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«I parcheggi della vergogna»
Cantieri infiniti, piazze sventrate
Nessuno dei lavori iniziati quasi dieci anni fa è stato ultimato. Un danno incalcolabile per interi quartieri

Articolo del: 25/10/2011
Autore: Gianni Santucci

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MILANO - Via Ampère, fine lavori aprile 2012: 6 anni di ritardo, cause civili e penali in corso. Via Bazzini, fine lavori gennaio 2012: 5 anni di ritardo, cantiere «passato di mano» fra tre diversi costruttori. Piazza Novelli, fine lavori gennaio 2013: cinque anni di ritardo e prezzi aumentati fino al 90 per cento. Largo Rio de Janeiro e piazza Bernini: inizio lavori a fine 2007; costruttori in attesa di giudizio davanti alla magistratura perché avrebbero ottenuto l'autorizzazione «truccando» i documenti.

LA BEFFA DEI BOX - Ecco quali sono gli effetti del piano parcheggi in zona Città Studi: oltre 1.500 milanesi hanno sborsato sostanziosi anticipi a partire da dieci anni fa; si sono fidati di progetti che sui depliant pubblicitari portavano il logo del Comune; e oggi attendono ancora la chiusura dei cantieri sapendo che i prezzi dei «loro» box saranno quasi raddoppiati rispetto alla somma stabilita al momento della prenotazione. Non è invece quantificabile il danno per interi quartieri che da anni convivono con piazze sventrate, in abbandono, «sequestrate» a tempo indeterminato dietro le cesate di cantieri spesso deserti.

EREDITA' - Il caos parcheggi in Zona 3 è l'eredità delle due passate amministrazioni. Che oggi però mette anche la nuova giunta di fronte a una situazione complicata. Come, ad esempio, quella di piazza Bernini: il 23 settembre, la nuova giunta ha firmato una delibera per costituirsi parte civile nel procedimento penale contro un «coimputato» per «falso materiale e ideologico» nei progetti del parcheggio. È l'ultimo nome che si aggiunge a quelli del presidente, del legale rappresentante e del progettista della Cooperativa Città studi nuova, legata alla So.in.so. (galassia milanese delle coop rosse). Tutti sotto indagine; udienza davanti al giudice all'inizio di novembre. La ricostruzione dell'accusa: autorizzazione dei vigili del fuoco ottenuta con progetti falsi; permesso di costruire concesso dal Comune sulla base dell'«inganno»; lavori partiti (e poi bloccati) sfruttando atti e permessi illegittimi. A giugno 2009 l'amministrazione aveva anche firmato una diffida per la revoca della convenzione, che poi s'è arenata. Ecco il paradosso: da una parte, il Comune si pone come controparte dei costruttori in Tribunale; dall'altra, potrebbe trovarsi a far proseguire i lavori proprio alla stessa azienda accusata dell'«inganno», per evitare il rischio di pagare penali in base alla convenzione del 2007 (i costruttori potrebbero chiedere il rimborso della progettazione e dello spostamento di alcuni servizi).

RIMBORSI - Bisogna ricordare che, se tutto fosse filato liscio, la data prevista per la consegna dei box era a fine 2009. Per questo i cittadini del quartiere attaccano: «Siamo noi gli unici danneggiati e titolati al rimborso; non esiste alcuna ragione per tollerare oltre questa situazione di estremo disagio. Non si possono "premiare" gli autori di un'illegalità e contemporaneamente punire degli innocenti». Giovedì sera, in consiglio di zona 3, gli abitanti di largo Rio de Janeiro incontreranno l'assessore ai Lavori pubblici, Lucia Castellano, e chiederanno la «revoca definitiva» dei progetti: non nel ruolo di «avversari» del Comune, spiegano, ma per «partecipare alla difesa della città». La conferma che l'iter burocratico per la costruzione dei parcheggi procede è però arrivata lo scorso 19 ottobre: la soprintendenza ha chiarito che su Bernini e Rio de Janeiro non c'è vincolo monumentale, ma solo paesaggistico.

SPACCATURA - Quegli stessi parcheggi stanno provocando una latente frattura anche nella nuova maggioranza in consiglio di zona. Da mesi si parla una commissione in Cdz dedicata ai parcheggi sotterranei: la chiedono tutte le forze politiche di maggioranza (Sel, Idv, Verdi) che appoggiano il presidente Renato Sacristani. Tutte con l'eccezione del Pd. Un passo indietro rispetto agli impegni della campagna elettorale. Su questo il gruppo del Pdl (con un'ardita giravolta, visto che fino alla primavera scorsa proprio il centrodestra ha difeso i parcheggi con tutte le forze) ha cercato di mettere in difficoltà la maggioranza con una mozione approvata lo scorso luglio.

Commento: La porcata dei box è un' eredità lasciata da Albertini. Che viene ricordato come un buon sindaco soprattutto perchè chi è venuto dopo ha fatto anche peggio, ma che, in realtà, ha combinato anche molti pasticci e ha inaugurato la politica di estorsione legalizzata verso chi deve usare la macchina.

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