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Seduta della Commissione Mobilità del Comune di Milano sulla Zona 30 Tortona/Solari


Articolo postato il: 21/03/2014
Autore: Enrico Engelmann

Il testo su questa pagina è presente in originale come commento ad una foto nel gruppo fb QTS 30 - 2.0.
Da notare le analogie con quanto avvenuto durante la riunione della Commissione Territorio-Ambiente di zona 3 su via Castel Morrone. Il comportamento delle forze di maggioranza non è dunque incidentale, ma una pratica consolidata.

Ieri si è tenuta una seduta della Commissione Mobilità del Comune di Milano avente all’ordine del giorno un unico punto: Attuazione Zona 30: Area Tortona/Solari.
Il consigliere Igor Iezzi (Lega Nord) aveva esplicitamente richiesto di portare in Commissione Mobilità questo argomento affinché noi cittadini facenti parte del comitato QTS 30 – 2.0 potessimo esprimere il nostro punto di vista e raccontare le nostre perplessità agli esponenti politici che ci rappresentano nelle istituzioni di qualunque colore essi siano.
Ci siamo presentati in quattro ritagliandoci degli interventi di pochi minuti ciascuno in modo da affrontare tutti i punti e le criticità che abbiamo individuato nel progetto, ognuno affrontando un punto diverso: saremmo stati due residenti e due “tecnici” esperti di ciclabilità (appartenenti a Ciclobby ma presenti a titolo personale in quanto consulenti della prima ora del progetto del comitato promotore e poi divenuti nostri consulenti dopo che i tecnici di Metropolitana Milanese hanno avocato a sé ogni decisione progettuale) i quali avrebbero spiegato come questo progetto sia sbagliato dal punto di vista “filosofico” per ciò che riguarda l’adozione di piste ciclabili in sede protetta in un quartiere che diventerà Zona 30 (quando invece si disegnano delle semplici linee gialle ad esempio sulla circonvallazione esterna sul ponte delle Milizie o in vie trafficate come la via Gallarate!), che avrebbero spiegato come in tutta Europa questo tipo di soluzione, che agli occhi dei profani può risultare la più sicura e corretta, sia stata abbandonata da tempo a favore della condivisione della sede stradale tra auto e bicicletta (leggete gli articoli di Matteo Dondé, uno dei massimi esperti italiani di ciclabilità e di progettazione di piste ciclabili, che abbiamo pubblicato sulla nostra pagina per capire di cosa parliamo!).
La condivisione (in Zona 30!) porta all’attenzione reciproca di automobilisti e ciclisti, aiuta a creare una cultura dell’attenzione e del rispetto reciproco, è meno pericolosa nelle intersezioni stradali, insegna (anche ai più piccoli) che sulle due ruote bisogna prestare la dovuta attenzione, non confina il ciclista in un recinto liberando la strada alle auto.
Se avessero potuto parlare avrebbero spiegato che questo progetto è carente anche dal punto di vista della sicurezza non prevedendo nessun accorgimento per limitare effettivamente la velocità delle auto (se non il restringimento della carreggiata!): non sono previste ad esempio semplici “chicane” realizzate con i parcheggi alternati (in linea e a lisca di pesce un tratto a destra e uno a sinistra di ogni via) che senza realizzare odiosi dossi o “castellane” costringe effettivamente le auto a moderare la velocità.
Se avessero potuto parlare avrebbero spiegato come questo intervento si sarebbe potuto realizzare praticamente a impatto zero sulla sosta semplicemente togliendo un po’ di spazio agli ampi marciapiedi e lasciando quindi spazio alla doppia lisca di pesce su entrambi i lati delle strade (questo nel caso in cui non si fosse voluto riprendere in mano l’intero progetto e disegnare percorsi ciclabili di concezione più moderna ed europea oltre che molto meno costosi!).
Usiamo il condizionale perché dei quattro che eravamo e ci eravamo iscritti a parlare solo due hanno potuto farlo e solo dopo gli interventi dei cittadini del comitato promotore che ovviamente non hanno portato nulla di nuovo all’attenzione della Commissione ma si sono limitati a lodare l’iniziativa così come aveva fatto l’assessore Maran durante la presentazione.
Negare altri 10 minuti di confronto propositivo ai cittadini residenti ci è sembrato davvero un brutto sgarbo al quale non eravamo preparati e che da cittadini forse troppo educati abbiamo subito supinamente e questo nonostante ben due consiglieri dell’opposizione avessero deciso di rinunciare al loro intervento per concederci il loro tempo puntualmente negato dal segretario di Commissione.
Possiamo solo rendervi partecipi delle concessioni che saranno attuate sulla base di nostre specifiche istanze presentate ai tecnici del comune nei giorni scorsi e che consistono in un recupero di posti auto quantificabile in 60 (tra le vie Moisé Loria, Lanino, Caravaggio e Bergognone nella sezione tra Savona e Tortona) che non si avvicina minimamente alla quantificazione di 300 posti auto persi nell’intero quartiere (i più penalizzati restano i residenti di via Tortona con una perdita pari a circa il 40%) e che (non va mai dimenticato!) si aggiungono ai 300 posti auto persi già due anni fa con l’applicazione del divieto di sosta sulla via Solari.
E ci è sembrata quasi una presa in giro la “proposta” di recuperare circa 150 posti auto (ovviamente a pagamento!) all’interno dell’Ansaldo.
Quello che avremmo voluto spiegare alla Commissione è che questo intervento che ha come danno collaterale una perdita così consistente di posti auto per i residenti non migliorerà la vivibilità del quartiere perché un’auto che gira per più tempo alla ricerca di un posto è un auto che inquina di più e genera più traffico perché la sottrazione di 300 posti auto non comporta la sparizione di 300 auto.
Quello che avremmo voluto spiegare alla Commissione è che questo intervento penalizza maggiormente chi l’auto è “costretto” a spostarla ogni giorno per esigenze lavorative e magari non può permettersi un box da 60.000 euro.
Quello che avremmo voluto chiedere alla Commissione era solo di ascoltare le nostre istanze e prendersi un paio di mesi per valutare le nostre proposte: non chiedevamo di buttare il bambino con l’acqua sporca, ma proponevamo di salvare capra e cavoli!
Purtroppo ci siamo confrontati con chi ha un orizzonte temporale che è pari al proprio mandato elettorale e che ha quindi fretta e bisogno di far vedere che ha fatto quanto ritiene coerente col proprio mandato ma che fatica a comprendere che larga parte di chi presenta queste osservazioni è stato proprio un sostenitore di questa amministrazione che si è presentata come dialogante e aperta al confronto ma che nei fatti ha rinnegato quanto promesso. — presso Palazzo Marino.


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