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Cascina Gobba e Lampugnano - La Cgil: sì ai tagliandi «intelligenti»
Posteggi Atm, bengodi dei ladri d'auto
Entrano con una vettura da rottamare ed escono con una nuova. Un furto ogni tre giorni

Articolo del: 30/10/2011
Autore: Andrea Galli

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MILANO - I colpi gobbi di Cascina Gobba. Al parcheggio dell'Atm, sopra la stazione della metropolitana, possono capitare queste due cose. Una macchina entra con alla guida una persona, il legittimo proprietario che solitamente è un pendolare, e viene messa in sosta. La medesima macchina, qualche minuto o al massimo qualche ora dopo, esce con a bordo uno sconosciuto: un ladro d'auto. Il quale, entrato in precedenza con una propria auto (magari rubata, o da rottamare, che insomma può abbandonare senza porsi problemi), utilizzerà il biglietto, ritirato all'ingresso, per far alzare la sbarra e compiere il percorso inverso. Infilare il tagliando, andar via. Dopo aver pagato alla cassa. Non costa tanto. Quattro ore di sosta vengono un euro. I biglietti sono generici. Nessuna variazione per targa, modello, peso. Nessun specifico singolo contrassegno, codice, numero.

L'Atm non nega l'esistenza del problema. Sia a Cascina Gobba sia in un altro autosilo delicato, quello di Lampugnano. Mancano però numeri ufficiali, pur ricordando come il modus operandi sopra descritto sia stato già scoperto (e stroncato) qualche annetto fa. Il fenomeno è purtroppo noto. I pendolari derubati, persone che arrivano da mezza Lombardia, man mano denunciano il furto. Al pari dell'Atm, le forze dell'ordine non negano i colpi. Ma niente dati che fan statistica precisa. Pazienza. Vengono in soccorso i lavoratori di parcheggi e metrò. Fonti sindacali rivelano che i furti di auto nei periodi di magra (per i ladri) sono in media uno alla settimana; quando invece, sempre i ladri, ci danno sotto può capitare fino a una macchina sottratta ogni tre giorni. C'è stato perfino chi, nell'arco d'un anno, ha subìto il furto di due automobili.

Ora, qualcheduno, per non sapere dove pescare, non si spinge lontano. Indica l'immediato retro dell'autosilo e dice che è il covo dei ladri. Lì dal venerdì al primo pomeriggio della domenica vive il mercato milanese dell'Est. All'interno di un rettangolo recintato, con regole e norme, vigilato da una società di sicurezza, furgoni e pullmini scaricano pacchi da Ucraina, Romania, Moldavia. Il mercato è affollato di lavoratori di svariati mestieri, di genitori che riabbracciano figli e viceversa, di aspiranti badanti. Parlando dell'argomento furti, alcuni ucraini dicono che i moldavi sono assai specializzati nel settore. I moldavi ribattono che bisogna chiedere ai romeni. I romeni invitano a una gita nei vasti campi dei dintorni in cerca di rom. Poi magari si scoprirà che si tratta di ladri italiani. Comunque sia, c'è una vecchia inascoltata proposta della Cgil. Collegare il tagliando di ingresso-uscita alla targa della macchina che passa, rendendolo di fatto unico e individuabile.

Nel parcheggio il gabbiotto di informazioni al pubblico si trova al piano terra. In più di una circostanza, la scorsa settimana, nel gabbiotto c'era un dipendente più un'altra persona in compagnia di due cani, che giravano rilassati. Al dipendente abbiamo provato a chiedere se, dopo aver parcheggiato, conveniva o meno lasciare una valigia, ben nascosta, nel bagagliaio. Quello ha risposto: «Boh, vedi tu». In effetti, c'è scritto su un cartello, la responsabilità di furti non dev'essere addebitata all'Atm. E però: salendo lungo le scale, percorrendo i cinque piani, le telecamere calano. Molti angoli si sottraggono alle riprese. Ci sono pannelli elettronici sradicati, i fili penzolanti. I posti auto complessivi sono 1.373. Ci sono modelli d'auto per tutti i gusti.

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