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Breve commento all'incontro a Palazzo Marino "Le ragioni del no alla riapertura dei navigli"


Foto Incontro a Palazzo Marino: Le ragioni del no alla riapertura dei Navigli del 11-07-2018, nr. 0Foto Incontro a Palazzo Marino: Le ragioni del no alla riapertura dei Navigli del 11-07-2018, nr. 1Foto Incontro a Palazzo Marino: Le ragioni del no alla riapertura dei Navigli del 11-07-2018, nr. 2Foto Incontro a Palazzo Marino: Le ragioni del no alla riapertura dei Navigli del 11-07-2018, nr. 3Foto Incontro a Palazzo Marino: Le ragioni del no alla riapertura dei Navigli del 11-07-2018, nr. 4Foto Incontro a Palazzo Marino: Le ragioni del no alla riapertura dei Navigli del 11-07-2018, nr. 5Foto Incontro a Palazzo Marino: Le ragioni del no alla riapertura dei Navigli del 11-07-2018, nr. 6Foto Incontro a Palazzo Marino: Le ragioni del no alla riapertura dei Navigli del 11-07-2018, nr. 7Foto Incontro a Palazzo Marino: Le ragioni del no alla riapertura dei Navigli del 11-07-2018, nr. 8Foto Incontro a Palazzo Marino: Le ragioni del no alla riapertura dei Navigli del 11-07-2018, nr. 9Foto Incontro a Palazzo Marino: Le ragioni del no alla riapertura dei Navigli del 11-07-2018, nr. 10

Articolo postato il: 15/07/2018
Autore: Enrico Engelmann

L'incontro, tenutosi nella Sala Alessi di Palazzo Marino e organizzato da Fabrizio de Pasquale di Forza Italia, ha permesso di illustrare gli innumerevoli motivi per i quali il progetto dell'amministrazione Sala e' totalmente insensato e da respingere in blocco.
I vari ospiti, tutti di alto livello, hanno presentato le varie criticità, focalizzandosi ognuno su ciò che era maggiormente di sua competenza e/o che sentiva più importante.
In particolare Alberto Artioli, ex Sovrintendente ai beni architettonici di Milano, ha posto l'accento sul problema della copertura finanziaria e della fattibilità tecnica del progetto, il Prof Roberto Busi come non si tratti affatto di una vera riapertura, ma una reinvenzione dei Navigli, che anzi andrebbe a distruggere definitivamente quel poco che è rimasto (sotto terra) dei Navigli originali.
Il giornalista Roberto Schena ha invece mostrato l'assurdità di investire cifre enormi in una nuova opera di dubbia utilità mentre i numerosi borghi di Milano, un patrimonio storico artistico unico, viene lasciato andare in malora nella totale indifferenza del Comune.
Per una descrizione più dettagliata degli argomenti esposti rimandiamo all'articolo Cresce la protesta contro la riapertura dei finti navigli su Milanopost.
Un elenco degli argomenti, raccolti per punti, invece nelle due figure che seguono:

La presentazione è stata senz'altro approfondita ed esaustiva e il pubblico, non piccolo, dato che la sala era in gran parte piena, ha apprezzato l'esposizione.
Purtroppo secondo chi scrive l'incontro si rivelato un po' troppo simile a certi gruppi fb, in cui ci si compiace di dirsi l'un l'altro ciò su cui si è già tutti d'accordo ma nei quali non si arriva mai a determinare una linea operativa concreta.
Più utile sarebbe stato invece dedicare una parte significativa del tempo alle proposte concrete su come arrestare questo ennesimo scempio, pensato come sempre, al di là delle belle chiacchiere, per rendere Milano, almeno nelle sue parti migliori, sempre più una città per pochi fortunati, adatta esclusivamente a chi ha grandi disponibilità economiche ma nella quale i cittadini normali potranno entrare solo per lavorarvi, alle condizioni che decideranno le elite.
L'unica proposta concreta di protesta, veramente esile, per la verità, è stata quella di postare più obiezioni possibili sulla pagina https://progettonavigli.comune.milano.it/partecipa-al-dibattito/invia-le-tue-osservazioni.
E' per lo meno da verificare che l'amministrazione prenda veramente in considerazione tali obiezioni, considerando che l'obiettivo vero del progetto (rendere ancora più ampie le zone della città quasi irraggiungibili da chi non ha i mezzi adeguati) è totalmente diverso da quello dichiarato (far rivivere i Navigli) verso il quale saranno rivolte le obiezioni!
Si spera che quanto prima si passi a forme di protesta e contrasto più incisive (ricorso alla magistratura/manifestazioni/flash mob o altro).
Se non si passerà al più presto dalle dotte disquisizioni all'uso della clava (in senso politico) è purtroppo probabile che il folle progetto venga messo in atto!


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