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Il fallimento del car sharing a Milano


Articolo postato il: 22/04/2016
Autore: Alessandro Barra

Con riferimento all'articolo di Quattroruote Car sharing
Pronto il nuovo bando: sconti sui canoni e conversione all'elettrico


Dunque, il car sharing è evidentemente un fallimento, almeno secondo gli obiettivi di Maran, e cioè la sostituzione dell'auto di proprietà con quella "collettiva", cioè "sovietica" (torna sempre il concetto di "ridefinizione della nozione di proprietà privata" tanto cara al nostro assessore che, evidentemente, in vita sua ha lavorato poco e pensa che, anziché risolvere i problemi concreti dei cittadini, si debbano inseguire queste ubbie), perché:
1. un operatore, Twist, ha fatto flop, chiudendo dopo meno di due anni e lasciando per mesi le vetture in giro per la città (le auto dei cittadini, che servono ai cittadini, devono sparire, esser vendute, non hanno diritto di cittadinanza, ma un operatore car sharing può esare la città come discarica e lasciare per mese le proprie vetture inutilizzate a occupare i pochi stalli di parcheggio a disposizione dei cittadini senza che l'assessore dica una parola).
E il Comune, pur essendo venute meno cinquecento vetture di un servizio cui aveva delegato buona parte della mobilità pubblica (limitando l'auto privata e non potenziando i mezzi pubblici, anzi, penalizzandoli con idiozie tipo l'eliminazione della preferenziale alla Triennale in favore della più assurda delle piste ciclabili, per altro non ultimata dopo due anni di lavoro, l'apoteosi del grottesco), non ha ridotto le limitazioni feroci all'uso dell'auto privata, rimanendo passivo di fronte a un vulnus alle esigenze di cittadini: no auto privata, pochi mezzi pubblici, ciclabili non finite e realizzate dove non servono, poche auto del car sharing;
2. un altro operatore, Car2go, ha chiesto al Comune di limitare al centro l'area operativa e, ottendendo risposta negativa, ha introdotto una tariffa extra di € 4,90 (oltre alla già costosa tariffa a minutaggio) per chi lascia la vettura nelle periferie, cioè nelle zone già meno servite dai mezzi ATM (dove abito io al Gallaratese, quando si guasta la M1, cioè due volte al giorno, col cavolo che arriviamo in centro!). L'amministrazione comunistoide (il comunismo imposto dal grande capitale delle multinazionali alle fasce più deboli, l'ultima frontiera dello schifo), di fatto, delega parte di un servizio pubblico ai privati (perché di fatto è così, se non si potenziano i mezzi pubblici, si limita l'uso dell'auto privata e poi si fa di tutto per introdurre nel mercato questi car sharing di fatto si delega loro buona parte della mobilità), e non pone dei limiti contrattuali decisi, in modo che gli operatori, seguendo solo logiche commerciali pure, tagliano fuori alcuni quartieri. Quelli già più svantaggiati, ennesima dimostrazione che questa amministrazione vuole costruire una città elitaria, finta, tipo playmobill, in cui hanno cittadinanza soltanto i benestanti, che non hanno problemi di salute e di lavoro, una città altamente selettiva, ideologica e non ideale, frutto di sogni di fanatici e incubo per i cittadini che vivono nella realtà;
3. Enjoy ha alzato la tariffa per la sosta da 10 cent. a 25 cent, cioè la normale tariffa di marcia. Ora, se l'obiettivo dichiarato di Maran è far vendere ai cittadini le auto di proprietà (già questa è una follia da dirigismo sovietico, da rieducazione nei gulag, Pisapia e i suoi scombinati amministratori hanno scambiato una città per un enorme campo di rieducazione al comunismo), la scelta di Enjoy è incoerente: se uno non ha l'auto di proprietà, deve poter tener la vettura "condivisa" anche durante periodi di sosta, per esempio mentre uno è a far la spesa. Altrimenti, il bravo cittadino ecologico (chissà poi perché le auto "collettive" sono ritenute più ecologiche delle alte... per ideologia pura!) va coi mezzi pubblici al supermercato, esce pieno di borse e non trova alcuna auto condivisa. E come torna a casa con i borsoni della spesa?
Evidentemente, deve reperire PRIMA un'auto "collettiva", andarci al supermercato, lasciarla in "sosta" (quindi indisponibile per altri utenti) in modo da poterla avere quando esce con le borse.
Ma Enjoy scoraggia questa pratica, parificando la tariffa della sosta a quella della marcia.
Ecco, quindi, che i tre principali operatori (cioè quelli che offrono auto vere senza tutte le limitazioni di quelle elettriche) hanno attuato politiche che vanno contro la volontà dell'assessore, perché la scomparsa di Twist dal mercato, l'introduzione del mostruoso sovrapprezzo per le periferie di Car2go nonché l'aumento della tariffa di sosta di Enjoy evidentemente sono tutte scelte che allontanano il car sharing dal ruolo di servizio pubblico e di "sostituzione" dell'auto privata, relegandolo a quello che, per altro, dovrebbe essere, cioè servizio complementare. Insomma, una possibilità in più per i cittadini, e non un obbligo per i cittadini come invece cerca di fare quel fanatico incompetente di MAran che non vuole amministrare e risolvere i problemi dei cittadini, ma affermare le sue stantie idee preconcette, riportare delle vittorie, veder trionfare la sua fanatica ideologia anche se è più dannosa che altro.
Ecco, tanto premesso, a fronte dell'evidente e totale fallimento dei car sharing in relazione a ciò che Maran si era prefisso, che fa il mitico (e spocchiosissimo) assessore?
Rilancia ancora questo car sharing, che, da opportunità in più, per chi non è ricco è diventato un incubo: il cittadino deve tenersi la sua auto di proprietà, pagandone tutti i relativi costi, MA IN CITTA' NON LA PUO' USARE E DEVE CARICARSI ULTERIORI ESBORSI PER USARE QUESTE VETTURE COLLETTIVE. Tenuto conto che, secondo un'inchiesta di Quattroruote, il costo medio al chilometro di una di queste vetture "collettive" è di oltre tre volte rispetto ad una equivalente auto di proprietà, è chiaro che siamo in presenza di una folle vessazione verso i cittadini con la quale il Comune: 1. fa un sacco di soldi; 2. afferma la propria ideologia contraria agli interessi dei cittadini.
Eppure, basta leggere questo articolo per vedere come, forse in preda a crisi isterica per l'evidente fallimento (a spese dei milanesi) dei suoi propositi, Maran rilanci questa follia, con tutto un corollario di assurdità come agevolazioni per chi "chi adotta sistemi di monitoraggio ambientale legati allo stile di guida".
Per non parlare del fatto che, pur di attirare operatori in questa folle corsa al massacro del cittadino che lavora (non i fighetti che vanno in giro la sera in bici a bloccare il traffico...), addirittura il COmune rinuncia alla "competenza" degli operatori, cioè "Nel nuovo testo sparisce il requisito del "pedigree" (ovvero la "qualificata e comprovata esperienza nel settore di almeno due anni")".
Il tutto che si somma ad un delirio di proposte dirigistiche che, di fatto, più che all'introduzione di un sistema, fanno pensare ad un gulag di rieducazione per il cittadino.

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