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"Una grande isola pedonale
da Montenapo a via Torino"
Il piano della giunta comunale: due chilometri di vetrine da godere senza il passaggio
delle auto. L'assessore D'Alfonso: "Ne parleremo con i commercianti e con i residenti"

Articolo del: 10/10/2011
Autore: TERESA MONESTIROLI

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Per ridurre drasticamente il traffico in centro la giunta punta non solo sulla congestion charge, il super pedaggio che da gennaio dovranno pagare tutte le auto che entrano nell’area protetta dalle telecamere, ma anche su un tracciato di nuove isole pedonali sparse per la città. Un progetto ambizioso che mira a rendere più sostenibile la vita, a cui Palazzo Marino sta giù lavorando. Nel mirino dell’amministrazione c’è sempre il cuore dell’alta moda, via Montenapoleone: 500 metri di strada che la scorsa giunta non riuscì a pedonalizzare per le proteste dei commercianti.

Il sindaco Giuliano Pisapia non solo rispolvera il progetto rimasto in un cassetto per anni, ma si spinge ancora più in là. All’arteria del Quadrilatero si sta pensando di aggiungere via Manzoni (da piazza Scala a piazza Cavour) e via Torino (dal Duomo al Carrobbio) in modo da costruire la più lunga strada commerciale della città, due chilometri di vetrine che vanno dalle firme degli stilisti alle jeanserie che piacciono ai giovani, dove ci si muoverà solamente a piedi. O in tram, visto che il progetto prevede il passaggio dei mezzi pubblici, sul modello di Berlino e Istanbul.

«Ne parleremo con commercianti e residenti - spiega l’assessore alle Attività produttive, Franco D’Alfonso . Ma come è già stato dimostrato dall’esperienza di via Dante, un’arteria commerciale pedonale non fa che favorire le vendite, oltre a rendere il passeggio più
piacevole e la città più bella». Ecco allora che nel progetto per la città del futuro c’è un reticolato di piccole zone senz’auto distribuite per la città. «Non solo grandi interventi come quello dei Navigli che faremo insieme alla riqualificazione della Darsena - continua D’Alfonso - ma anche piccole aree pedonali vicine agli assi di scorrimento che aiutino a alleggerire il traffico in centro. E perché no, anche a ridistribuire in maniera più equilibrata la movida che oggi si concentra in poche zone città».

La giunta guarda avanti, l’obiettivo è il 2021: dieci anni per ridisegnare la mobilità del centro storico e cambiare le abitudini dei cittadini. Gli uffici sono già al lavoro perché l’intenzione del sindaco è quella di realizzare i primi interventi entro un paio d’anni. Il primo potrebbe essere proprio quello di via Torino e via Manzoni, due strade commerciali che diventerebbero zone a traffico limitato dove l’unico mezzo di trasporto che vi avrà accesso sarà il tram.

Ma ci sono altre idee. A partire dalle strade della Milano romana, dalla basilica di Sant’Ambrogio alla Biblioteca Ambrosiana, progetto presentato a Letizia Moratti da Italia Nostra che ora la giunta Pisapia vuole analizzare. «Personalmente vedo bene la pedonalizzazione della parte a Est di piazza Duomo, oggi morta sia dal punto di vista commerciale e della vita notturna: piazza Beccaria, piazza Liberty, piazza Santo Stefano e largo Augusto. Quest’ultima soprattutto. Era il vecchio Verziere, un centro di scambi commerciali importanti, oggi sfruttato poco. Basterebbe riqualificarlo per renderlo un luogo di aggregazione sia diurno sia serale». Stessa cosa per piazza Beccaria: la prova generale sarà a dicembre verrà allestito il mercatino di Natale. Ma un domani la chiusura alle auto potrebbe essere permanente.

Commento: Niente! Costoro vogliono una Milano a misura di passeggiatina domenicale con la fidanzata, non certo a misura di chi deve spostarsi per lavoro, magari anche trasportando merci.
Il paragone fra Montenapoleone e via Vittorio Emanuele dimostra quanto costoro vedano solo quello che gli piacerebbe vedere. Le due vie sono completamente diverse: la prima è frequentata da un pubblico d' elitè, la seconda da un pubblico di livello molto più popolare. Basta andare a farsi un giro di sabato pomeriggio per capirlo!
Senza contare che l' isola pedonale di via Vittorio Emanuele ha sì fatto nascere tanti negozi, ma tutti di roba "fuffa". Quelli veri, salvo una farmacia, sono sostanzialmente tutti spariti.
Vogliamo ridurre Milano ad un' accozzaglia di temporary store dove comprare capi molto cool di marche veramente fashion?


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