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Viale Abruzzi
I muri tremano per i lavori
Residenti bloccano cantiere
Il quartiere in rivolta. «Sembrava il terremoto»
Scatta lo stop agli scavi per la nuova linea filoviaria

Articolo del: 20/10/2011
Autore: Armando Stella

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MILANO - «È il terremoto!». Hanno tremato i muri e i mobili hanno camminato sui pavimenti: «Abbiamo avvertito una serie impressionante di scosse». Gli abitanti di viale Abruzzi hanno evitato gli ascensori e imboccato le scale, a decine, tutti giù e fuori, presto. Si sono riversati in strada, i bimbi in braccio, appena i palazzi hanno iniziato a oscillare. Era il primo pomeriggio di mercoledì.

I LAVORI - Attenzione: pericolo. Nel cantiere della linea filoviaria, oltre le recinzioni, un polverone, gli operai stavano trivellando l'asfalto. Era lì, l'epicentro: «Sono operazioni previste dal piano dei lavori», è stata la rassicurazione dei tecnici. Autorizzate, ma devastanti. L'ondata di vibrazioni si è riverberata in mezzo quartiere. Ha frustato i piani alti. Libri e soprammobili sono crollati a terra. I cittadini, «terrorizzati», hanno bloccato le macchine e ottenuto lo stop immediato degli scavi. La municipalizzata che gestisce l'appalto, Mm, ha subito annunciato la retromarcia: «Per evitare ulteriori disagi sarà individuata una nuova soluzione tecnica». Giovedì riunione d'urgenza.

LE SCOSSE - Le trivellazioni erano state annunciate con un comunicato sul sito ufficiale del progetto Preferenziale 92 : «Il 19 ottobre inizierà la posa dei "palancolati" metallici che serviranno per effettuare lo scavo all'interno del parterre centrale di viale Abruzzi, all'altezza di via Vela. Lo scavo è finalizzato alla realizzazione delle opere relative alla nuova cabina elettrica A2A». I palancolati sono enormi lastre d'alluminio, i puntelli di sicurezza del cantiere, le pareti di contenimento. Gli operai, per annegarli nel terreno, devono scuoterli violentemente. Mm lo sapeva, aveva messo in conto qualche disagio e se ne scusava in anticipo: «Nelle aree adiacenti all'intervento potrebbero essere avvertite lievi vibrazioni». Non così. È stato uno sciame.

LO STOP- Nel programma dei lavori erano previsti «due giorni» di trivellazioni pesanti. Non si è arrivati in fondo neppure al primo. Pausa forzata. I cittadini, preoccupati dagli eventuali danni alle case, hanno bloccato gli operai: «Le pareti dei vecchi edifici rischiavano di crollare», denuncia una giovane mamma, Monia, residente in viale Abruzzi 34. I timori hanno convinto gli ingegneri a sospendere gli interventi. Mm ha già riunito i suoi tecnici per ovviare al problema e studiare un'alternativa. Le scosse saranno attutite.

IL MAXI CANTIERE - È stato aperto nell'agosto scorso il maxi cantiere per la realizzazione della corsia riservata della linea 92 Atm (2,5 chilometri di tracciato, un investimento da 16 milioni di euro), la posa dei sottoservizi A2A e del nuovo acquedotto (un'altra spesa da 4,8 milioni). Gli operai avanzeranno da piazzale Dateo a piazza Cappelli fino al 31 marzo 2012 e occuperanno il tratto di viale Abruzzi compreso fra via Piccinni e piazzale Dateo fino al 30 giugno 2012. I commercianti del quartiere sono le «prime vittime» degli scavi: «Stiamo subendo perdite pesanti negli incassi, i clienti non trovano posteggio per le auto». La rivolta dei residenti, ieri, ha forse evitato guai peggiori.

Commento: Ma possibile che a Milano ogni volta che fanno lavori pubblici riescono a fare pasticci, creare disagi enormi e magari anche fare danni?

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