Scopri i tesori di Milano su
www.milanofotografo.it
SOS-TRAFFICO-MILANO.IT
Sito per la difesa della mobilità a Milano e Lombardia

Progetto riapertura Navigli: parziale non basta, per i fondi europei servono più sacrifici viabilistici


Articolo postato il: 19/02/2019
Autore: Elio Monza

LA CONFERENZA DEL 5 FEBBRAIO AL PALAZZO DEL COMUNE



Ha visto una nutrita partecipazione: già tre quarti d'ora prima dell'inizio, una discreta coda di persone attendeva fuori dall'ingresso di Palazzo Marino di poter prendere posto in sala Alessi, dove erano presenti il sindaco Sala, gli assessori Granelli (mobilità) e Lipparini (partecipazione) assieme coi tecnici di Metropolitana Milanese, il prof. Antonello Boatti del "Comitato Scientifico Navigli" e il dott. Pillon, incaricato di gestire il dibattito. Sala ha finalmente considerato gli oneri finanziari che comporterebbe il progetto.
      Il tecnico di MM ha risposto, assieme ad altri relatori, ad alcuni temi che si leggono nei "Quaderni degli Attori", quei documenti pervenuti all'amministrazione tra l'11 giugno e il 24 settembre 2018. Ci hanno messo cinque burrascosi mesi a "digerirli", ma in questa sede almeno hanno tentato di rassicurare i dubbiosi. Hanno anche spiegato che sulla pagina web del progetto e' stato reso disponibile un resoconto riportante le risposte a ciascun quaderno. Lo vediamo fra poco.
      Non essendo riuscito a prenotare il posto in sala dopo aver inserito i miei dati sulla pagina web del Comune, sono rimasto un po' di tempo fuori in Piazza della Scala a farmi un'idea di come la pensassero i cittadini in coda davanti al palazzo.
      Ho così scoperto che:
        - altri cinque cittadini avevano avuto lo stesso errore dal sistema di registrazione web
        - la maggioranza netta dei presenti era contraria a costruire navigli (o vasche) sulle strade di Milano.

BREVE DOCUMENTARIO VIDEO
Allegati audio dei principali interventi:
Intervento del sindaco Sala
Intervento dell'assessore Granelli
Intervento del Prof. Boatti (Comitato Scientifico Navigli)


Uno dei tweet di Sala prima della conferenza del 5 Febbraio

CHI HA REDATTO QUESTI "QUADERNI" DEGLI ATTORI?      In maggioranza, "portatori di interesse organizzati", naturalmente: le associazioni ambientaliste come Fiab Milano Ciclobby, Legambiente, Genitori Antismog, WWF, Green City Milano ecc, (che sono state presenti pressoche' ad ogni incontro ma che non rappresentano che una ristretta minoranza di cittadini), Associazioni di esercizi commerciali come Confcommercio e Confesercenti, infine Confartigianato Milano Monza e Brianza, Confcooperative, Federazione Interregionale Coldiretti Milano Lodi Monza e Brianza, oltre che CGIL – Camera del Lavoro Milano, Acli.


      C'è stata una modesta partecipazione di privati cittadini anche via email, come si legge alla pagina 52 della relazione conclusiva, da parte di 198 account. Interessante notare che nonostante i pochi contributi, questi siano stati cosi' riepilogati per oggetto trattato:
      - mobilità urbana (20%): viabilità e parcheggi, mobilità ciclo-pedonale
      - finanziamenti (15%): costi di progettazione e manutenzione, cronoprogramma lavori;
      - sicurezza e decoro (14%): questioni igienico sanitarie, degrado, riqualificazione e il decoro urbano, sicurezza dei residenti, “movida”
Chiaro segnale che le preoccupazioni dei cittadini sono fondate su argomenti pratici: spostarsi in libertà, non avere spese ingiustificate, non avere fracasso sotto casa, ecc. Senza contare chi non avrà partecipato per mancanza di tempo o perché dava per scontato che il suo eventuale messaggio di critica non avrebbe comunque cambiato le intenzioni dell'amministrazione.
      Questa, nonostante sia in carica con un numero di voti pari a quelli di circa un quarto degli aventi diritto, non sembra tenerne conto impegnandosi ad attuare grandi sconvolgimenti di cui parliamo spesso su sos-traffico-milano.it, tralasciando i ben più semplici lavori propri del buon amministratore urbano.
      Ben 44 "quaderni degli attori" sono stati fatti pervenire nel periodo di dibattito all'indirizzo web dell'iniziativa. Guardate voi stessi quali sono elencati per primi nella succitata relazione conclusiva a pag 53:



Tuttavia, in mezzo alle richieste più stravaganti, alcune associazioni cittadine hanno presentato osservazioni sensate e precise se non dal punto di vista strettamente viabilistico che mi vede spesso contrario, almeno da quello architettonico ed "idraulico". "NavigliCheFare" con il suo Quaderno numero 35 è a mio parere tra queste.
      Magnifico inoltre, come i "Comitati Cittadini Navigli" abbiano inquadrato il problema principale, già all'inizio del loro quaderno:



Consiglio la lettura di tutto questo scritto, che contiene dettagliate motivazioni contrarie al progetto di riapertura parziale, a cura dell'architetto G.Gresti e della dott.ssa G.Valassina QUADERNO_30.

IL DOCUMENTO OGGETTO DELLA CONFERENZA DEL 5 FEBBRAIO:"RISPOSTE ALLE OSSERVAZIONI EMERSE DURANTE IL PERCORSO DI DIBATTITO PUBBLICO"      Queste 65 pagine realizzano un "quadro riassuntivo delle istanze e delle proposte" contenute nei quaderni e nelle email che l'amministrazione ha ricevuto. Non si sa chi l'abbia redatto, l'unica indicazione è il logo del comune e di Metropolitana Milanese sulla copertina. Critiche e suggerimenti mossi, sono stati divisi per macrotemi ed elencati al principio. La maggioranza di questi riguardano viabilità, aspetti economici e naturalmente l'immancabile "ciclabilità". A pagina 16 leggiamo il pensiero del sindaco:

"Nei mesi di ascolto e condivisione del progetto è tuttavia emersa la consapevolezza che quello che era stato ritenuto l’approccio migliore, in termini di praticità e realizzabilità, non soddisfa quella che è la vera visione del progetto: cambiare il volto della città con l’obiettivo fondamentale di “vivere una vita che tenga
costantemente in equilibrio le ragioni dell’economia, del lavoro e dell’ambiente.”
È in questa direzione che vanno in effetti tutte le azioni intraprese e programmate nella visione di città definita come “Milano2030” su cui l’Amministrazione è fortemente impegnata a partire in primo luogo dai temi legati alla viabilità e alla pianificazione del territorio. [...]"

      Che secondo alcuni eruditi sia la norma il fatto che comuni, regioni, lo stato o l'Europa debbano decidere con quali mezzi abbiamo o no il diritto di muoverci e di quanti anni sia la loro vita operativa, lo abbiamo capito da anni, noi, cioè gli attori del "mercato libero", termine che pare esistere solo nei ricordi o essere usato solo quando fa comodo ed in modo piuttosto distorto...

La "visione" continua con:
"In questo senso quindi l’Amministrazione Comunale avvierà da subito – a partire dalla redazione del Progetto di Fattibilità Tecnico Economica per le restanti parti di riapertura - il percorso amministrativo e tecnico che porterà alla progettazione della riapertura complessiva del tratto di Naviglio Milanese, interamente navigabile e fondamentale nel percorso dell’idrovia che collega Locarno, il lago di Como, Milano e Venezia."

      Intanto, circa 800 mila euro sono stati spesi per progettare le quattro vasche, fare prospezioni, organizzare la campagna di informazione eccetera. Poco male, in fondo a bilancio comunale ci sono quasi 400 milioni di euro di introito dai soli verbali stradali (anche se fortunatamente la meta' dei verbalizzati continua a dire no, da anni...).

      In questo documento di risposta ai quesiti si conferma l'intenzione di chiudere la cerchia interna (di cui scrivo piu avanti) e si rigettano TUTTE le proposte di salvaguardia degli spazi di sosta auto o di mantenere la continuità viaria tra Via Melchiorre Gioia e via Cagliero. Ecco un esempio di nota finale ad una risposta che l'amministrazione fornisce agli autori di un quaderno, (pag 40):
      "Oltre a queste criticità di carattere tecnico, è opportuno segnalare come la soluzione proposta dal Quaderno degli Attori tenda alla salvaguardia totale degli spazi – viabilità e sosta – attualmente dedicati al trasporto veicolare privato ed al mantenimento di tutte le connessioni oggi presenti: questa visione è contraria a quella del progetto di riapertura dei Navigli che punta, tra le altre cose, alla diminuzione del traffico privato, alla progressiva introduzione di forme di trasporto sostenibile ed alla creazione di spazi di fruibilità collettiva per i cittadini in genere."
Nel caso degli spazi di sosta, la "soluzione finale" che MM propone è semplice: chi non è residente, non avrà piu il pubblico servizio parcheggio neanche a pagarlo al comune/ATM (oltre che allo stato e alla regione con accisa carburanti e bollo - in Italia tasse piu care del mondo). I "residenti" farebbero bene a pensare che lo stesso trattamento sarà loro riservato appena si troveranno sotto casa di altri "residenti". Si vedano qui sotto i dettagli:



Si legge alla successiva pagina 43:
      "Verrà quindi garantita la creazione – all’interno dell’area precedentemente descritta – di 220 nuovi posti auto da destinare esclusivamente ai residenti mediante regolamentazione con strisce gialle: sarà quindi raggiunto il recupero del 100% dei posti auto per residenti attualmente esistenti."
Quindi già ad oggi la domanda media di posteggi è quasi 350, l'offerta è di 280, e si propone come "soluzione" di scendere a 220. Questo sì che è amministrare venendo incontro alle esigenze dei cittadini...!

Sulla larghezza delle carreggiate sempre in Melchiorre Gioia, dalla risposta al quesito del genio di turno che leggiamo a pagina 45:
      "Si chiede al proponente di valutare la proposta di ulteriore restringimento delle carreggiate e l’introduzione di sistemi di riduzione della velocità veicolare al fine di rendere maggiormente fruibile la “promenade”."
capiamo che le carreggiate verrebbero ristrette al massimo consentito dalla legge:
      "Si segnala che non è possibile restringere ulteriormente le corsie di marcia, poiché sono già al minimo normativo consentito, considerando anche il fatto che lungo Melchiorre Gioia continueranno a transitare gli autobus del servizio ATM."

Altre due massime; pag 46:
"Risposta al quesitoPer il miglioramento complessivo della mobilità veicolare milanese il Comune di Milano è impegnato
nell’attuazione dei provvedimenti per l’introduzione della Area B a partire dal 2019.
"
alle pagine 41, 44 e 64 leggiamo una frase-mantra, ripetuta pari pari:
      "Il progetto navigli diventerà quindi motore di irraggiamento ed innesco a rete di ulteriori interventi, con ottimizzazione degli investimenti volti alla creazione di un nuovo paesaggio urbano con visione estesa all’intera città."
In pratica un precedente, per giustificare altre opere di distruzione del patrimonio viario della città, su per giù.

RIAPERTURA PER "FASI"?Nel documento in questione (v. paragrafo precedente), in alcune risposte, lo scrivente lascia intendere che ci sia la possibilità di una riapertura "iniziale" parziale, seguita da una "eventuale riapertura totale".
  pag 57: "(..) considerando che questo insieme a quello di via Melchiorre Gioia sarebbero gli unici già potenzialmente navigabili, senza che si attenda l'eventuale riapertura totale, si comprende come (..)"
  pag 48: "L’organizzazione della viabilità volta a garantire l’efficiente servizio al Pronto Soccorso è da intendersi riferita alla sola fase di riapertura parziale. Il progetto di riapertura totale dovrà quindi contenere ulteriori accorgimenti ed apprestamenti ovviamente non previsti in questa fase. "
      Questo concetto di prima e di seconda "fase" è ricorrente. Durante l'incontro di presentazione del primo progetto di Metropolitana Milanese svoltosi l'11 Giugno 2018 sempre in sala Alessi (Palazzo Marino), nell'intervento del Prof. Boatti (VIDEO).



Al minuto 5' del filmato linkato, realizzato da MM, si capisce come il piano consideri le quattro vasche (o "riapertura parziale") come un possibile gradino intermedio al gran finale navigabile. Mi chiedo se questa mia interpretazione, che vi invito a giudicare valutando voi stessi il materiale che ho linkato o altro in vostro possesso, possa essere corretta e se effettivamente qualcuno abbia considerato la folle idea di:
      - cantierizzare pesantemente Milano per aprire 4 vasche e tirare un tubo sotterraneo per collegarle
      - vedere l'effetto che fa
      - ri-cantierizzate pesantemente Milano per sostituire il tubo sotterraneo con altri tratti scoperti
IN-CRE-DI-BI-LE.
UN PROGETTO TUTT'ALTRO CHE ACCANTONATO      Ascoltando il discorso che Sala ha tenuto il 5 Febbraio, si apprende che l'amministrazione vuole ottenere un finanziamento europeo per riaprire completamente il Naviglio da Nord a Sud e renderlo navigabile, sebbene con imbarcazioni "speciali".


immagine da: "Risposte alle osservazioni emerse durante il percorso di dibattito pubblico" - pag 58

Secondo quanto riferisce alla stampa lo stesso Sala riguardo all'annunciato incontro di giovedì 7 Febbraio col commissario europeo per i trasporti Violeta Bulc, il finanziamento potrebbe essere erogato se il progetto Navigli avesse come risultato un innalzamento del "profilo di sostenibilta" della mobilità Meneghina.
      Il progetto intero andrebbe quindi orientato allo scopo di disincentivare la viabilità automobilistica e motociclistica, arrivando a rendere le strade della cerchia interna (attuale AreaC) riservate ai soli residenti e/o autorizzati e a mettere in pratica tutti i divieti e le limitazioni all'utenza motorizzata previsti dal PUMS - Piano Urbano Mobilità Sostenibile e dal "Biciplan" come si legge a pagina 20 del documento descritto nel paragrafo precedente. Si trova riscontro di quanto appena asserito anche ascoltando il discorso del sindaco alla conferenza del 5.
      Questo nuovo progetto, sarebbe presentato fra pochi anni e sarebbe più simile alla "visione" dell'architetto Biscardini - Associazione Riaprire i Navigli, sponsorizzata da Fondazione Cariplo ed altri che vediamo qui sotto:



Anche nel corso degli interventi di martedi' 5 in Sala Alessi, si è sentito tirare fuori l'idea della mega via d'acqua Milano - Venezia, che oltretutto piu volte è stata dichiarata da professionisti anche del Politecnico di Milano sostanzialmente irrealizzabile principalmente per via del dislivello esistente tra le due città e lungo il percorso, che renderebbe necessarie centinaia di chiuse idrauliche, per consentire ai battelli di superarlo. Lentezza improponibile anche per scopi turistici e costi miliardari.
un'immagine dal documento espositivo di sintesi di questo progetto già esistente:





nel file: "Report_Navigli_WEB_.pdf" disponibile sul sito web di questa associazione, a pag. 69 e' descritto uno dei classici modi che i proponenti ipotizzano che il comune possa impiegare per finanziare l'opera:



COSA FARE ORA?Per esempio:
- attendere che Metropolitana Milanese termini lo studio "aggiuntivo" a quello già pubblicato
- seguire il referendum cittadino chiesto dal Municipio 2 con la mozione Truppo-Perazzi approvata il 22 gennaio 2019, allego VIDEO girato durante il movimentato consiglio di Municipio
- partecipare assolutamente martedi' 26 Febbraio alle ore 18 al pubblico incontro in Sala Alessi finalmente concessa dall'amministrazione comunale ai cittadini dubbiosi e contrari. In questa occasione parleranno vari professionisti principalmente di questioni idrauliche, che nonostante gli studi di MM restano poco chiare.
      Anche il pubblico potrà parlare al microfono, augurandoci che il nostro sindaco ci degni della sua presenza o perlomeno mandi l'assessore Lipparini. Alcuni dei relatori che parleranno, li vedete QUI - VIDEO


in trincea Milanesi!

Elio Monza - sos-traffico-milano.it


Inviate immagini, descrizioni, filmati o suggerimenti via mail a: info@sos-traffico-milano.it oppure via feisbuc sul popoloso gruppo "Sostrafficomilano.it". Grazie!


Commenti

 Effettua il Login per poter inserire un commento!