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"Non C tassate" - Conferenza e raccolta firme per Referendum abrogativo dell' Area C presso Spazio Agorà


Foto Incontro allo Spazio Agor� per la raccolta firme refrendum anti AreaC del 26-01-2012, nr. 0Foto Incontro allo Spazio Agor� per la raccolta firme refrendum anti AreaC del 26-01-2012, nr. 1Foto Incontro allo Spazio Agor� per la raccolta firme refrendum anti AreaC del 26-01-2012, nr. 2Foto Incontro allo Spazio Agor� per la raccolta firme refrendum anti AreaC del 26-01-2012, nr. 3Foto Incontro allo Spazio Agor� per la raccolta firme refrendum anti AreaC del 26-01-2012, nr. 4Foto Incontro allo Spazio Agor� per la raccolta firme refrendum anti AreaC del 26-01-2012, nr. 5Foto Incontro allo Spazio Agor� per la raccolta firme refrendum anti AreaC del 26-01-2012, nr. 6Foto Incontro allo Spazio Agor� per la raccolta firme refrendum anti AreaC del 26-01-2012, nr. 7Foto Incontro allo Spazio Agor� per la raccolta firme refrendum anti AreaC del 26-01-2012, nr. 8Foto Incontro allo Spazio Agor� per la raccolta firme refrendum anti AreaC del 26-01-2012, nr. 9Foto Incontro allo Spazio Agor� per la raccolta firme refrendum anti AreaC del 26-01-2012, nr. 10Foto Incontro allo Spazio Agor� per la raccolta firme refrendum anti AreaC del 26-01-2012, nr. 11Foto Incontro allo Spazio Agor� per la raccolta firme refrendum anti AreaC del 26-01-2012, nr. 12Foto Incontro allo Spazio Agor� per la raccolta firme refrendum anti AreaC del 26-01-2012, nr. 13Foto Incontro allo Spazio Agor� per la raccolta firme refrendum anti AreaC del 26-01-2012, nr. 14Foto Incontro allo Spazio Agor� per la raccolta firme refrendum anti AreaC del 26-01-2012, nr. 15Foto Incontro allo Spazio Agor� per la raccolta firme refrendum anti AreaC del 26-01-2012, nr. 16Foto Incontro allo Spazio Agor� per la raccolta firme refrendum anti AreaC del 26-01-2012, nr. 17Foto Incontro allo Spazio Agor� per la raccolta firme refrendum anti AreaC del 26-01-2012, nr. 18Foto Incontro allo Spazio Agor� per la raccolta firme refrendum anti AreaC del 26-01-2012, nr. 19

26/01/2012

L' incontro è stato organizzato per promuovere la raccolta di firme per il referendum abrogativo relativo all' Area C, che il PdL ha di recente deciso di proporre.
Ad intodurre gli ospiti Simone Orlandi, consigliere di Zona 1. Presenti Marco Osnato, Consigliere comunale, Giovanni De Nicola, Assessore Traffico Provincia di Milano, Carlo Fidanza, deputato al Parlamento Europeo e membro della Commissione trasporti, Riccardo Decorato, Parlamentare e Consigliere comunale.
Nel corso della serata i relatori hanno riassunto i vari motivi per cui l' Area C è un provvedimento dannoso e da respingere.
Osnato ha sottolineato il fatto che da parte dell' amministrazione si faccia di tutto per convincere l' opinione pubblica che i milanesi sono in gran parte favorevoli all' Area C, anche tacciando di operazioni di disturbo organizzato manifestazioni spontanee di dissenso come in occasione della presentazione dell' Area C alla Zona1.
Egli, come pure Orlando prima, hanno stigmatizzato l' idea che pervade l' attuale amministrazione, secondo cui il cittadino debba venire educato. Osnato non ha inoltre voluto dimenticare di sottolineare (punto poi ribadito anche da De Corato) come la filosofia dell' Ecopass fosse sostanzialmente diversa, in quanto comprendeva un aspetto premiante verso i veicoli meno inquiananti, componente che è del tutto assente in Area C.
De Nicola ha messo l' accento sul fatto che chi viene a Milano in auto come pendolare dall' hinterland, non lo fa per svago, ma per lavorare, portando anche ricchezza alla città. Purtroppo, se in città i mezzi pubblici sono abbastanza adeguati, lo stesso non si può assolutamente dire dei collegamenti fra Milano e i comuni dell' hinterland. Visto che si parla tanto di città metropolitana, allora che non si possono trattare i pendolari come ospiti indesiderati, meritevoli unicamente di venire tassati.
Carlo Fidanza ha posto l' accento sul fatto che misure come l' Area C sono eccezioni, e non certo la regola come vogliono fare credere, in Europa e anche nel mondo. In effetti, in tutto il mondo sono solo cinque le città in cui esiste una tassa per entrare in centro. In una di queste, Londra, si è ormai invertita la rotta. L' area a pagamento è stata di recente ridotta di dimensioni e le auto meno inquinanti (Euro 5) sono state esentate dal pagamento della tassa di ingresso. Altre due città, Oslo e Stoccolma, si trovano invece sul mare, e la gestione del trasporto pubblico si presenta perciò a priori più semplice che a Milano, dato che è richiesto in pratica solo un sistema di trasporto a raggiera, dalla periferia al centro.
Riccardo De Corato ha fatto pubblica ammenda riguardo alla politica alla mobilità portata avanti dalle ultime giunte di cui egli stesso ha fatto parte, e ha attribuito gli errori al fatto che tale parte della politica comunale è stata troppo a lungo lasciata in mano a “tecnici”, ottimi nella aule universitarie, ma del tutto inadeguati a livello pratico. Interessante la sua notazione sulle corsie preferenziali (tanto caldeggiate da tali tecnici), che spesso sono state create a macchia di leopardo, pur di poterne aumentare la lunghezza complessiva. In questo modo, però, si sono solo creati ulteriori punti di rallentamento, che hanno coinvolto tanto veicoli privati quanti trasporto pubblico, risultando in questo modo controproducenti.
Egli si è espresso in maniera particolarmente critica verso Edoardo Croci, che a suo parere ha fatto perdere tre anni alla precedente amministrazione.
De Corato, come anche De Nicola prima, non ha mancato di rivendicare il buono stato dei trasporti pubblici a Milano, il fatto che ATM sia in attivo e che è grazie alla precedente amministrazione se le nuove linee di metropolitana sono in contruzione. Riguardo in maniera più specifica alle linee di metropolitana, ha polemicamente fatto notare che se negli ultimi giorni essa è andata incontro a numerosi guasti, è perchè già sotto la sua amministrazione essa era stata potenziata al massimo. Il tentativo di aumentare ulteriormente le corse, non poteva perciò che portare a guasti e malfunzionamenti.
Egli ha anche sottolineato come Area C rispecchi la cultura politica dell' attuale amministrazione, in particolare della sua componente più propriamente veteroambientalista. Cultura politica che mette al primo posto i divieti.
Più in generale De Corato ha avvertito che l' Area C è solo una delle tante tantissime tasse che l' amministrazione introdurrà o inasprirà. Tasse che andranno a gravare tutte sulle tasche dei milanesi. Per questo motivo è importante lanciare un segnale forte all' amministrazione, facendo capire che non si è disposti a sopportare tutto ciò in silenzio. Egli si è espresso ha favore delle ztl tipo Garibaldi e Sarpi e ha accusato l' attuale giunta di non essere, al contrario, intressata ad esse, perchè non portano guadagni aggiuntivi.

Durante la serata è stata più volte richiamata la confusione e la contradditorietà della giunta Pisapia per quanto riguarda la qualità dell' aria. Dato che l' Area C sembra proprio non poter portare ad alcun miglioramento a livello di pm10, da una parte si cerca di spostare l' attenzione dell' opinione pubblica da questo aspetto, dall' altra ci si è inventati il “black carbon”, come nuovo inquinante veramente pericoloso e che, invece, dovrebbe essersi abbassato, come concentrazione, nell' Area C. Il sottoscritto ha però comunicato, durante gli interventi del pubblico, come dai dati ufficiali ARPA (e dalla logica) non venga alcuna conferma a tale tesi.
Il primo intervento da parte del pubblico è stato lasciato ad un rappresentate di Giovane Italia, che ha evidenziato come il Comune stia eliminando centinaia di posti per parcheggiare intorno all' Area C e ha ricordato che se si impedisce alle auto di entrare in centro, bisogna pur dare un posto fuori da esso dove lasciarla.
Andrea Trentini di motocivismo ha fatto presente che se dai dati del pm10 si scorporasse il fondo (ciò che viene misurato in Lombardia nella compagna circostante Milano) il pm10 proprio di Milano risulterebbe molto basso. Egli ha inoltre stigmatizzato la scarsa serietà del gruppo fb Area C, che dovrebbe essere in qualche modo ufficiale, ma dove, verso chi la pensa diversamente, viene dimostrato ben poco rispetto.
Molti dei presenti hanno posto l' accento sui problemi che l' Area C, e in generale la politica alla mobilità (ma sarebbe più corretto dire all' immobilità) dell' attuale giunta, sta creando a chi in centro svolge un' attività.
Molti uffici si sono già traferiti fuori Milano.
Perfino i negozi dell' alta moda hanno avuto un significativo calo di fatturato e non è da escludere che man mano anche essi si traferiscano fuori dal centro.
Per non parlare delle autorimesse. Una signora, quasi in lacrime, ha spiegato che la sua autorimessa, nata nel 1946, ha accusato un calo del 75% e difficilmente potrà continuare. Già ora molte decine di persone che lavoravano nel settore hanno perso il lavoro.
Uno dei presenti, che si occupa di assistenza a macchine per sartoria, ha spiegato che ormai spesso deve andare dai clienti accompagnato da una seconda persona, solo per avere qualcuno che continui a girare con l' auto di servizio, dato che non vi è più possibilità di parcheggiare.
Sia i relatori, sia gli spettatori hanno sottolineato come in generale la giunta non faccia nulla per facilitare il lavoro, ma anzi crei continui disagi e impedimenti a chi a Milano deve lavorare. Sia a livello di mobilità, sempre più soffocata, sia a livello di tasse, aumentate in molti casi in maniera spropositata (vedi, ad esempio la tassa di occupazione di suolo pubblico).
Si è poi anche posto l' accento sulla necessità di migliorare la comunicazione, al momento troppo frammentata e disordinata. I rappresentanti politici hanno esortato i cittadini a promuovere il referendum in prima persona, dato che in molti casi, le associazioni di categoria non sembrano avere il coraggio di contrastare in maniera esplicita e decisa le dannose scelte dell' attuale giunta.

In generale il giudizio sull' incontro è positivo. Per la prima volta sembra esistere una sponda politica alle istanze portate avanti da questo sito. Il fatto che De Corato, uno degli esponenti di punta del PdL, abbia voluto in maniera chiara ed esplicita riconoscere che la politica alla mobilità portata avanti dalle ultime giunte di centrodestra è stata in molte cose sbagliata, e che anche gli altri rappresentati politici presenti abbiano espresso idee in gran parte compatibili con le nostre, induce ad essere ottimisti.
La speranza è che da queste prese di posizione possa nascere una politica alla mobilità coerente e del tutto alternativa a quella scigurata portata avanti dalla giunta Pisapia.
Per quanto ci riguarda, noi cercheremo di dare il nostro contributo.