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Una città in svendita.


Articolo postato il: 10/12/2014
Autore: Giovanni Seregni



Articolo inizialmente postato su fb sulla pagina Piazza Castello e la nostra Milano non sono una fiera arancione

Una città in svendita.
Come si fa? Stando in giunta è abbastanza facile.
1) si tolgono parcheggi ovunque
2) si creano ciclabili ovunque e a casaccio, come se Milano vivesse in una eterna stagione propizia a pedalare per kilometri e kilometri, senza trasportare merci, e senza handicap fisici.
3) si trascurano i servizi pubblici in generale, espressamente quelli individuali, GuidaMi, per intenderci.
4) ci si accorda con imprese private di noleggio, propiziandosele mettendo a presiederne l'associazione l'assessore ai trasporti
5) si comincia con poche auto pubblicizzandole e consentendo di muoversi, il primo colpo pubblicitario "forte" sono le vecchie "domenicheaspasso", concomitanti al lancio dello sharing, che bloccavano tutti ma facevano conoscere questa straordinaria possibilità di girare ugualmente alla faccia degli appiedati.
6) una volta lanciato il concetto si eliminano le domeniche a spasso, perché intanto la gente ha imparato che
A) pagando questi servizi privati ci si sente trendy, perché alla parola noleggio si è sostituita la dizione "sharing", anche se la proprietà non è affatto comune (come per la trascurata GuidaMi)
B) i soldi spesi al minuto sono remunerativi, perché il problema non è muoversi ma risparmiare tempo nel parcheggiare, e con lo "sharing" il posto si trova sempre, rubandolo sulla programmazione urbanistica per i residenti (park gialli)
C) la possibilità di essere beccati a fare i propri comodi è alquanto bassa, se non praticamente inesistente, visto che il tasso di sharing mal parcheggiato è elevatissimo rispetto ai mezzi presenti nell'autoparco delle imprese private che li distribuiscono.
D) l'indice di rischio è minimo soprattutto perché se parcheggi malissimo tutto il giorno, o tutta la notte, rischi di brutto, invece in "sharing" puoi sempre sperare che dopo poco qualcuno faccia sparire il tuo misfatto
E) l'auto è a benzina, tossica come le altre, ma assurdamente l'idea complessiva fatta passare è che sia "alternativa" e quindi comunque fuori gara tra chi intossica di più
F) l'assessore può tranquillamente sostenere che lo sharing faccia diminuire i mezzi complessivi, senza dimostrare alcunché, chi può mai portare statistiche su presunte rinunce ad acquisti per usare sempre il car sharing? Il car sharing è comunque sempre concesso, anche a chi di macchine ne ha 5 da 6 metri ciascuna. Questa è solo una utility in più, visto che se davvero il car sharing dovesse essere sempre disponibile, ogni isolato dovrebbe dotarsi di un numero di auto superiore a quelle private, perché un servizio è tale se affidabile e sempre presente. Diversamente è una opzione in più, e come tale affidabile solo a patto di avere un mezzo proprio a disposizione effettiva e permanente, per quando ci occorresse senza perdere tempo in ricerche di disponibilità, ma per necessità realmente non procrastinabili.

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