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I ticket venduti sono scesi di oltre un milione nel solo mese di settembre
Polemiche sul crollo dei biglietti del tram
Il sindaco: più abbonamenti e questo è un fatto positivo. Il Pdl: pensano solo a incassare

Articolo del: 12/10/2011
Autore: Gianni Santucci

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MILANO - «Era uno degli obiettivi dell'amministrazione». È il sindaco Giuliano Pisapia a dettare l'interpretazione del Comune sul massiccio calo della vendita dei biglietti Atm dopo l'aumento da 1, a 1,5 euro. L'obiettivo è che «il biglietto singolo sia sempre meno lo strumento per utilizzare bus, tram e metrò, che devono infatti diventare i mezzi normali per muoversi in città». Se infatti i tagliandi singoli venduti sono crollati da 7 milioni e 300 mila (settembre 2010), a meno di 6 milioni (settembre 2011), l'Atm ha venduto 12 mila mensili e circa 11 mila abbonamenti di altro tipo in più. È questo il dato «estremamente importante», secondo Pisapia, perché «significa che i milanesi hanno capito che abbonarsi vuol dire anche rispondere ai problemi dello smog e dell'eccessivo traffico».

Salgono anche gli incassi: circa 7 milioni di euro in più. E su questo punto spingono le critiche dell'opposizione: «La fidelizzazione è un dato positivo - spiega Carlo Masseroli, Pdl - anche se indotta dagli aumenti. Bisogna però valutare con attenzione la perdita di utenti, che sembra pesante». Giovedì, quando in aula si voterà sugli abbonamenti scontati per gli anziani, l'opposizione proporrà una serie di emendamenti in consiglio comunale: «Sconti per tratte brevi e biglietto unico per usare tram e metrò - conclude Masseroli - Capiremo se la giunta intende favorire l'uso dei mezzi o se punta solo agli incassi». Critico l'ex vice sindaco, Riccardo De Corato: «Pisapia disincentiva l'uso dei mezzi pubblici e allo stesso tempo fa cassa».

Serviranno un paio di mesi per capire quali saranno gli assestamenti nell'uso dei mezzi pubblici e per valutare con certezza la diminuzione di passeggeri. Per ora, sui primi dati di settembre, il calo di un milione e 300 mila biglietti è compensato solo in parte dall'aumento degli abbonamenti. E sulla linea rossa del metrò, i passeggeri sono scesi del 3 per cento. Sull'aumento del biglietto, Carlo Monguzzi, consigliere Pd, ricorda il cuore del problema: «La Regione ha tagliato i fondi per il trasporto pubblico al Comune perché a sua volta le sono stati tagliati i fondi dal Governo». L'ex consigliere dei Verdi e promotore dei referendum sull'ambiente, Enrico Fedrighini, commenta: «In sé l'aumento della clientela abbonata è sicuramente un bene. Se avessimo avuto in anticipo un piano di rilancio complessivo del trasporto pubblico sarebbe stato meglio. E comunque c'è un tema sul quale bisogna lavorare: cercare di catturare comunque la quota dell'utenza occasionale, persone che non si abbonano perché non lo ritengono conveniente. Servono maggiori investimenti in promozione, potrebbe ad esempio essere utile un biglietto giornaliero a 2 euro. L'aumento degli abbonamenti è un dato importante ma non ci si può fermare qui».

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