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Il caso di via Stefini


Articolo postato il: 04/04/2012
Autore: Enrico Engelmann

Questo articolo arriva in ritardo. Purtroppo, per questioni di impegni di lavoro, non ebbi possibilità di scriverlo quando sarebbe stato attuale.
Ma valeva comunque la pena di scriverlo, perchè, penso, possa rappresentare una descrizione molto dettagliata di un caso esemplare di cosa NON si dovrebbe fare, per alleviare il problema del traffico a Milano.
La cosa risale ancora ai tempi della giunta Moratti. Penso sia che anche per cose come questa, che ha perso le elezioni.
La via interessata è una via tutto sommato secondaria, via Stefini, non lontano dall fermata MM3 Sondrio. La sua particolarità è quella di essere un viale, in quanto le due carreggiate sono separate dalla ferrovia, che corre ribassata rispetto al livello stradale. Non molti anni fa venne realizzata una struttura di pannelli fonoassorbenti, per ridurre il disturbo dovuto ai treni di passaggio. Lavoro utile, per una volta. Purtroppo devono avere pensato di avere fatto troppo bene, e così ad un lavoro utile, hanno fatto seguire un lavoro del tutto inutile, anzi dannoso! Che avessero paura che la gente si abituasse troppo bene?
Il caso che sto andando a descrivere lo conosco molto bene, perchè abito in uno dei palazzi della via. Eventuali contestazioni riguardo alle considerazioni che farò riguardo a quello che descriverò, per quanto riguarda i fatti, verranno perciò considerate a priori irrilevanti, in quanto so esattamente di cosa sto parlando!
"Anticamente" via Stefini comprendeva due carreggiate di larghezza diversa. Quella diretta verso il centro era, ed è, ad una sola corsia. Quella diretta verso la periferia era invece teoricamente anche essa ad una sola corsia, ma in pratica ci stavano due file di veicoli affiancate. Cosa questa estremamente comoda: la strada era sempre sgombra, un taxi poteva fermarsi davanti a uno dei portoni senza arrecare fastidio ad alcuno, quando si avevano delle valigie pesanti, o dei pacchi, ci si poteva fermare davanti alla porta, scaricare e poi andare a cercare parcheggio. Anche il parcheggio era comodo, e lo spazio era congruo alle necessità della zona.
Tutto andava bene, e di nulla v' era bisogno, fin quando iniziarono con i lavori! Lavori che inizialmente nessuno capiva a cosa mai potessero servire...
La cosa iniziò dal lato con il marciapiede piccolo, e sembrò volessero allagarlo:

I lavori in via Stefini

Purtroppo il passo successivo fu la comparsa di una linea arancione sull' altro lato dell' imbocco della strada. Disegnava un triangolo che entrava così tanto nella careggiata, che appariva totalmente assurdo pensare pensare che volessero allargare il marciapiede da quel lato così tanto.
Nella seconda foto si nota anche meglio andamento ferfino scurrile della linea arrancione disegnata sull' asfalto!

I lavori in via Stefini

I lavori in via Stefini

Purtroppo chiedendo agli operai, la verità venne subito a galla...
In realtà il marciapiede, da quel lato, venne ristretto, e venne realizzata tutta una complessa base in cemento, in corrispondenza della zona prevista per il parcheggio. Naturalmente, ad ogni slargo il bordo venne posizionato a 45°, in modo da sprecare più spazio possibile.

I lavori in via Stefini

Finita la prima fase dei lavori sul lato verso la ferrovia, iniziarono i lavori sull' altro lato, quello delle case.

I lavori in via Stefini

I lavori in via Stefini

I lavori in via Stefini
Da notare lo spropositato impiego di meglio, degno di miglior uso! Tutto ciò, lo sottolineo, per lavori di cui nessuno sentiva la necessità!
Altro punto importante, i disagi per coloro davanti ai cui portoni si svolgevano i lavori: totale impossibilità di fermata davanti alla propria porta, neanche in caso di urgenze quali ambulanze o simili. E anche il marciapiede ristretto ad un bugigattolo, come si vede dalle foto seguenti.

I lavori in via Stefini

Esempio di lavori stradali inutili: via Stefini

Esempio di lavori stradali inutili: via Stefini

Esempio di lavori stradali inutili: via Stefini

Da sottolineare che i disagi non sono durati pochi giorni, ma mesi, come si può vedere dalle foto sopra e dalle altre presenti su questa pagina.
Molto "curati" i lavori, specie per quanto riguarda gli aspetti particolarmente inutili. In particolare, in corrispondenza delle entrate vennero create delle strane strutture simili ad arene in miniatura, con fondo cementato. Il loro utilizzo rimase del tutto oscuro fino all' ultimo: aiuole no, perchè non c' era spazio per la terra, ne' scolo per l' acqua in eccesso. Laghetti artificiali? Impossibile! Sveleremo il loro "utilizzo" alla fine dell' articolo!
Per adesso ecco alcune foto mentre erano in fase di costruzione:

Esempio di lavori stradali inutili: via Stefini

Esempio di lavori stradali inutili: via Stefini
Destinate chiaramente a ospitare aiule erano invece altre aree, più grandi, sempre in corrispondenza degli incroci.
Da notare, però, come, a priori, possono essere delle aiule ricavate da aree quasi interamente sul fondo chiuse dal cemento, come si vede bene essere il caso. Difficile immaginare alberi in grado di fare un po' di vera ombra, in aiulette così asfittiche!

Esempio di lavori stradali inutili: via Stefini

Esempio di lavori stradali inutili: via Stefini

Esempio di lavori stradali inutili: via Stefini

Esempio di lavori stradali inutili: via Stefini

Misteriore risultavano poi anche delle strutture molto complesse (e perciò anche molto laboriose da realizzare, e perciò anche molto costose, verosimilmente) realizzate ad intervalli regolari. Lo strano intersecamento di file di pietre di granito appariva del tutto criptico.
Scivoli per disabili? No, troppo stretti e comunque non portano a niente! Aperture per la gestione delle fogne? Neanche! Mistero completo!

Restringimento carreggiata a Milano: via Stefini

Restringimento carreggiata a Milano: via Stefini
Va sottolineato l' estrema onerosità dei lavori, realizzati con grande dispendio di uomini, mezzi e lavoro. E' evidente che un marciapiede interrotto da continui slarghi, con bordo spesso neanche a 90 gradi, è molto più complicato da realizzare che non un semplice marciapiede dritto.
Le pietre che formano i bordi vanno tagliate ognuna in maniera esatta, una per una. E per farlo ci vuole molto tempo e energia. Senza contare che si tratta di lavori che producono molto rumore e polveri. Tutto a svantaggio di chi abita in corrispondenza dei tratti di strada interessati, specie se ai piani bassi.

Restringimento carreggiata a Milano: via Stefini

Restringimento carreggiata a Milano: via Stefini

La seguente foto, in particolare, mette ben in evidenza la estrema complessità (naturalmente considerando che si tratta di un marciapiede) delle strutture realizzate. Quanta pietra (granito, perciò durissima) è stata messa in posizione, dopo essere stata estratta, tagliata e trasportata, con grande dispendio di tempo e consumo di carburante (e perciò produzione di inquinamento)?

Inquinamento in seguito a lavori stradali: via Stefini

Ma evidentemente i bordi e dente di tagliasiepe non erano abbastanza. Giusto per aggiungere un po' di lavoro inutile, ecco che in corripondenza delle zone di parcheggio si è pensato di aggiungere una pavimentazione a mattonelle. E siccome i bordi sono a 45 gradi si è dovuto sagomare un bel po' di mattonelle una ad una. Utilità di questa pavimentazione? Sconosciuta. L' unica utilità immaginabile, quella di permettere un miglior drenaggio dell' acqua risulta completamente vanificato dal fatto che le mattonelle poggiano su una base di cemento impermeabile.

Sperpero di denaro: Pavimentazione a mattonelle

Sperpero di denaro: Pavimentazione a mattonelle

Per riempire le fughe fra le mattonelle è stata poi sparsa della sabbia. Sabbia il cui esubero è rimasto lì per mesi, prima di venire portato via dalla piaggia, facendo sì che ogni volta che si saliva in macchina si riepiva di sabbia l' abitacolo, specie nei giorni in cui il fondo strada era bagnato o umido.
Altra genialata i bordi delle aiuole a doppio scalino, ideali per rovinarsi le porte dell' auto, tutte le volte che si apre senza fare estrema attenzione.
Sveliamo ora a cosa servivano le due tipologie di strutture sopra nominate!
Per quanto riguarda le basse vasche elissoidali con fondo cieco, esse sono state riempite con sassi bianchi cementati insieme. Lavoro lunghissimo e del tutto superfluo, visto che l' unico fine è quello estetico (soggettivo e perciò discutibile)
Ecco il risultato in una foto scattata al momento della stesura dell' articolo:

Sperpero di denaro pubblico a Milano: via Stefini

Per quanto riguarda le seconde strutture, esse sono si sono trasformate in stalli per moto e biciclette. Chi le ha usate per legare la moto mi ha detto che sono fatte da cani, in quanto l' entrata obliqua rende estremamente difficile riuscire a posizionare poi la moto in modo da poterla legare ai tubi, posizionati ortogonali rispetto alla linea della carreggiata.

Sperpero di denaro pubblico a Milano: via Stefini

L' ultima foto permette peraltro di vedere come gli alberi sono stati posizionati in posizione assolutamente sbagliata, troppo lontani dal marciapiede e perciò non in grado di fornire ombra ai passanti. E siccome si tratta di una specie di alberi che crescono pochissimo (ne' potrebbe essere altrimenti, visto che le aiuole contengono pochissima terra) non c' è speranza che la cosa migliori in futuro.
Proviamo dunque a stilare un bilancio di questi fantastici lavori in via Stefini.
1. Una larga strada residenziale è stata trasformata in uno stretto bugigattolo, dove è impossibile fermarsi anche solo per un attimo in emergenza, senza bloccare tutto il traffico. Questo vale anche per le ambulanze, che devono fermarsi agli incroci, con evidenti disagi.
La foto qui sotto permette di apprezzare le dimensioni quasi scurrili delle strutture realizzate, che vanno ad occupare gran parte di quella che una volta era la carreggiata:

Sperpero di denaro pubblico a Milano: via Stefini

2. Effetti sulla circolazione: assolutamente nefasti! La via una volta era sempre sgombra, adesso si formano regolarmente code fino al semaforo (anche complice il fatto che qualche genio ha ridotto quasi a zero la durata del verde lungo la direttrice di via Stefini)
Ecco ad esempio cosa accade in caso di pioggia, quando il traffico è più intenso:

Sperpero di denaro pubblico a Milano: via Stefini

3. Disagi per coloro che abitano sulle case che danno sui tratti di strada interessati: impossibilità di effettuare carico scarico, taxi e ambulanze (ma anche pompieri) non possono fermarsi davanti al portone, ma devono posizionarsi in corripondenza degli incroci. Code tutti i giorni negli orari di punta, con conseguente gas di scarico aggiuntivi, specie per coloro che abitano ai piani bassi.
4. Posteggi: In teoria il numero dei posteggi dovrebbe aumentare, introducendo il parcheggio a lisca di pesce. Grazie però alle spropositate dimensioni delle aiule e alla presenza dei pali della luce (prima dentro al marciapiede), il numero dei posti disponibili non solo è aumentato, ma è anzi diminuito di qualche unità.
5. Altri aspetti: Ovvio che una strada con marciapiede dentro e fuori è molto più lunga e difficile da pulire. E ogni volta che dovesse esserci necessità di aprire il manto stradale, per lavori a condutture o fognature, il lavoro sarà molto più complesso e costoso. Basti solo pensare al lavoro per togliere e ripristinare una ad una la mattonelle su una base che anche essa andrà rotta e poi ricostruita...
E quanto è costato tutto ciò?
Ecco cosa dicevano i cartelli!

Sperpero di denaro pubblico a Milano: via Stefini

Sperpero di denaro pubblico a Milano: via Stefini

Anche se non si capisce bene quale è la cifra che bisogna guardare (2000000, 1505100 o 1236741), quello che è certo è che non si parla di qualche decina di migliaia di Euro, ma di cifre molto più grosse. Cifre che avrebbero potuto essere utilizzarte per cose molto più utili.
In effetti proprio non si capisce perchè tali lavori siano stati fatti!
Chiesti da nessuno, a nessuno hanno portato beneficio. L' unico soggetto che ne ha tratto vantaggio è stata, a voler guardare, la ditta che li ha realizzati.
E con la nuova giunta è cambiato qualcosa? Ma ovviamente no! Quando si tratta di fesserie, Pisapia non vuole certo perdere l' occasione di essere come o meglio della Moratti!
Ed ecco che così, dopo via Stefini, lo stesso identico trattamento è stato riservato a via Vassallo, via adiacente!
Da via larga e comoda, con enormi marcipiedi dove da 40 anni si poteva parcheggiare senza dare fastidio a nessuno (sulla parte rimanente potevano ancora passarci tranquillamente due carrozzelle affiancate) è stata trasformata in via stretta e con aiuole enormi. Moltissimi sono i posti per parcheggiare andati persi, ma, siccome formalmente erano illegali, i soliti soloni benpensanti si sentiranno in diritto di respingere qualsiasi critica per quanto riguarda questo aspetto.
A presto poi le puntate su piazza Carbonari e via Stresa!


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