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Articolo postato il: 21/12/2012
Autore: Enrico Engelmann

Serata di ordinaria prepotenza ecociclotalebana in via Vittor Pisani.

L'altra sera (sera del 20 Dicembre 2012) uno dei soliti gruppi di ciclisti ideologici, quelli che girano la città in gruppo, rallentando appositamente il traffico, rigorosamente non rispettando i semafori e facendo casino a più non posso, evidementemente per attirare l'attenzione sulla loro "causa", ha pensato bene, per protestare contro il fatto che alcune auto erano parcheggiate sulla pista ciclabile, di bloccare la circolazione in uno dei due sensi. Importante sottolinere che non si trattava di una manifestazione autorizzata, a quel che poteva apparire. Infatti non era presente alcuna pattuglia dei vigili, immancabile in caso di manifestazioni autorizzate. Dopo una buona mezzora che la cosa andava avanti, con ormai lunga fila di auto che strombazzavano, qualcuno, non saprei dire se di uno dei locali che si affacciano sulla via o di una della auto in coda, o qualcuno arrivato lì per altri motivi, ha perso la pazienza ed è passato alle mani. Niente di drammatico, un po' di scazzottamento, ma nessuno danno grave a persone (anche se più tardi è arrivata anche un'ambulanza che ha fornito qualche medicazioni al ciclista coinvolto) Successivamente, dopo ca. altri 20 minuti ca. sono arrivati finalmente i vigili. La loro azione è consistita nel multare le auto in sosta vietata, raccogliere testimonianze sulla rissa e sentire un po' di altre persone presenti. Fino al momento in cui sono andato via (24.30 ca.) non risulta abbiano intrapreso alcuna azione contro il gruppo che si è arrogato il diritto di bloccare la circolazione su una bubblica via. L'evento, di per se non molto grave in quanto fortunatamente abbastanza circoscritto come effetti, rappresenta un campanello di allarme cui tutti coloro che hanno a cuore una concezione democratica della vita pubblica dovrebbero prestare attenzione. E, a maggior ragione, chi ha a cuore la libertà di movimento a Milano. In pratica abbiamo avuto a che fare con un gruppetto di privati cittadini che pensano di potersi arrogare il diritto di mettere in atto ritorsioni contro l'intera cittadinanza, perchè i loro specifici interessi sono stati ostacolati da qualcuno. Qualcuno che ha commesso un'infrazione banalissima al codice della strada. Si tratta quindi di persone che si ritengono al di sopra della legge, perchè per protestare contro un'infrazione valutano del tutto legittimo commetterne varie e più gravi. Discutendo un po' con questi personaggi è emerso che per loro le piste ciclabili sono "loro proprietà". Che le strade siano comunque pubbliche, anche per le parti che corrispondono a piste ciclabili sembra a loro sfuggirgli completamente. Cosa sono questi gruppetti, se non un espressione di un marcatissimo egoismo, unito a livelli preoccupanti di prepotenza e arroganza? Proprio nello specifico del caso in questione, emerge chiara la totale pretestuosità della loro reazione. Via Vittor Pisani possiede infatti marciapiedi di 23 metri di larghezza su ogni lato (Piste ciclabili in via Vittor Pisani: un caso inaudito di sperpero di denaro e spreco di spazio), e se costoro fossero un minimo pragmatici e incentrati su esigenze pratiche, invece che sul desiderio di prevaricare a tutti i costi chi non la pensa come loro, riconoscerebbero che a livello pratico il problema non esiste, dato che basta passare per un tratto sul marciapiede (come fanno sempre i ciclisti ovunque a Milano). Naturalmente è poi anche a loro disposizione l'intera carreggiata rimanente, che è la sede prevista dal codice per il movimento di tutti i veicoli, biciclette comprese. Per costoro non è dunque importante tanto tutelare i propri interessi e le proprie istanze, quanto umiliare quelle altrui, al di là di ogni realtà contingente. Una visione totalmente antidemocratica, in cui esistono desideri ed interessi "buoni", e perciò legittimi (i loro), e interessi e preferenze se non illegittime, per lo meno irrilevanti (quelle che non coincidono con le loro). Nello specifico, gli interessi e le istanze irrilevanti sono quelle di chi reputa opportuno spostarsi in auto, e la cui libertà di movimento, al contrario di quella loro, può venire liitata in ogni momento. Una simile concezione preclude per principio ogni possibilità di compromesso, dato che un compromesso non può che essere fatalmente visto come un cedimento etico. Una concezione etica della politica, a cui corrisponde necessariamente una visione "violenta" della lotta politica. Violenta in senso lato, perchè bloccare la circolazione su una pubblica strada è una violenza, per quanto non contro la persona, ma pur sempre contro la libertà di movimento delle persone. E' quindi inevitabile che a violenza, prima o poi, qualcuno reagisse a sua volta con violenza. Questa volta è andata bene, e nessuno (per quel che ho visto) si è fatto male in maniera seria. Ma la volta prossima potrebbe andare peggio. Qualcuno potrebbe tirare fuori un coltello, o più semplicemente qualcuno potrebbe cadere e procurarsi danni seri batteno la testa contro il marciapiede. Ma la cosa più grave è che (salvo smentite) la forza pubblica accorsa non ha pensato di dover prendere alcun provvedimento contro persone che hanno commesso un reato bloccando la circolazione di una strada. Dato che, a meno che le cose non siano cambiate, bloccare una strada senza il preventivo assenso della questura non sia più reato! Su questa cosa non posso però fornire certezze, dato che ad un certo punto sono andato via. Non avendo però visto alcuna azione di identificaione fintanto che il blocco era in atto ci risulta difficile credere che i ciclisti abbiano avuto avuto da patire qualche conseguenza per il loro gesto. Tale mia assunzione è resa ancora più verosimile dal fatto che i ciclisti in questione hanno accolto con giubilo l'arrivo dei vigili, evidentemente certi della loro impunità. Mandiamo qui un appello a venire smentiti! Una smentita che daremmo con grande piacere, in quanto rassicurati del fatto che la libera circolazione è ancora tutelata dal codice, rispetto agli arbitrii dei singoli. Di seguito alcune immagini:


Commenti
23/12/2012 11:35:14
Giovedì sera è andata in scena una pacifica protesta contro un abuso tollerato da troppo tempo. È stata occupata una strada, creando disagi limitati o nulli visto che per la maggior parte del tempo è stata lasciata libera una corsia per consentire il flusso delle automobili, per protestare contro l'abitudine di posteggiare auto sulle piste ciclabili, sui marciapiedi, ovunque in quella zona, nonostante ci siano molte opzioni di parcheggio regolare a pagamento. La protesta pacifica è stata interrotta dall'aggressione che abbiamo subito da parte di alcuni clienti dei locali in questione, evidentemente infastiditi dal fatto che qualcuno tentasse di contrastare le loro comode abitudini di parcheggio abusivo.
marcomazzei
24/12/2012 02:42:54
Il blocco del traffico da parte di privati è reato, e di per sè un azione violenta. I disagi ci sono stati, e la loro entità non puoi certo valutarla tu, ma solo quelli che li hanno patiti.
E' chiaro che se si agisce in modo violento, può capitare che sventuraratamente qualcuno pensi di usare la violenza a sua volta.
La cosa veramente grave è che i vigili, oltre a dare le multe alle auto in divieto, non abbiano provveduto a identificare i ciclisti coinvolti nel blocco, così da rendere impossibile ogni azione contro di essi, come vorrebbe la legge (salvo smentite, ad ora mai arrivate).
Evidentemente a Milano la legge vale solo per qualcuno, per altri il suo rispetto è un optional.
Tutto il resto sono chiacchere.

E per fortuna che ero lì, altrimenti nessuno avrebbe saputo come sono andati veramente i fatti.
e.engelmann
Post modificato il 24/12/2012

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