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Anche il Corriere della Sera critica la chiusura di Piazza Castello, ma trascura la mobilità


Articolo postato il: 16/05/2014
Autore: Enrico Engelmann

Alla pagina del Corriere della sera LA LETTERA Piazza Castello, un’isola «non troppo felice» viene pubblicata una lettera di una lettrice critica verso l'utilizzo attuale di piazza Castello. Segue il commento di Isabella Bossi Fedrigotti, che concorda con l'autrice della lettera:

Gentile Bossi Fedrigotti,
desidero unire la mia «voce» a quella di decine e decine di milanesi, denunciando l’uso indecoroso che viene fatto dell’isola pedonale appena realizzata in piazza Castello. In realtà non uno spazio vivibile offerto ai cittadini, a discapito di disagi (sopportabili) per molti, bensì una fonte di ricavo per l’amministrazione comunale che vi ospita manifestazioni assolutamente fuori luogo. E non si tratta dell’evento in sé (una sagra gastronomica e non solo dall’allestimento improponibile, a fianco dell’inaugurato, seppur non pronto, portale Expo, orrendo anch’esso ma ce ne siamo tutti fatti una ragione), ma del luogo destinato a ospitarla (per la spaventosa durata di due settimane!). Ricordo con piacere la sagra della patata bollita in un paese dell’entroterra siciliano, i mercatini altoatesini e la fiera della zucca nel mantovano. Però grandemente mi ripugnano i gazebo di plastica bianca tutto intorno al Castello. Vorrei davvero conoscere chi prende simili decisioni e vorrei che pubblicamente le giustificasse. Preciso che abito in altra zona e non sono animata da sentimenti personali, ossia - fortunatamente - non apro le finestre sulla sagra né ne sono ammorbata da odori e rumori che certamente ne derivano. Solo un naturale senso di decoro e amore per la «res publica» mi spinge ancora una volta a scrivervi.
Marta Panizza


Questa è soltanto una della raffica di lettere di protesta per il nuovo, inatteso utilizzo di piazza Castello giunte a questa rubrica; e preciso che ancora non è terminata l’altra raffica, quella per il divieto di transito nel medesimo luogo e il conseguente intasamento di Foro Buonaparte. E, in effetti, non posso dare torto a chi è infuriato per un motivo oppure per l’altro. Si era parlato di «liberare il Castello» dall’assedio di auto e pullman, e in nome del risalto estetico che il provvedimento avrebbe dato al monumento milanese per eccellenza (sia pure ampiamente rifatto un secolo fa) si poteva accettare il sacrificio del traffico. E pazienza - se si vuole essere molto buoni - anche per il parco giochi che vi è stato realizzato con balocchi giganteschi ad uso di grandi e piccini. Ma i gazebo di plastica, il banchetto della porchetta, quello delle magliette made in Cina, dei casalinghi alla rinfusa, con sporcizia intorno e schieramento di furgoni come per un qualsiasi mercato regionale, davvero no. Brutto per brutto, meglio il traffico allora.

Commento
Fa piacere vedere che anche il Corriere della Sera muova critiche all'attuale sistemazione di piazza Castello. Critiche ovviamente condivisibili, dato che la situazione in piazza Castello è assolutamente pietosa. Perfino vergognosa, in senso letterale, visto che da milanese c'è da vergognarsi a far vedere come nella nostra città viene ridotta una delle piazze più importanti, sede di uno dei suoi monumenti più famosi.
Dispiace però vedere come ancora una volta l'aspetto mobilità venga trascurato e non percepito come essenziale.
"In realtà non uno spazio vivibile offerto ai cittadini, a discapito di disagi (sopportabili) per molti" scrive la lettrice, "si poteva accettare il sacrificio del traffico", risponde la Fedrigotti.
Questa lettera, e la corrispondente risposta, illustrano bene come purtroppo ancora troppe persone ragionino in termini di hic et nunc, e non siano in grado di dare la giusta importanza agli effetti in là nello spazio e nel tempo. La realtà viene percepita come un quadro statico, dove ciò che è coincide con ciò che è possibile vedere ad un dato istante.
Questa, però, è una concezione di realtà del tutto inadeguata, nel mondo moderno, specie per chi fa parte della classe dirigente (in senso lato), come è il caso di una firma importante del giornale più prestigioso d'Italia (almeno tradizionalmente)!
Ciò che si può vedere direttamente rappresenta solo l'involucro, nel caso di una realtà complessa quale è quella di una città importante come Milano! Quello che è più importante sono proprio le catene causali che stanno dietro tale involucro, e che fanno sì che gli effetti di maggiore importanza di una qualche modifica apportata al sistema non siano ne' locali, ne' istantanee! Ragionare sul decoro va benissimo, ma trascurare il fatto che chiudere al traffico un asse essenziale come piazza Castello si ripercuota su tutta la città, aumentando i tempi necessari per i trasferimenti, e perciò i corrispondenti costi, creando quindi danno a tutte le attività commerciali e imprenditoriali della città, che quindi avranno un motivo in più per soffrire della crisi e quindi saranno più a rischio di chiudere o trasferirsi, causando così un aumento della disoccupazione, etc... corrisponde ad una visione miope della città.
E ora che i cittadini prendano consapevolezza del fatto che il decoro è importante, ma che la mobilità lo è anche di più. Perché la mobilità è uno dei fattori essenziali per poter creare quella ricchezza senza la quale neanche il decoro può venire mantenuto!


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