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Anche quest' anno, con l' arrivo dell' Inverno, si è di nuovo fatto acuto il problema dell' inquinamento. A destare maggiore preoccupazione sono le polveri sottili, in particolare il PM10, ovvero le particelle di polvere presenti nell' aria aventi un diametro inferiore ai 10 mm (millesimi di millimetro). Questo perché tanto più le particelle sono piccole, tanto più in profondità riescono ad entrare nei polmoni. Per saperne di più: http://www.arpalombardia.it/qaria/docPM10.asp.
Il problema non è nuovo, sono ormai parecchi anni che si parla del PM10. Purtroppo ogni anno il problema si ripresenta, benché ogni volta l'anno precedente sia stato annunciato il varo di misure strutturali in grado di ridurre il problema in maniera determinante.
E allora ogni anno i nostri illuminati amministratori ricorrono agli unici provvedimenti a portata di mano: targhe alterne e blocco totale della circolazione. Ogni volta vi sono delle varianti: l' anno scorso ad esempio i blocchi scattavano quando la soglia fissata per legge veniva superata per un tot di giorni consecutivi. Quest' anno invece si è passato ai blocchi preventivi: blocchi totali della circolazione fissati con largo anticipo, indipendentemente dalle condizioni reali dell' aria. Naturalmente ad ogni variazione i nostri amministratori mettono in grande evidenza i vantaggi che sarà possibile ottenere: quest' anno, ad esempio, si è detto che la programmazione anticipata dei blocchi permetteva di minimizzare i disagi provocati.

La domanda è: I blocchi e le targhe alterne sono utili? E se lo sono, i benefici che portano alla qualità dell' aria giustificano i disagi aggiuntivi che comportano?
La risposta è no! Essi rappresentano un tormento inutile, imposto ai cittadini da politici incapaci di affrontare il problema dell' inquinamento in modo efficace, ma desiderosi di far comunque credere che si preoccupano per la nostra salute!
Purtroppo troppe persone, a causa di mezzi di informazione servili e conformisti, sono convinte che le targhe alterne i blocchi alla circolazione totali e quelli delle auto non catalitiche siano un misure necessarie, e che non attuarle comporterebbe gravi rischi aggiuntivi per la salute di tutti.
La prima più facile ed allo stesso tempo più forte dimostrazione del fatto che blocchi e targhe alterne sono rimedi del tutto inefficaci al problema delle polveri fini è rappresentato dal fatto che i rilevamenti dell' ARPA indicano come non vi è alcuna evidente correlazione tra targhe alterne, o anche addirittura blocchi totali, e riduzione della concentrazione delle polveri fini nell' aria. È già accaduto che in un giorno di blocco totale le polveri siano addirittura aumentate! Tutte le volte che le polveri sono diminuite dopo simili provvedimenti, ciò è sempre accaduto perché erano subentrate condizioni climatiche favorevoli, ovvero vento oppure pioggia, questi sì fattori determinanti.
I dati relativi alle concentrazioni del PM10 sono accessibili a chiunque, sul sito dell' ARPA, in particolare alle pagine del sito dell' ARPA: http://www.arpalombardia.it/qaria/Lista01.asp e http://www.arpalombardia.it/qaria/dettaglio_502.asp.

Qual' è la ragione di ciò? La prima ragione è che le principali fonti di emissione delle polveri fini non sono affatto le automobili private, ma i diesel pesanti (autobus, camion, furgoni) e gli impianti di riscaldamento a gasolio o peggio ancora nafta. In effetti dai dati ARPA, considerando il riscaldamento concentrato nei quattro mesi invernali, si ottiene che nella provincia di Milano il 30% delle polveri sono dovute al riscaldamento, un 50% abbondante al traffico e il resto ad altre fonti (vedere però anche Laviamo le strade della nostra città). Perciò dire che le polveri sottili sono dovute in gran parte al traffico non sarebbe sbagliato, almeno prendendo per buoni i dati dell' ARPA, sarebbe però solo una mezza verità. Se infatti si vanno a guardare i vari tipi di motori e di veicoli, si vede che vi sono delle grosse differenze: un motore diesel pre Euro produce circa 200 volte più polveri sottili di un motore benzina Euro > I, a parità di cilindrata e condizioni d' uso. I motori Diesel Euro IV e quelli benzina pre Euro producono invece 30 volte più polveri fini di un motore benzina Euro IV (Si può perciò capire come il forte aumento del numero delle auto diesel non sia stato comunque positivo, per quanto non si tratti evidentemente del fattore determinante).
Si può allora capire come mai un autobus con motore diesel non catalizzato arrivi ad inquinare come parecchie centinaia di auto catalizzate, 600 secondo Corriere Magazine, 23 Dic 2004. Di autobus così a Milano, sempre secondo lo stesso giornale, ce ne sono ancora 500. Essi inquinano quindi come 300000 auto Euro IV e inquinano perciò enormemente di più delle auto che servirebbero per trasportare singolarmente tutti i passeggeri che sono in grado di ospitare!
Va peraltro detto che i dati dell' ARPA secondo cui anche in Inverno più della metà delle polveri sono dovute al traffico è contestata da alcuni esperti, secondo i quali tale valore sarebbe in effetti più basso. In effetti tutti sanno che il problema delle polveri fini è assente nei mesi durante i quali i riscaldamenti sono spenti.
Vi sono poi altre ulteriori fonti di PM10, oltre al riscaldamento, che pure non sono influenzate dai blocchi e dalle targhe alterne, o che lo sono solo parzialmente:

Questo per quanto riguarda gli aspetti generali. Vi sono poi altri punti più specifici da tenere in considerazione quando si discute del problema dell' inquinamento, in particolare da polveri fini:

Ci sarebbe anche da dire sui metodi di rilevamento. Per esempio non viene mai messo in evidenza il fatto che a Milano per le polveri sottili sono presenti solo due centraline di rilevamento (basta andare sul sito dell' ARPA per accertarsene), una delle quali è localizzata proprio a 100 metri da una centrale che brucia “il tossicissimo olio combustibile, cioè gli olii usati delle macchine [...]. E' questa mefitica centrale, basata in Città Studi, a far saltare ogni giorno la centralina di via Juvara (dove c' è l' ufficio di igiene).” (dall' articolo del dottor Paolo Speciani su Il Giornale del 16 Gennaio 2005). Non sarebbe forse il caso, se proprio si deve decidere di bloccare il traffico, provocando così disagi a decine di migliaia di persone, di basarsi su una rete di rilevamento un po' più articolata?

Quali sono le vere soluzioni al problema delle polveri fini?

Perché allora in nostri illuminati e virtuosi amministratori continuano imperterriti a imporre targhe alterne e blocchi di vario tipo? Beh, innanzi tutto perché sono misure facili da prendere e molto vistose, che assecondano il sentire comune di molti secondo i quali l' automobile è la fonte di tutti i mali e permettono di far credere che ci si sta dando da fare. Che l' approccio dei politici al problema sia fortemente connotato da demagogia è testimoniato dal fatto he in corrispondenza di una delle ultime “Domeniche a piedi” è stata concessa la deroga... ai tifosi che andavano allo stadio! Decisamente una categoria che usa la macchina per imprescindibili necessità, mica come quelli così fessi da fare un mestiere che li obbliga ad andare a lavorare anche alla Domenica! Che si cerchino un altro lavoro! Del resto anche il fatto che quest' anno i blocchi siano stati programmati in anticipo, indipendentemente dalle condizioni meteorologiche reali, è un' assurdità totale: come decidere di prendere l' antibiotico in certi dati periodi, indipendentemente dal fatto di essere realmente malati o meno. Ammesso e non concesso che i blocchi possano avere un minimo effetto, è evidente che essi non hanno alcun senso in una giornata di pioggia, di vento o di neve, dato che in tal caso ci pensano già la pioggia, il vento e la neve a pulire l' aria! Certo, se poi uno ha la faccia tosta di dire che le polveri sono calate grazie al blocco, “aiutato” dalla pioggia, dla vento o dalla neve..., allora anche i blocchi di questo tipo possono avere un senso! Ci avete fatto caso che quando le polveri calano, Formigoni non perde occasione di dire che è stato grazie alle misure da lui imposte, mentre quando ciò non avviene la colpa è delle condizioni atmosferiche sfavorevoli?

Alcuni maligni, vedi ad esempio www.motocivismo.it: Moto e ambiente, suggeriscono poi che si tratti di una manovra avente come obiettivo ultimo quello non di ridurre le auto in circolazione, ma anzi di far crescere le vendite di automobili. Gli indizi a favore di questa interpretazione sono in effetti molti:

Il nostro ineffabile sindaco Albertini ha invece subito pensato bene, come suo solito, che il problema dell' inquinamento potrebbe essere un' occasione per portare nuove entrate nelle casse del comune. Da qui la proposta del ticket per i veicoli più inquinanti. È noto infatti che una volta pagato il ticket smettono di inquinare! La soluzione del problema in questo modo sarebbe totale, infatti da problema i veicoli inquinanti si trasformerebbero in risorsa e non ci sarebbe più bisogno di preoccuparsene! L' importante sarebbe fare in modo che il ticket sia abbastanza alto da permettere buoni incassi, ma abbastanza basso da non indurre realmente la gente a cambiare veicolo. Lo stesso meccanismo utilizzato per i parcheggi, insomma! Stiamo esagerando? Chi può giurarlo!
Quello che si dovrebbe fare sarebbe invece premiare chi usa mezzi poco inquinanti. Ad esempio si potrebbero esentare dal pagamento del parcheggio le auto a metano, gpl e ibride. Oppure le si potrebbe esentare dal bollo, come avviene già in altri paesi. Ma niente di tutto ciò è all' orizzonte.

Riassumendo: Riguardo a quanta parte delle polveri fini sia dovuta al traffico vi sono ancora significative incertezze. Appare però accertato che in ogni caso il grosso dell' inquinamento da PM10 dovuto al traffico sia da imputare non alle auto, catalizzate o meno, ma ai mezzi pesanti, ovvero camion, autobus e furgoni. Le targhe alterne e i blocchi totali creano molti disagi e anche grossi danni economici, a fronte di un effetto sull' inquinamento del tutto trascurabile.
Altre misure, potenzialmente efficaci non vengono adottate, o perché di basso impatto propagandistico (altri motivi non ne troviamo), come il lavaggio delle strade ed il potenziamento della rete di distribuzione del metano e del gpl, oppure perché impegnative ed onerose da un punto di vista politico, come il controllo degli impianti di riscaldamento, il potenziamento dei mezzi pubblici e dei collegamenti ferroviari. Resta lo sgradevole dubbio che l' obiettivo inconfessabile di targhe altrene e blocchi sia in effetti quello, per quanto possa sembrare strano, di incrementare le vendite di automobili.

Inquinamento, targhe alterne e blocchi del traffico

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