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L'indecente proposta del ministro Costa: incentivo di 15000 Euro per auto elettriche e ibride


Articolo postato il: 17/04/2020
Autore: Enrico Engelmann

Il ministro dell'ambiente Sergio Costa ha avuto un'idea geniale per rilanciare (secondo lui) il mercato dell'auto: fino a 15.000 euro di incentivo per l’acquisto di un’auto “green” (elettrica o ibrida). Infatti ha così dichiarato al Corriere della Sera: "A chi vuol cambiare una macchina a motore termico da Euro 0 a Euro 5, invece di dare 5.000 euro come adesso se ne possono dare 15.000". (Vedi per esempio anche Il Ministro Costa spara la bomba: "15.000 euro di incentivi per le auto elettriche". Ma i costruttori spingono sulle ibride)

Si tratta di un'idea talmente assurda che si fatica perfino a commentarla.
Delle due l'una: o il ministro crede che i soldi si materializzino dal nulla, a condizione di desiderarli con l'adeguata intensità, oppure si tratta di una proposta nata sulla spinta del peggior lobbismo.

Infatti il punto è che lo stato non può dare incentivi a nulla, senza prima togliere il denaro necessario dalle tasche di qualcuno. E quel qualcuno sono sempre e soltanto i contribuenti. I quali, forse il ministro non ci ha pensato (ma cose di questo tipo dovrebbero assolutamente venirgli in mente, vista la sua posizione), avranno in molti casi difficoltà economiche molto serie. Il ministro quindi, mettendo la questione in maniera diversa, vorrebbe impiegare grosse quantità di denaro, prelevandolo anche dalle tasche di gente che potrebbe avere difficoltà a mettere insieme il pranzo con la cena, non già per offrire servizi essenziali di interesse generale, ma per invogliare qualcuno (comunque non in difficoltà economiche, perché, a parte gli incentivi, il resto del denaro necessario per coprire il prezzo d'acquisto lo metterebbe lui) a comprare un bene non necessario (altrimenti lo comprerebbe comunque) e neanche ottimale alle sue esigenze (perché, ancora una volta, altrimenti lo acquisterebbe comunque, visto che la persona in questione, come abbiamo visto, non è povera).
Il nostro ministro aspira quindi a fare l'opposto di Robin Hood, che prendeva ai ricchi per dare ai poveri. Egli aspira a prendere ai poveri per dare ai ricchi!
Affermare che sarebbe vergognoso ed indecente se una simile proposta venisse messa in atto non è populismo, ma semplice buon senso e rispetto verso le persone.
Ciò a maggior ragione considerando che proprio la crisi coronavirus ha dimostrato in maniera incontrovertibile che la lotta all'inquinamento atmosferico urbano come motivazione per imporre il passaggio all'auto elettrica è solo un pretesto totalmente privo di fondamento. Infatti, malgrado il traffico ridotto ai minimi termini, le concentrazioni degli inquinanti non si sono affatto scostate da quelle osservate in passato nello stesso periodo dell'anno a parità di condizioni meteorologiche, quando il traffico era quello normale.

Quello che serve è l'esatto opposto: che lo stato eviti di imporre, in maniera dirigista, spese inutili ai cittadini e che non si pretenda, in particolare, di imporre il passaggio ad una tecnologia, quella dell'auto elettrica, che sarebbe costosissima sia per i singoli che per la società.
Semplicemente non possiamo più permetterci simili lussi inutili! A maggior ragione non li si può imporre facendo pagare il conto a chi sta peggio!

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