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Problema traffico: poche idee ma molta confusione


Articolo postato il: 16/09/2006
Autore: Enrico Engelmann

Nel numero di Luglio di Quattroruote l' allegato riguardante Milano (eccezionalmente separato dalla rivista principale) contiene numerosi articoli riguardanti il problema del traffico. Particolarmente interessante quello in cui vengono riportate le opinioni di vari autorevoli giornalisti riguardo all' operato delle varie giunte che si sono succedute dal 1986 ad oggi.

La cosa che più colpisce è come anche fra persone che dovrebbero conoscere bene il problema vi sia una profonda divergenza di opinioni riguardo a quali siano le misure da adottare. Così ciò che per uno è la cosa migliore fatta da una data giunta è per qualcun' altro esattamente il motivo quella tal giunta è da bocciare.

Il caso più più vistoso è rappresentato dalla divisione del centro in spicchi non comunicanti. Per Sergio Rotondo, responsabile della cronaca del Giornale, essa è assolutamente negativa: “Un marchingegno che, quando ti trovavi a due passi dal tuo punto di arrivo, ti obbligava a percorrere ancora svariati chilometri causa sensi unici e insormontabili barriere.” Di parere esattamente opposto invece Giampiero Bottino, responsabile pagina dei motori de “Il sole-24 Ore”: “...la soluzione più intelligente, è risultata quella di suddividere il centro in spicchi impedendone l' attraversamento, senza chiuderlo del tutto alla circolazione privata,...”

I giudizi riguardo alle misure prese dall' attuale giunta sono i più svariati. Quelli di Silvia Vedani, curatrice responsabile di “Vivi Milano”, supplemento del Corriere della Sera, sono negativi. Secondo la giornalista non è stato fatto nulla di concreto, ne' da questa giunta, ne' dalle precedenti, a parte la MM3, “un atto dovuto”. Si dichiara inoltre contraria a qualsiasi misura vessatoria nei confronti degli automobilisti, come targhe alterne, o pedaggi: chi ha acquistato un' auto ha diritto di usarla. Se i mezzi pubblici rappresentassero una buona alternativa molta gente passerebbe ad essi.
Non la pensa esattamente allo stesso modo Sergio Rotondo, di cui abbiamo già riportato l' opinione riguardo alla divisione in spicchi del centro. Della giunta Albertini-Goggi apprezza la filosofia dell' approccio al problema, ovvero “rendere estremamente difficile la vita agli automobilisti e punire qualsiasi tipo di infrazione”.

Negativo invece il giudizio di Nestore Morosini, del Corriere della Sera, per il quale ”Goggi non è riuscito ad applicare le tecnologie disponibili negli anni 2000 per fluidificare la circolazione”.
Per Pino Allievi, responsabile pagine dei motori della Gazzetta dello Sport” la gestione Goggi-Albertini merita la sufficienza “per l' apertura che ha avuto nei confronti delle moto [...]. Moto e scooter infatti sono veloci, non inquinano e occupano meno spazio”. Il giornalista dimentica qui che i motori due tempi di molti motocicli in realtà inquinano quanto se non più dei motori a quattro tempi delle automobili. Solo all' ultimo momento si ricorda inoltre di auspicare l' aumento del numero dei parcheggi per moto e scooter. In effetti in alcune zone (chissà però perché solo in alcune) si rischia la multa anche solo per avere parcheggiato lo scooter con mezza ruota fuori dalle strisce che delimitano il parcheggio.

Stefano Boeri, direttore di Domus, di Albertini apprezza “l' intenzione di far pagare una tassa di entrata in città”, mentre Lorenzo Raffo, direttore di “TuttoTrasporti” Albertini “non ha fatto nulla per Milano, tranne causare disagi con continui lavori.

Si potrebbe continuare, ma già così si capisce come le idee non siano affatto chiare e come ognuno pensi di poter dire a ragion veduta tutto ed il contrario di tutto. Quello che sorprende è però come troppe volte giudizi e proposte vengano presentate senza motivazioni, senza appellarsi a rapporti di causa ed effetto, senza considerare le cause a monte del traffico e gli effetti a valle di ciò che si propone. Molte persone danno l' impressione di considerare il traffico come qualcosa di slegato da tutto il resto. Le automobili che intasano le strade vengono valutate negli stessi termini con cui si considera la polvere che si deposita sui mobili. Non si tiene minimamente conto del fatto che chi usa la macchina lo fa per far qualcosa di utile, di necessario o anche, perché no, qualcosa di piacevole, ad esempio andare al lavoro, portare i figli a scuola, uscire alla sera e così via. E allora, per costoro, per le auto private come per la polvere sui mobili si tratta unicamente di trovare un modo per rimuoverle, allontanarle, fare in modo che non tornino. Beh, certo, se questa è l' ottica con cui si considera il problema, allora si capisce come “rendere estremamente difficile la vita agli automobilisti” possa essere considerata una strategia sensata. Ma proviamo a sostituire, come in un' equazione matematica, all' espressione “la vita agli automobilisti” ciò per cui gli automobilisti usano la loro auto. Ecco cosa viene fuori:

“rendere estremamente difficile andare al lavoro in macchina”
“rendere estremamente difficile portate i figli a scuola in macchina”
“rendere estremamente difficile uscire alla sera in macchina”

Chiaramente queste frasi appaiono ora molto meno attraenti, infatti è evidente che esse significano in ultima analisi rendere la vita nel complesso più difficile. Eppure è quello che viene propugnato da quelli che considerano le automobili semplicemente qualcosa da ostacolare. Qualcuno potrebbe obiettare: si tratta di dissuadere l' uso dell' automobile, in modo che la gente passi ai mezzi pubblici. Mi spiace non non vero, dissuadere la gente dall' uso dell' automobile significa rendere più scomodo lo svolgimento di tutti quei compiti per i quali chi usa l' auto considera tale mezzo il più conveniente. Infatti, se i mezzi alternativi fossero più convenienti, essi verrebbero usato al posto dell' automobile privata sin dall' inizio.

E allora cosa andrebbe fatto? Semplice, migliorare l' offerta di messi pubblici, in modo che questi diventino più concorrenziali rispetto all' auto privata. La giusta versione delle affermazioni elencate sopra deve perciò essere:

“rendere più facile andare al lavoro, utilizzando i mezzi”
“rendere più facile portate i figli a scuola, utilizzando i mezzi”
“rendere più facile uscire alla sera, utilizzando i mezzi”

Ma in questi ultimi due anni, da quando il biglietto è aumentato a 1 Euro, qualcuno può però affermare che i servizi pubblici siano stati potenziati? Direi proprio di no! Al più il servizio è peggiorato, infatti è giusto il secondo anno che gli orari estivi subentrano a quelli normali già a partire dalla fine di Giugno, come se Milano fosse popolata unicamente da studenti, in vacanza per 2 e passa mesi di fila ogni Estate.

Da quando abbiamo iniziato questa nostra azione contro la politica alla viabilità del comune di Milano ci è stato obiettato da qualcuno che nessuno di noi del gruppo sos-traffico-milano ha le competenze specifiche per poter discutere di traffico, che nessuno di noi è un esperto nel campo. I pareri esposti sopra dimostrano però che nessuno può dirsi definitivamente esperto. Se le idee che circolano sono tante e in non piccola parte opposte fra loro, significa che nessuna certezza è stata ancora raggiunta, che non è stata ancora trovato un approccio al problema in grado di apparire a tutti convincente. Perché allora non provarci anche noi, se pensiamo che non la logica e la ragione siamo in grado di difendere le soluzioni da noi proposte? Ciò di cui siamo fermamente convinti è che ciò che è stato fatto finora non va bene. Se crediamo, come è il caso, di essere in grado di proporre qualcosa di meglio, non è solo nostro diritto farlo, ma addirittura nostro dovere.

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