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Il pavet e l'ipocrisia dell'amministrazione Pisapia


Articolo postato il: 03/08/2015
Autore: Enrico Engelmann

In questi giorni si è tornati a parlare del pavet, ovvero della pavimentazione formata da grosse pietre presente su alcune strade di Milano. In passato vi è stato un vivace dibattito su cosa fosse meglio, se pavet o asfalto, dato che in molte zone di Milano l'amministrazione Pisapia ha pensato bene di sostituire il primo col secondo.
Ognuno dei due ha vantaggi e svantaggi:

PAVET
Pro
- Bello e caratteristico
- Durevole
- Manutenzione meno frequente quando fatta come si deve
Contro
- Minore coefficiente di attrito quando bagnato
- Manutenzione complessa e costosa
- Molto pericoloso quando sconnesso

ASFALTO
Pro
- Manutenzione più facile e meno costosa
- Maggiore coefficiente di attrito, specie quando piove
Contro
- Poco durevole
- Facile a danneggiarsi
- Meno bello

Non voglio approfondire oltre la discussione su questo tema, se non per affermare che a parere di chi scrive si dovrebbe individuare un criterio sensato per valutare in quali casi è meglio mantenere/mettere il pavet e in quali altri è meglio l'asfalto. Un criterio potrebbe essere di privilegiare il pavet nelle strade di interesse storico e artistico e l'asfalto nelle altre.

Il punto qui è un altro, ovvero che un'amministrazione che a parole si dichiara paladina dei ciclisti, poi lascia che il pavet si degradi ad un livello tale da diventare estremamente pericolose in primis proprio per chi usa la bicicletta.
Sono di pochi giorni fa pagine relative a fenomeni drammatici di dissesto del pavet, tali da richiedere perfino la presenza continua dei vigili a presidiare i punti più pericolosi. Il tutto con corrispondente grande spesa. (Attendendo il morto a Milano, l’Assessore Rozza non sa cosa fare, A Milano Pisapia dà la scorta ai sassi, ma non sicurezza ai cittadini).

A parte il fatto in se, dovuto alla mancanza di denaro per la manutenzione in seguito allo sperpero di esso in mille cose inutili, la cosa che merita di essere sottolineata è la profonda ipocrisia dell'amministrazione Pisapia che questi fatti mettono in evidenza.
A parole la giunta si erge a paladina dei ciclisti, ma la realtà quale è? La realtà è che i più penalizzati dalla mancanza di manutenzione delle strade (perché anche l'asfalto è in moltissime strade pieno di vere e proprie voragini) sono proprio i ciclisti. Per come è fatta la bicicletta, essa è molto più soggetta a patire i difetti del manto stradale, più delle moto (che hanno comunque gomme più grosse e più stabilità) e molto più delle auto, che possono venire danneggiate, ma, ovviamente, non possono cadere!
Le l'amministrazione Pisapia avesse veramente a cuore le esigenze di chi usa la bicicletta, dedicherebbe perciò grande attenzione al manto stradale. Invece, l'unica cosa che conta sembra essere la costruzione di enormi e costosissime piste ciclabili (spesso a loro volta poi tutt'altro che sicure, come quella in viale Tunisia, costata molte centinaia di migliaia di Euro e con i pali della luce pericolosamente attaccati ad essa).

In realtà si trova una chiave di lettura coerente e sensata se si assume che alla giunta non interessa affatto andare incontro alle esigenze dei ciclisti, quanto piuttosto creare disagi a chi usa l'auto e fare bella figura sui mass media. Da qui piste ciclabili come quella sulla circonvallazione (La pista ciclabile di viale Marche: tanto per congestionare un po'!), quella in viale Tunisia, quella larga 6 metri in una piazza Castello chiusa al traffico, quella del Portello (Milano, quando una pista ciclabile scontenta tutti (anche i ciclisti)), quella in via Verdi (Zona Brera - La ciclabile di via Verdi.

Insomma, ancora una volta si verifica come a muovere la giunta Pisapia sia solo l'ideologia e non le esigenze concrete dei cittadini, neanche quelle dei cittadini i cui interessi, a parole, affermano di rappresentare.

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