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Dibattito sul Diesel Errore di calcolo nello studio dell'Agenzia federale dell'ambiente?


Articolo postato il: 09/03/2019
Autore: Thomas Berbner, Torben Börgers

Traduzione dell'articolo Diesel-Debatte - Rechenfehler bei Umweltbundesamt-Studie? apparso il 20/02/2019 su tagesschau.de



Lo scorso anno, in uno studio molto citato, l'Istituto Helmholtz aveva ottenuto, utilizzando metodi statistici, la relazione tra inquinamento da biossido di azoto e progressione di patologie. I ricercatori erano giunti alla conclusione che in Germania nel 2014 erano morte prematuramente circa 6000 persone a causa del biossido di azoto - un argomento chiave nel dibattito sui diesel.

Il matematico e epidemiologo abilitato Peter Morfeld della Università Ruhr di Bochum ritiene non scientifico l'approccio del Centro Helmholtz di Monaco: "Dobbiamo dire chiaramente che non possiamo determinare qualcosa come le morti premature". Il rapporto dell'Agenzia Federale dell'Ambiente utilizza erroneamente una formula che non è adatta, così Morfeld in un'intervista con la rivista di affari ARD Plusminus. "Non possiamo fidarci di questi dati nel rapporto dell'Agenzia federale dell'ambiente."

I dati necessari non sono disponibili

Con la formula AF ("frazione attributale") abituale in matematica si può solamente calcolare il tempo di vita perso, scrive Morfeld in un documento congiunto con i colleghi dell'Università di Colonia. Per un calcolo dei decessi prematuri, tuttavia, manca la base dati necessaria.

Per fare ciò, ad ogni soggetto deve venire assegnato un gemello statistico, con esattamente lo stesso stile di vita in termini di fattori come esercizio fisico, consumo di alcol e alimentazione. Ci dovrebbe essere una sola differenza: il carico di NO2. "Se non disponiamo di tali dati, non possiamo fare un uso significativo del termine dei decessi prematuri", afferma Morfeld. "E tali dati non esistono in epidemiologia."

Necessità di rendere il dibattito più obiettivo

Se si osserva solo la dimensione che può essere misurata con la formula, vale a dire la quantità di vita persa in generale, risulta in un quadro degli effetti dell'inquinamento molto diverso rispetto a quello precedentemente presentato pubblicamente. L'effetto dell'esposizione all'NO2 sarebbe in realtà piccolo, con otto ore di vita perse a persona nel 2014 per la popolazione totale. "Questo grande e sorprendente effetto, con tanti morti, risulta solo se si usa la formula in modo errato".

Morfeld chiede quindi una oggettivazione del dibattito sul diesel. Altrimenti, la fiducia dei cittadini nella politica e nella scienza potrebbe essere scossa, specialmente in vista dei prossimi divieti di utilizzo del diesel e della minaccia di perdite finanziarie per le persone colpite.

L'epidemiologo esorta quindi l'Agenzia federale dell'ambiente a ritirare il suo rapporto sui 6000 morti prematuri: "Ovviamente questo è un passo difficile per l'Agenzia federale dell'ambiente, ma penso che sia già in ritardo".

L'Agenzia Federale per l'Ambiente vuole verificare la dichiarazione

L'Agenzia federale dell'ambiente si dichiara aperta alle critiche e vuole ora verificare l'applicazione della formula. La domanda non è se la formula sia sbagliata o corretta. È dubbio solo se sia applicabile o meno anche per calcolare il numero delle morti premature, come raccomandato dall'OMS.

A riguardo, l'Agenzia Federale dell'Ambiente sarebbe in contatto con l'American Institute for Seattle Metrics and Evaluation, che è il leader mondiale nel campo degli studi sui fattori che influenzano la comparsa di patologie e che pure usa la formula criticata. L'Agenzia federale dell'ambiente prenderà una posizione finale solo alla luce di tale analisi.

Critica a come sono stati stabilite le soglie di legge

Nel frattempo, si rilanciano le critiche al modo con cui sono stati fissati i valori limite attuali per l'NO2 da parte dell'UE. Il limite medio annuo è di 40 microgrammi per metro cubo di aria. Un gruppo di esperti dell'OMS a quanto pare aveva già affermato nel 1994 che anche gli asmatici reagivano all'NO2 solo in concentrazioni relativamente alte da 380 a 560 microgrammi per metro cubo, ma solo con effetti minori e non permanenti.

Ciò emerge dai protocolli dell'OMS esaminati dal professor Alexander Kekulé, direttore dell'Istituto per la ricerca sulla Sicurezza Biologica a Halle (Saale) ed ex membro della Commissione governativa per la protezione civile. In base a ciò, gli esperti giunsero alla conclusione che non esistevano informazioni attendibili riguardo a partire da quale esatta dose l'NO2 potesse essere pericoloso.

Imbarazzante

Una riunione di esperti un anno dopo a Oslo aveva osservato: I dati per l'NO2 nell'aria esterna non sono sufficienti per una valutazione del rischio concreto." L'intera procedura per determinare i limiti era, dalla prospettiva di uno scienziato, da provare imbarazzo", dice il medico e il biochimico.

"Nel range di valori su cui si discute ora in Germania, non c'è assolutamente alcuna prova medica che ci siano danni alla salute - questo va detto in modo chiaro, forte e netto - c'è molta speculazione, ma non è dimostrato nulla".

Nota del redattore: in una precedente versione di questo post, Peter Morfeld è stato erroneamente definito professore. Infatti, il signor Morfeld ha fatto la sua abilitazione, ma lavora come docente privato presso l'Università di Bochum. Abbiamo corretto il contributo di conseguenza.

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