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Sito per la difesa della mobilità a Milano e Lombardia

INCONTRO DI STUDIO PROMOSSO DAL

Comitato trasporti puntuali e civili
:

presso il presso il centro di Via Pergolesi, 15.
Con la partecipazione del professor Boatti,
del Politecnico di Milano


15/03/2006

Ecco un elenco di alcuni punti toccati, secondo il ricordo di chi era presente:
  • Problema a livello di area metropolitana, ovvero area entro la quale si svolge
    la maggior parte dei trasferimenti quotidiani
  • E' possibile individuare un' area di 400 comuni entro la quale ha luogo il 95%
    di tali trasferimenti. Essa va a SO fino ad Abbiategrasso, a SE fino a poco prima
    di Pavia, con Lodi compresa e fino poco oltre l' Adda. A Nord Lecco, Como e Varese
    sono invece escluse.
  • Si è sottolineato che a Milano, per quanto riguarda la gestione del traffico,
    non si è mai seguita una strategia coerente
    e a lungo termine. In particolare non vi si è mai deciso se perseguire
    un modello monocentrico (maggior parte delle attività
    concentrate in un' unica zona, con conseguente disposizione
    a raggiera dei linee di trasporto pubblico, preponderanti rispetto al trasporto
    privato) ed un modello policentrico, in cui il trasporto privato non può
    non essere più importante.
    Questo ha fatto sì che non vi sia armonia fra la disposione
    degli attrattori e quella dei mezzi di trasporto pubblici.
  • La circonvallazione interrata pare non essere fattibile, mentre il professor
    Boatti ha definto assurdo il progetto di interrare la Valassina, perchè sarebbe
    impossibile dare sfogo adeguato al flusso aggiuntivo di auto verso la città.
  • Il problema delle linee di metropolitana è che a parita di km costruiti
    consumano una quantità di risorse molto maggiore rispetto ai mezzi di superficie.
    Viene espresso il parere secondo cui sarebbe più sensato puntare su
    un potenziamento di quella parte di superficie che collega l' hinterland alla
    metropoli e le varie parti dell' hinterland fra loro.
  • I semafori andrebbero asserviti ai mezzi pubblici. Da studi risulta che in tal modo
    verrebbero di molto velocizzate le linee di superficie, senza per questo
    rallentare significativamente il traffico privato. I semafori asserviti rappresentano
    una versione migliorata dell'"onda verde". Senza di esse le corsie preferenziali
    non servono quasi a niente.
  • Per quanto riguarda i mezzi pubblici è stato sottolineato che bisogna sì risanarli
    dal punto di vista finanziario, ma che poi però la spesa corrente va considerata come un
    investimento per la città. La sua minimizzazione sic et simpliter non rappresenta un
    obiettivo sensato.
  • Uno dei partecipanti ha messo in evidenza il fatto che le tessere elettroniche introdotte
    dall' ATM presentano vari problemi ed espongono i cittadini al rischio di doverla ripagare
    nel caso essa si smagnetizzi, non comparendo sullo scontrino di ricarica il numero
    identificativo della tessera.
  • Il rappresentante di www.sos-traffico-milano.it ha messo in evidenza che il
    potenziamento dei mezzi pubblici va benissimo, ma che non deve essere una scusa per nuovi
    ostacoli e gabelle per chi invece deve usare la macchina. Ha sottolineato il costo
    sociale delle cosiddette "disincentivi all' uso dell' auto" e ha messo in evidenza
    come non il numero delle auto in entrata è importante, ma il prodotto fra
    tale numero e il tempo che mediamente tali auto trascorrono sulle strade.