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PM10: Quello che non raccontano


Articolo postato il: 07/12/2011
Autore: Luca Bosari

Sarebbe ora di finirla di promettere che bloccando il traffico l'inquinamento se ne va. Di smetterla con il fanatismo ideologico. Di finirla di aizzare la gente contro il nemico immaginario. Bisognerebbe che fossero pubblicati su tutti i giornali i dati storici degli inquinanti di Milano rilevati dall'ARPA, e che la giunta milanese avesse l'onestà di riconoscere che oggi l'aria è più pulita di 10, 20, 30 anni fa. Un dato per tutti sulle polveri (PM10): da una media di oltre 250 ug/m3 negli anni 60, oggi siamo sotto ai 45 ug/m3. E non sono gli scarichi auto, se non in minima parte (vedere ad esempio gli studi del Prof. Lenz dell'Università di Vienna), a produrle. Bisognerebbe lasciar perdere i luoghi comuni ed informarsi su "come" vengano misurate le polveri e per quale motivo non si tenga conto del loro accumulo dovuto all'inversione termica e ad altri fattori climatici ed orografici (sono assai differenti le condizioni di Milano e Parigi, per esempio - ma devono rispettare il medesimo limite "europeo"). Questo è un link al commento audio dell'Ing. De Vita, del Movimento Consumatori. Due minuti di chiarezza esemplare, da parte di un esperto.

Ma qual é il motivo della strombazzata "emergenza" di questi giorni? Cominciamo con il dire che l'emergenza di questi giorni, in realtà emergenza non é. E' il risultato dell'accumulo in atmosfera in assenza di pioggia e vento da quasi un mese. Se non piove o tira vento, anche stessimo tutti fermi, aerei, autobus e metro inclusi, con luci e riscaldamenti spenti (pure le centrali termoelettriche emettono PM10), quello che GIA' abbiamo emesso in atmosfera, ad un cucchiaino per volta, NON se ne andrebbe.

Ho accennato poco fa al fenomeno dell'inversione termica (una delle scuse che, secondo alcuni, si tirano in ballo per non fare nulla). Le alte pressioni estive producono un forte riscaldamento al suolo (a causa dell'irraggiamento solare), generando correnti sparse ascensionali e turbolenze che ripuliscono l'aria dalle polveri; quelle invernali invece producono irradiazione notturna (il terreno perde rapidamente calore verso lo spazio infinito perché il cielo è limpido) con forte raffreddamento dell'aria che, essendo più pesante, finisce per comprimersi in basso, intrappolando in questo modo verso il suolo il pulviscolo in sospensione (e favorendo la formazione di nebbie). La pianura padana ha un microclima che ci esporrà sempre e comunque a "sforamenti" delle soglie previste attualmente dalla UE. A meno che, naturalmente, non impariamo a misurare selettivamente gli inquinanti, depurando dal "rumore di fondo" e dalla quota non nociva (o sospetta) il PM10. Cosa che peraltro anche la direttiva UE invita a fare.

Riassumendo: l'ennesimo minacciato blocco del traffico é un intervento del tutto inutile, ancorché penalizzante per la città. L'aria, che piaccia o no, si pulisce con pioggia o vento e non con i proclami degli assessori. Innanzitutto, oggi, con una media annuale di polveri che è meno di un terzo di quella che c'era 25 anni fa, e un trend di diminuzione costante, fare dell'allarmismo è ingiustificato e strumentale. Poi, le polveri non sono la peste del nuovo millennio: tutte le combustioni producono polveri, ma non sono certo le uniche fonti: circa il 30% delle micropolveri che si misurano in città sono di origine naturale (20ug/m3 di PM10 si misurano pure nelle foreste canadesi, ma questo viene sempre taciuto). Non tutto quello che è contenuto nel pulviscolo, pur di origine antropica, è infine dannoso: ci sono sostanze sospette, ma ancora nessuno riesce a correlare l'insorgenza di patologie con l'esposizione a polveri fini. Anzi, il prof. Veronesi (oncologo di fama mondiale) sfata questo falso mito (il link all'articolo dovrebbe essere sulla pagina di SOS Traffico). Per tacer del fatto che non c'è solo il PM10: tutti, e dico tutti, gli altri componenti inquinanti monitorati e normati, sono ampiamente al di sotto di qualsiasi media imposta dalla EEC. Per quanto riguarda la situazione di oggi, simile a quella che si è verificata in ottobre, i livelli di polveri sono cresciuti a causa dell'accumulo in atmosfera e della situazione climatica sfavorevole (ed eccezionale) che si è verificata. Di fatto, come si é già osservato, l'aria può venire ripulita SOLO da vento o pioggia; abbiamo avuto una serie di giornate senza pioggia e senza vento forte consecutive (mi pare quasi due mesi tra agosto e ottobre, e oltre un mese ad oggi) che hanno forzato la situazione. L'accumulo delle polveri funziona così: immaginate di buttare, ogni giorno, un cucchiaio di sabbia sul pavimento, e ogni giorno di misurare quanto ce n'è. Se nulla interviene dall'esterno (ad esempio, operatore volenteroso con scopa e paletta - in luogo di pioggia o vento) misureremo quantitativi sempre crescenti. Dopo uno, due mesi in questa situazione, si potrebbe provare a costruire castelli di sabbia.
E' esattamente quello che succede a Milano: la forzante climatica (alta pressione e inversione termica) e l'infelice posizione della città dal punto di vista dei venti che possono spazzare l'atmosfera (causa l'orografia del territorio) portano, anche se raramente, a questa situazione. Milano ha mediamente meno di 10 giorni di vento forte all'anno, e tutto quello che si trova in atmosfera tende a ristagnare più a lungo. Infatti il problema non è rientrato ad ottobre per la domenica a piedi proclamata (cioè, per il mancato cucchiaio di sabbia in cima alla montagnola); ma per i venti di foehn che hanno poi soffiato per due giorni (operatore con scopa e paletta). Tutto questo è spiegato anche nel podcast che ho linkato all'inizio; le misurazioni dovrebbero tenere conto 1. dell'accumulo (se no sembra che ogni giorno immettiamo nell'aria tutta roba nuova, il che non è) 2. del fatto che le polveri vanno distinte tra antropiche e naturali, e tra potenzialmente dannose ed innocue. Cose che in altri paesi (Francia) fanno, ed in Italia invece no. Esponendoci a cattiva pubblicità ed a multe (ingiuste). Si potrebbe magari lavare le strade con le autobotti di notte, per trascinare via la polvere depositata su asfalto, cosicché il giorno dopo ne rimanga meno, o usare asfalti speciali che possono trattenere il PM10, che già esistono.
Scrivo sempre le stesse cose, lo so. Ma non é colpa mia se continuo a sentire raccontare le stesse menzogne.

Ricordatevi che un cittadino più informato si fa prendere in giro meno facilmente. Le ordinanze di blocco, ecoTass, varie forme coercitive di road pricing convengono a chi le firma, perché hanno costo zero. Il disagio e le spese, sono a carico dei cittadini. Plaudendo alle demagogiche iniziative di blocco del traffico si dà spazio a personaggi di poco valore, che ne approfittano per ottenere attenzione mediatica e costruirsi una carriera politica sul nulla. E Milano è piena di esempi simili, purtroppo.

Se qualcuno non si fidasse delle informazioni riportate, ci sono un paio di link da consultare: http://archiviostorico.corriere.it/2010/gennaio/02/Ecco_perche_Milano_vive_piu_co_7_100102010.shtml
http://motocivismo.it/wordpress/?page_id=35

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