da te sfoggiata ad ogni occasione, a tutti i costi”.
Ma è vero tutto ciò? Questi signori hanno ragione ad accusarci?
Proviamo tutti a lasciare l’auto ferma per una settimana. Secondo voi svanirebbero i fattori inquinanti?
Come mai non arrivano nemmeno a dimezzarsi durante i blocchi della circolazione? Sicuramente diminuiscono, ma di quanto?
E quelli relativi allo stress?

LE ISOLE PEDONALI:
Milano possiede già da qualche tempo la zona pedonale più vasta mai realizzata in una metropoli europea, da Piazza San Babila a Piazza Castello. Fin qui nulla da dire. Si tratta di vie del centro storico, frequentate da pedoni a quasi tutte le ore. Ma si può dire altrettanto delle innumerevoli aree pedonali disseminate dalla attuale giunta? Un esempio su tutti: Corso di Porta Ticinese. Di giorno completamente deserto ci regala ore di coda in più… e di relativo inquinamento. La sera? Vi invito a vedere come è “migliorato” l’ambiente dopo le 22. Bottiglie rotte e pattumiera ovunque. Bande di teppisti sdraiati per la strada, schiamazzi a volontà…
Con questo non voglio accusare tutte le isole pedonali. Voglio solo un analisi costi/benefici quantitativi e qualitativi prima di realizzarle, magari valutando anche la chiusura “ad ore”.

L’INCREMENTO DELLE MULTE:
Le contravvenzioni a Milano sono più che raddoppiate (dati Quattroruote) dall’arrivo di questa giunta, superando il milione all’anno.
Notate maggior sicurezza sulle strade? Viali più sgombri? No. Infatti, l’obiettivo non sembra essere questo. E’ stata inserita una consistente voce (tra l’altro budgettata) nel bilancio del nostro comune che si vanta di non aumentare l’ICI. Se queste multe non sono un’imposta occulta, cosa sono?
Gli automobilisti sono tra i contribuenti più tartassati dell’intero paese. Sono altissime le imposte sulla benzina. Poi ci sono il bollo, le revisioni, il bollino blu etc.... Colpirli ancora mi sembra davvero eccessivo.
L’auto non è creatura del demonio! Non è la fonte di tutti i mali, anzi!

STRISCE BLU E GIALLE:
Dovrebbero scoraggiare il traffico privato in centro. Qualcuno allora, insegni ad Alberini e a Goggi che il centro di Milano non arriva a Viale Campania!

CORSIE PREFERENZIALI:
Invito l’Assessore a venire con me a contare quanti mezzi pubblici passano dalla larga corsia preferenziale di Corso XXII Marzo dopo le 21.00. E quante code di auto contribuiscono a mantenere l’aria pulita a lato.
Qualcuno potrebbe ribattere dicendo che si dovrebbero estendere gli orari delle corse e non ridurre quelli delle corsie. Posso discuterne ma solo dopo aver ricevuto prove reali dell’insostenibilità del traffico notturno a Milano.

DOMENICHE A PIEDI (Idea europea e non solo Albertiniana):
Alla TV vengono intervistate persone a piedi tutte contente del provvedimento (sfido, sono solo quelle che scelgono di recarsi in centro a passeggiare ad essere intervistate)
Chi vuole una città intera per “andare a piedi” forse dovrebbe prima riflettere sulla sua opportunità di vivere in una metropoli. Perché tutte queste persone così entusiaste dell' idea di rinunciare alla macchina e sempre pronte ad accusare la città di essere caotica ed alienante non si trasferiscono? Nelle nostre montagne ci sono tanti deliziosi paesini che si vanno sempre più spopolando, non dovrebbe essere difficile trovare trovare una sistemazione alternativa! Il fatto è che queste persone vogliono la botte piena e la moglie ubriaca: aria pulita, niente rumori e tranquillità, però contemporaneamente anche negozi alla moda a portata di mano, locali e ristoranti dietro l' angolo, l' ospedale in zona etc...!

Mi auguro che, qualcuno, un giorno, governi Milano da capitale europea quale è, rendendola sempre meno stressante per davvero e sempre più simile alle sue corrispettive di successo, non alle tantissime cittadine di provincia. Nulla contro di esse, sono alternative valide ma fanno parte, semplicemente, di… un’altra cosa. Dobbiamo mettercelo bene in testa.


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