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All'estero fanno ovunque così!


Articolo postato il: 08/01/2015
Autore: Enrico Engelmann

Quando qualcuno si lamenta dei disagi causati dalla politica di eliminazione dei parcheggi, dalla costruzione di piste ciclabili enormi che restringono le strade, dalle pedonalizzazioni e dall'introduzione di ztl, una risposta molto gettonata è che all'estero fanno ovunque così. E si elencano varie città europee, quali Vienna, Monaco, Amsterdam, etc...

Ammesso e non concesso che ciò sia vero (dato che spesso la gente visita all'estero visita solo le parti turistiche delle città e si guarda bene dal mettere piede nelle zone industriali, che pure a Milano sono colpite da tali scellerate misure), ciò non rappresenta in realtà alcun argomento, dato che segnalare un associazione fra due cose non permette in se minimamente di comprendere in che direzione va il rapporto causa effetto.

Le città elencate sono infatti naturalmente tutte città del nord Europa, di paesi ricchi e avanzati. Nessuno cita città, pure grandi, di lunga storia e facenti parte di paesi importanti, come Istambul, Bankock, Il Cairo, Dheli etc...! Queste ultime sono tutte città che soffrono di un traffico molto più caotico di Milano, con molte meno zone chiuse al traffico privato e molte meno limitazioni. Basta avere parlato con qualcuno che proviene da tali metropoli per saperlo!

In realtà le città che vengono citate a esempio sono tutte città di paesi ricchi, altamente evoluti e con un sistemi statale e infrastrutturale che funzionano molto meglio dei nostri.
Sono città con trasporti molto più efficienti dei nostri, con stipendi medi, al netto del costo della vita, molto più alti di quelli italiani e in generale città organizzate molto meglio.
E' chiaro che se i mezzi pubblici sono più affidabili e capillari, se i taxi in proporzione costano molto meno, se la struttura urbanistica è meglio organizzata, le occasioni in cui sarà necessario usare, o anche solo possedere, un auto privata saranno molte meno!
Ma è il fatto che lì la gente è più ricca e gli spostamenti più facili, che rende possibile dover lasciare meno spazio ai veicoli privati! Il fatto che in tali città si possano togliere parcheggi e far spazio a piste ciclabili è la conseguenza, NON LA CAUSA, del fatto che lì si vive meglio che da noi!

Infatti, nessuno mai è stato (ne' ovviamente sarà) in grado di dimostrare che le limitazioni al traffico privato aumentano l'efficienza del tessuto produttivo, perché ciò semplicemente perché non è vero!

Sia a Milano, come ad Amsterdam o a Norimberga, creare ostacoli alla libera circolazione riduce la produttività e aumenta i costi. Ma tali costi loro là possono permetterseli senza problemi. Da noi invece tali costi aggiuntivi sono insostenibili, date le molto maggiori difficoltà che si devono affrontare in generale, e portano alla chiusura o al trasferimento, di un numero sempre crescente di attività, come dimostra la progressiva desertificazione del centro, la zona in cui vigono più limitazioni.

Con colpevole superficialità molti confondono dunque la causa con l'effetto, e pensano che scimiottare le metropoli europee nei lussi che là sono alla portata porterà Milano allo stesso livello di tali città.
Un po' come se uno pensasse che per diventare ricco bastasse comprarsi una casa grande con giardino, come quella di chi ricco lo è già. Quando invece è proprio chi è diventato ricco in virtù delle sue attività, portate magari avanti in qualche brutto capannone in periferia, che può permettersi una bella casa. Casa che lo farà vivere meglio, ma certo non contribuirà ad aumentare le sue entrate, ma semmai contribuirà ad accrescere le sue uscite.
O se preferite come quelli che pensano che è la laurea a far diventare colti, e non lo studio, e perciò ambiscono ad avere il pezzo di carta a tutti i costi, anche comprandolo, se necessario.

Purtroppo, come comprare una casa più grande di quella che ci si può permettere può portare alla rovina finanziaria, così anche pensare di poter godere dei lussi delle ricche città del nord Europa, senza avere prima accumulato, con intelligenza e lavoro, la ricchezza e il benessere che là possono vantare, rischia di far retrocedere Milano al livello di una cittadina del terzo mondo, invece che farla progredire verso un migliore benessere.

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