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Sotto accusa anche pali e segnaletica vecchia.
Palazzo Marino costretto a correre ai ripari
I cinque anni d’inferno sulle strade milanesi: 429 morti, 17.766 feriti

Articolo del: 30/04/2008
Autore: Thomas MacKinson

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MILANO 30/04/2008 - Una pozza di sangue su cui batte la pioggia, un tram fermo per ore. Questo è rimasto ieri in viale Bligny dell’ennesimo incidente che ha coinvolto un tram e un pedone che ci ha rimesso la vita. La notizia dell’ennesima vittima arriva in un giorno particolare. Negli stessi minuti in cui una vettura della linea 9 falciava un’anziana di 80 anni, a palazzo Marino si dibatteva proprio di sicurezza stradale. E si snocciolavano cifre impressionanti sul bilancio delle strade che costringe il Comune a correre ai ripari.


IL BOLLETTINO

Il numero totale di incidenti oscilla intorno ai 15mila l’anno. Nel 2006, ultimo dato disponibile, sono stati 15.712. Ma nel 2002 erano 14.226. Quindi c’è stata effettivamente un’impennata del 2.5%. L’incremento più significativo, purtroppo, è nel numero complessivo di morti. Nel periodo considerato, dal 2002 al 2006, è cresciuto del 6,5%. Balza agli occhi in particolare il dato sui conducenti di vetture coinvolte: i morti lo scorso anno sono passati di colpo a 70 dopo quattro anni tutti costantemente fermi intorno a 40-44 vittime.


In controtenza, per fortuna, le vittime tra i trasportati che erano 13 nel 2002 e sono via via diminuite arrivando a tre nel 2006 e registrando un calo del 30% sul fronte delle vittime e del 43% sul fronte dei feriti. La pagina nera della statistica, dunque, la scrivono ancora quelli che tecnicamente vengono definiti “utenti deboli”.


CHI RISCHIA

Pedoni, ciclisti e motociclisti continuano a rappresentare oltre il 60% delle vittime dell'asfalto. Sulle due ruote si sono registrati 1.065 incidenti nel 2006 e hanno causato 1.131 tra feriti e vittime, con un aumento rispettivamente del 10,3% e del 9,8% rispetto agli anni precedenti.


Stesso andamento segnano gli incidenti che coinvolgono le moto mentre i motorini rischiano qualcosa meno con un calo del 5,7% in cinque anni.


LA SEGNALETICA KILLER

Le strade della città sono pericolose. Ma dove è la falla? Nel convegno di ieri promosso dalla Lista civica Ferrante un tasto battuto con forza riguarda la segnaletica che diventa essa stessa fonte di pericolo anziché di prevenzione.


Milano, ad esempio, detiene il record per la sovrabbondanza dei segnali (82,5 ogni chilometro contro una media nazionale di 48,2) ma il 79,2% sarebbero da sostituire, perchè vetusti. Da più parti si sono levate specifiche richieste di intervento come la rimozione dei pali e la messa in sicurezza dei marciapiedi, il rinnovo della segnaletica direzionale e la sostituzione in periferia della toponomastica in marmo con la più visibile segnaletica a bandiera. Segnalazioni raccolte dall'assessore comunale alla Mobilità Edoardo Croci: «Puntiamo su un piano di educazione stradale e, accanto ai primi 30 attraversamenti pedonali sicuri davanti alle scuole, nel 2009 inaugureremo un centro per la sicurezza stradale».


LUCE E PALI

Anche l’assessore ai Lavori pubblici ammette i problemi. Il Comune intende affrontarli a partire da insegne luminose per indicare le vie, ben visibili, giorno e notte, più delle tradizionali targhe. Aem ha già preparato due prototipi. «Le metteremo entro un mese in piazza della Repubblica, e poi via via in tutte le strade e piazze in cui interverremo secondo il Piano dell'illuminazione». Riguardo alla depalificazione, secondo Simini va di pari passo al piano luci: «Stiamo riducendo della metà i cartelli dove stiamo intervenendo».




Commento: Ma Albertini e Goggi, ancora ai tempi della scorsa giunta, non si vantavano che le misure fantastiche da loro introdotte avevano reso le strade sensibilmente più sicure? Evidentemente erano tutte balle! Purtroppo la verità è che a Milano versano in uno stato pietoso: segnaletica orizzontale sempre più degradata, corsie che si allargano e si restringono senza una valida ragione, quasi a voler spingere le auto ad andare contro i marciapiedi, lavori ovunque, solitamente inutili o controproducenti e comunque mal segnalati, con transenne modello anni '50 che al primo vento cascano ed invadono la carreggiata, buche nell' asfalto, targhe delle vie per metà assenti e per l' altra metà quasi illeggibili. Illeggibili sono anche i numeri civici. E così via.

Ma i nostri solerti amministratori sono tutti impegnati con l' allargamento dei marciapiedi e con l' installazioni di suggestive pavimentazioni a mattonelle, costose e poco pratiche. E ovviamente l' ecotass, che chissà quante risorse umane ha impegnato. Ma che ha il vantaggio di far entrare nelle casse del Comune un sacco di soldi grazie ai pedaggi e soprattutto le multe.


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