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Ecopass: serve davvero a ridurre le polveri a Milano?


Articolo postato il: 29/01/2008
Autore: Leonardo Aloi

A fine anno 2007, la giunta del sindaco Moratti ha spedito a
tutti gli abitanti di Milano un opuscolo con un proclama: vi
imponiamo "Ecopass" per ridurre le polveri in atmosfera
del 30%.
In breve, Ecopass è una tassazione del traffico privato:
quasi tutti i mezzi a benzina, e tutti i mezzi a gasolio
attrezzati con le attuali tecnologie di abbattimento inquinanti,
devono pagare una imposta di ingresso giornaliera nella cerchia
dei bastioni (centro allargato di Milano).
Il costo è correlato all'omologazione secondo direttive
CE "euro X" e all'omologazione (inesistente) dei filtri
antiparticolato (quindi nessun diesel venduto fin'ora è in
regola).
Tra le righe dell'Ecopass, c'e' anche il divieto assoluto di
circolazione per i veicoli euro 0 in tutto il territorio del
comune di Milano (approvato con delibera speciale pochi mesi
prima).
Ma vediamo se corrisponde al vero che Ecopass potrà
riddurre le polveri in atmosfera del 30%.
Per mia fortuna posseggo gli atti di un corso sulle polveri
sottili, indirizzato ai professionisti nel campo dell'inquinamento
atmosferico, tenuto nel 2006 dal Politecnico di Milano. Vi sono
riportati diversi grafici e dati.
Ne ho scelto uno che trovo significativo. Si tratta delle
statistiche delle concentrazioni di PM10 durante l'arco di una
giornata tipo a Milano, in estate e in inverno.
Le misure di concentrazione di polveri sono state elaborate dal
Joint Research Centre, uno dei più grandi istituti di
ricerca scientifica comunitario - solo in Italia annovera migliaia
di addetti nel sito di Ispra, in provincia di Varese (casualmente,
ho lavorato anch'io presso il JRC)
I dati sono stati raccolti a Milano nell'inverno 2003 e
nell'estate 2004. Eccoli.

Clicca per visualizzare l' immagine a grandezza originale!
Quali sono i dati oggettivi e rilevanti?
A) L'andamento delle concentrazioni di polveri è
simile in estate ed inverno, con un primo picco durante l'avvio
delle attività antropiche (6-9 del mattino) e un secondo
durante la chiusura delle attività (6-8 di sera). Minimo di
notte alle 4.
B) In inverno la media della concentrazione di polveri è
enormemente maggiore che in estate (5 volte)
C) L'escursione di concentrazione di polveri in una giornata
ESTIVA
è mediamente di 430 parti per cm3, e parte da un
"fondo" di circa 470 parti per cm3; quindi la
concentrazione nei picchi della giornata raddoppia, stando sotto
le 1000 parti per cm3
D) L'escursione di concentrazione di polveri in una giornata
INVERNALE
è mediamente di 3800 parti per cm3 (8 volte
l'escursione estiva), e parte da un "fondo" di circa
1700 parti per cm3 (più di 3 volte il fondo estivo); la
concentrazione nei picchi della giornata raddoppia il fondo,
arrivando a 5500 parti per cm3 (5 volte tanto i picchi estivi)
La domanda che sorge spontanea è: perché in
inverno ci sono così tante più polveri che in
estate?
Il sindaco Moratti propaganda la tesi che sia il traffico la
colpa di tutto… Ma come è possibile? I mezzi
motorizzati circolanti in estate e in inverno sono circa gli
stessi, sia come numero che come tipologia.
Invece in inverno si somma una sorgente fondamentale di
inquinanti: il riscaldamento domestico.
Non giungo alla conclusione semplicistica che sia il solo
riscaldamento a contribuire all'enorme delta estate-inverno. Cerco
altri dati.
La pubblicazione del Politecnico riporta alcuni campionamenti
invernali fatti in aperta campagna Lombarda. Il "fondo"
di concentrazione delle polveri è sempre molto più
elevato che in estate, e incredibilmente paragonabile al fondo
notturno cittadino!
Cosa ne deduco, da NON addetto ai lavori ?
Che la pianura padana è sfigata.
Per motivi prevalentemente climatici e ambientali, in inverno
la pianura padana è immersa nelle "polveri"
(rammento che in questa categoria ricadono composti di tutti i
tipi, non necessariamente di origine antropica).
Malgrado la sfiga primordiale, noto che a Milano il delta di
polveri in inverno è enorme (5 volte più del "fondo"
, e quindi chiaramente di origine antropica).
Ma non ho dati né
modelli (e nemmeno gli atti del convegno del Politecnico li
riportano) che mi dicano con certezza che questo delta sia 
attribuibile prevalentemente al traffico veicolare, e non invece
al riscaldamento domestico.
Un modo per correlare questo delta di polveri al contributo del
traffico sarebbe di misurare l'andamento delle concentrazioni di
polveri nei lunghi periodi invernali di basso traffico veicolare
(l'unico che mi viene in mente è il periodo da natale ai
primi dell'anno), e vedere quanto la concentrazione di polveri
varia.
Purtroppo esiste una perenne complicazione a tutte le misure:
il clima di Milano, che favorisce il ristagno di polveri e
inquinanti: basta una giornata di brezza per ripulire il tutto
magicamente e falsare tutte le statistiche.
So che le mie sono ipotesi assolutamente da provare; ma capisco
anche che le affermazioni della giunta milanese sono propaganda.
Se l'ipocrisia non fosse una invariante delle nostre relazioni
quotidiane, il sindaco Moratti ci avrebbe scritto:

"Cari cittadini, voglio disincentivare il traffico
privato, quindi mi sono inventata questa IMPOSTA, con i proventi
della quale cercherò di migliorare i servizi di trasporto
pubblico.
Come effetto collaterale ci POTREBBE essere una lieve
diminuzione delle polveri sospese."

Quanto avrei preferito questa onesta e comprensibile
dichiarazione!
Come esercizio ho provato anche ipotizzare che con Ecopass si
riduca davvero il traffico complessivo a Milano (cosa che spero
ardentemente, ma di cui dubito fortemente).
Ho posto le
seguenti ipotesi cautelative:

Clicca per visualizzare l' immagine a grandezza originale!

I risultati parlano da soli: se l'obiettivo è ridurre
significativamente le polveri... è fallito in partenza.
Se
invece l'obiettivo è invece ridurre il traffico in
centro Milano
, può darsi che sia efficace: dipende da
quanto è competitiva la tariffa di ingresso rispetto al
beneficio di usare l'automobile privata.
Se invece l'obiettivo è rastrellare soldi… bèh
dovrebbe funzionare, se si mantengono i ticket di ingresso
competitivi, cioè se si fa in modo che il traffico rimanga
comunque elevato! E'  contraddittorio rispetto ai proclami
della giunta, ma chi vuole rendere profittevoli i sistemi di
tariffazione dell'uso di risorse sa che così funziona.
Un ultimo ragionamento: Ecopass è il più efficace
dei modi per raggiungere gli obiettivi prefissati dalla giunta?
Premesso che non considero realistico l'obiettivo di riduzione
delle polveri, rimangono:

A) quello della riduzione del traffico (in centro
città) e
B) quello della sorgente di finanziamento per
potenziare le strutture di trasporto pubbliche.
Probabilmente per l'obiettivo "traffico", Ecopass è
una buona politica.
Invece per l'obiettivo "raccolta di soldi", Ecopass è
altamente inefficiente e costoso.
Quanto è costato e quanto costeranno l'infrastruttura di
sensori, di software, e l'organizzazione per la notifica, l'invio
e la riscossione delle multe, il supporto legale per i
contenziosi, il gran numero di addetti e la stipula di canoni di
manutenzione, gli interventi di manutenzione straordinaria...
senza scordare gli elevati costi privati per i cittadini, sia come
ticket di ingresso, sia soprattutto come ridotta possibilità
di utilizzo dei propri mezzi, e quindi mancato "business"
derivato dalla mancata mobilità, e perdita di valore
dell'investimento (l'acquisto di un'auto).
Non era egualmente efficace, ma infinitamente meno costosa,
anche in termini di fastidi ,  complicazioni e vessazioni per
il cittadino, una semplice imposta annuale sul possesso di
automezzi, o meglio sull'occupazione di suolo pubblico
dell'automezzo di proprietà?

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