Scopri i tesori di Milano su
www.milanofotografo.it
SOS-TRAFFICO-MILANO.IT
Sito per la difesa della mobilità a Milano e Lombardia

Perché la progettata "riapertura dei navigli" è una follia da fermare a tutti i costi


Articolo postato il: 02/12/2018
Autore: Enrico Engelmann, Giovanni Seregni

La descrizione del progetto della cosiddetta "riapertura dei Navigli" è presente on line sul sito https://progettonavigli.comune.milano.it/.
Come si può notare, riapertura dei navigli è fra virgolette, perché il progetto non prevede affatto il ripristino dei navigli in centro città, ma solo la riapertura di 5 vasche collegate da tubazioni. In figura i dettagli su posizioni e dimensioni di tali vasche.
Dal pdf di presentazione:
1. TRATTO A: Riapertura del canale in Via Melchiorre Gioia da Cassina dè Pomm a Via Carissimi (850m).
2. TRATTO B: Riapertura del Canale in corrispondenza della Conca dell’Incoronata da Viale Monte Grappa a Via Castelfidardo (230m).
3. TRATTO C: Riapertura del canale in corrispondenza della Università Statale e del Policlinico, in Via Francesco Sforza da Via Laghetto a Corso di Porta Romana (410m).
4. TRATTO D: Riapertura del Canale in corrispondenza di Piazza Vetra e della Basilica di San Lorenzo Maggiore, in Via Molino delle Armi da Via Vettabbia a Corso di Porta Ticinese (300m).
5. TRATTO E: Riapertura del Canale in corrispondenza della Conca di Viarenna da via Marco d’Oggiono alla Darsena (260m)

In futuro, dopo che prima avranno messo le tubazioni e collegato le vasche, la pretesa è quella di aprire anche i tratti di collegamento così da creare un canale navigabile, cosa che come vedremo è totalmente impossibile (oltre che ovviamente mostruosamente costosa).

Analizziamo prima le criticità peculiari di due tratti in particolare (gli altri tratti presentano una combinazione variabile di tali problemi) e poi quelle del progetto nel suo complesso.

Tratto di via Melchiorre Gioia.
Secondo il progetto, la sezione della strada dovrebbe risultare come segue:
  • Nessun naviglio tipo quelli che si vedono nei quadri ottocenteschi, ma un canale cementificato quasi 4 metri sotto il livello stradale. Dalla strada non si vedrà l'acqua, mentre dall'acqua sembrerà di stare in fondo ad un canyon di calcestruzzo. Dal punto di vista paesaggistico, perciò, un schifo!
  • Eliminati i controviali.
  • Eliminati TUTTI i parcheggi sulla via, compresi quelli per i disabili! Con grande mala fede dall'amministrazione rispondono che verranno ricavati nuovi parcheggi nelle vie adiacenti, cosa ridicola, visto che già ora sono sature.
  • Via Melchiorre Gioia è un'arteria essenziale di entrata e uscita dalla città. Le modifiche previste porterebbero a ingorghi continui e al collasso di tutta la circolazione in zona, con perdite di tempo enormi per decine di migliaia di persone.
  • Verrebbe interrotto il percorso della circonvallazione della 90, percorso trafficatissimo e centrale rispetto a tutta la mobilità milanese
  • Teoricamente le corsie a disposizione rimarrebbero quattro, ma in realtà saranno due, dato che tutti i veicoli di servizio (fornitori, ambulanze, mezzi pubblici, taxi, etc... non potranno che fermarsi sulla corsia esterna per le necessità connesse alle loro attività (a meno di non rendere impossibile qualsiasi servizio per tutti i residenti della via).
  • Si assume che nasceranno esercizi commerciali fra il piano stradale e il canale. Non si capisce come queste attività dovranno venire rifornite o frequentate, vista l'assenza di parcheggi e visto che il "piano inferiore", da come descritto, dovrebbe risultare tutt'altro che attraente! Più facile e probabile che tale zona diventi il ritrovo di tutti gli sbandati di tutta la piccola delinquenza della zona, essendo essa riparata alla vista di si trova all'altezza del piano stradale.
  • L'acqua scorrerà molto lentamente (quando scorrerà, visto che le secche sono frequenti sul Naviglio Martesana). Il canale diventerà perciò perfetto luogo di riproduzione di zanzare e ratti e fonte di cattivi odori (oltre che, immondizia a cielo aperto).
  • Il quartiere verrà tagliato in due, visto che i passaggi da un lato all'altro saranno molto ridotti.
  • Tale divisione e i continui ingorghi renderanno molto difficoltoso il passaggio delle ambulanze in caso di emergenze. Tutte le persone che abitano sulla via vedrebbero aumentare il rischio di subire danni irreversibili a causa dei ritardi nei soccorsi.


Tratti via Laghetto-corso di Porta Romana e via Molino delle Armi.
Se nel caso di via Melchiorre Gioia si può parlare di un progetto dannoso e sciagurato, in questi due casi bisogna necessariamente dire che si tratta di un progetto farneticante.
La sezione stradale dovrebbe risultare come segue:
  • Rimarrà un'unica corsia, da percorrere in senso antiorario. Chi deve andare dalla parte sbagliata dovrà girare tutta Milano per raggiungere la meta!
    Per non parlare, anche in questo caso e ancora di più in questo caso, alle accresciute difficoltà per garantire un tempestivo soccorso agli abitanti della zona, specie quelli dal lato senza corsia stradale.
  • L'acqua scorrerebbe più di due metri sotto il livello stradale.
  • Da una parte i passi carrai daranno sul canale. Siccome i ponti a raso impedirebbero la futura navigazione, quelli a dorso d'asino il passaggio di macchine e altri mezzi a quattro ruote, si fantastica di ponti girevoli (!!!) in corrispondenza di tutti i passi carrai da quel lato!
    A parte che non si capisce come un ponte girevole non andrebbe comunque a interferire con il (preteso) passaggio di natanti, chiunque può immaginare quali problemi si avrebbero in caso di molti veicoli in coda, in caso di urgenze, in caso di un ponte che si guasta, nel caso di traslochi (!!!), etc...
  • L'acqua scorrerebbe, pare, ancora più lentamente che nel tratto di via Melchiorre Gioia. La soluzione? Ventoline per muovere l'acqua! Anche in questo, caso, quindi, zanzare, ratti, cattivi odori e problemi igienici vari.
  • L'accesso al pronto soccorso del Policlinico verrebbe reso praticamente impossibile. Durante una riunione con i residenti Marco Giachetti (Presidente Policlinico Milano), ha spiegato di non essere mai stato contattato dal Comune di Milano per valutare possibilità criticità rispetto all'accesso all'ospedale e in particolare al pronto soccorso
  • In pratica non esisterebbero passaggi fra i due lati, per il solito problema di ponti, che ostacolerebbero sempre o i natanti o i veicoli. Quindi anche l'offerta di mezzi pubblici verrebbe drasticamente ridotta, con l'eliminazione della 94 e il notevole allungamento dei percorsi dei mezzi dal centro alla periferia.


Vediamo ora alcune criticità del progetto nel suo complesso (solo alcune, visto che sono troppe per ricordarle ed illustrarle tutte nel dettaglio).
  • Tutto il progetto, come visto, è una truffa: non verranno affatto riaperti i Navigli (anzi, ciò che resta di loro, sotto terra, verrà distrutto per sempre dai lavori) bensiì verranno costruite delle vasche di cemento non navigabili e tristissime a vedersi.
  • I costi si prospettano enormi: a fronte di un preventivo ufficiale di 150000000 Euro, stime più realistiche parlano di almeno 400-500 milioni, ma anche di miliardi ove si volesse poi renderli navigabili.
    Infatti, per via di tutti i cablaggi, allacciamenti e strutture sotterranee che si sono andate aggiungendosi nei decenni, gli esperti concordano sul fatto che non potranno venire fatti con talpone meccaniche, ma sostanzialmente a mano, con costi che schizzeranno alle stelle.
    Ricordiamo che il Comune non ha neanche i soldi per una adeguata manutenzione ordinaria delle strade. E poi pretende di buttare via centinaia di milioni per un progetto non solo inutile, ma anche dannoso! Questa cosa è vergognosa!
    Aggiunge Giovanni Seregni:
    Del sottosuolo milanese non si dispone di una mappa coordinata tra i vari servizi sotterranei, e neanche individualmente a scala eseucutiva né completa ed esauriente.
    In pratica abbiamo solo parte dei rilievi per poter scavare e progettare, tutto il rilievo globale dovrebbe essere fatto. Un lavoro di semestri e di milioni e anche con assaggi invasivi.
    Quindi succederà come già capitato che si scaverà senza coordinamento, al buio, e con un rischio enorme di incidenti, danni, e sospensione dei servizi interessati.
    Parlo di gas, elettricità, fognature e comunicazioni
    Esemplare sono le dilatazioni dei tempi della MM.
    Poi c'è un discorso tecnico sui collegamenti interrotti, soprattutto e fondamentale quello sulle fognature. Negli scavi metropolitana è possibile che alcune condotte siano poste nello spazio sottostante la sede stradale ma sovrastante i tunnel. Invece i canali saranno a cielo aperto. Cosa fanno le fognature a passerella? O le sprofondano e poi spingono la fogna in salita quando ha attraversato? Oppure rifanno le tratte fognarie dell'intero intorno per interi isolati?
    Immaginiamo anche collegamenti funzionali tra una sezione e un'altra interrotta dal naviglio. Ripristinarli comporterà rifacimenti pesanti ed è folle pensare di cavallottare le sponde sprofondando ogni minima condotta sotto le vasche. E' tecnicamente complicato anche per le necessarie ispezioni. Sui marciapiedi lo vediamo, una tratta si interra pochi metri e poi raggiunge una ulteriore ispezione tombinata. Ma se deve scendere e risalire 5 o 6 metri diventa tecnicamente complicato sia l'infilaggio che la pulizia di manutenzione. Vuol dire che potenziali guasti ai collegamenti richiederanno interventi costosi e lunghi interventi.
  • Gli effetti sulla viabilità saranno a livello di intera città, con effetti devastanti sul tessuto produttivo. Le difficoltà e i costi aggiuntivi legati all'entra e uscita di uomini e materiali contribuiranno a rendere moltissime attività produttive ed esercizi commerciali sempre meno concorrenziali. Molti (tutti quelli sulle vie interessate direttamente) saranno costretti a chiudere o a trasferirsi altrove, cosicché l'intera città nel suo complesso perderà occupazione e ricchezza. In pratica una spesa enorme per produrre più povertà.
  • I benefici, a fronte dei costi enormi, saranno nulli. La pretesa rivalutazione degli immobili nelle zone interessate è credibile come il detto "se mia nonna avesse le ruote sarebbe un tir"! Numeri a caso da credere sulla (malriposta) fiducia. Senza contare che una rivalutazione comporterebbe vantaggi reali solo per chi vende (per andarsene altrove), non certo per chi semplicemente continuerà ad abitare dove ha sempre abitato.
  • La storia dei vantaggi per il turismo è una fregnaccia buona solo per i fessi e che solo una manica di ignoranti cronici come i membri della giunta Sala potevano pensare di partorire! Infatti solo un ignorante incurabile può pensare che un turista venga a Milano non per il Duomo, per le sue basiliche, per i suoi musei, per i suoi palazzi, per la moda e i negozi, ma per canali di cemento in qualche caso 4 metri sotto il livello stradale!
  • Nessun vantaggio tale opera apporterebbe per quanto riguarda il problema delle esondazioni di Seveso, dato che l'acqua di quest'ultimo è inquinata e va tenuta separate da quella pulita della Martesana. E l'acqua che grazie a tali opere si riuscirebbe a portare verso le zone agricole a sud di Milano sarebbe comunque irrilevante quantitativamente rispetto alle esigenze.
  • La navigabilità ipotetica futura non sarebbe di nessuna utilità pratica, dato che, per via della necessità di inserire numerose chiuse, il tempo per attraversare Milano sarebbe nell'ordine delle molte ore, contro la mezzora che serve per farlo in metropolitana.

Vedere anche:
RIAPERTURA DEI NAVIGLI MILANESI: LE RAGIONI DEL “SI” DETERMINANO DA SOLE IL “NO”



Commenti

 Effettua il Login per poter inserire un commento!