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Il NUOVO pedaggio
«Area C», polemica sulle deroghe
I residenti in centro: via ai ricorsi
I referendari: Il ticket da tre euro non riduce i furgoni. L'assessore Maran: 200 nuove stazioni del bike sharing

Articolo del: 06/11/2011
Autore: Armando Stella

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MILANO - Il dubbio è stato già sottoposto agli studi legali: «Ma il Comune può costringere un residente a pagare un ticket per rientrare a casa sua?». È un quesito spinoso. Gli avvocati stanno valutando i margini di successo di eventuali ricorsi al Tar: l'«Area C» è una forma evoluta di Ztl, impone un pedaggio, limita gli spostamenti, ma rispetta la legge? La Zona 1 ha approvato la congestion charge , ma le polemiche montano (soprattutto) fuori dai palazzi della politica. Email, sfoghi su Internet, Facebook e Twitter, sms, congressi da bar. Micaela Goren Monti, consigliere pdl, si dice «pronta ad appoggiare qualsiasi azione legale contro l'Ecotassa di Pisapia».

SETTIMANE DECISIVE - I prossimi due mesi saranno decisivi per valutare il consenso sulla misura anti traffico e le reazioni di fronte ai divieti: di qui al 16 gennaio, giorno di attivazione dell'«Area C» sui Bastioni (5 euro), potrebbe essere un giudice a decidere il futuro delle politiche sulla mobilità. Il dibattito del giorno dopo si arroventa sulle deroghe. Il Comune concederà ai residenti nella cerchia un bonus di 40 accessi omaggio e ticket scontati da 2 euro per i passaggi successivi. La signora Anna Binaghi abita nella zona rossa, ha fatto due conti, e dice: «Datemi la possibilità di ritornare a casa mia senza balzelli!». Andrea Galanti condivide il disagio: «È un sequestro!». E sentite i volontari della Croce Bianca di via Vettabbia: «Dobbiamo pagare ogni volta che facciamo un turno per il 118? Lavoriamo gratis, ci paghiamo il carburante della macchina e quello che mangiamo, e va bene, è una nostra scelta. Ma che il sindaco ci faccia pagare 5 euro per il volontariato è assurdo». Secondo i calcoli del Comune, il 40 per cento dei residenti nel centro storico incrocia la telecamere meno di 40 volte l'anno. Tradotto: «Non ci sarà nessuna stangata».

IL PATTO - La sperimentazione della congestion passa dalla costruzione, o meno, di un patto sociale tra i milanesi e chi governa la città. Il super ticket da 5 euro, secondo gli obiettivi, dovrebbe ridurre del 20 per cento i veicoli nei Bastioni e finanziare il promesso «rilancio» del trasporto pubblico (stremato dai tagli del governo) e dei sistemi di mobilità alternativa. Nel 2012 Palazzo Marino dovrebbe incassare più di 30 milioni di euro dall'«Area C»: «Realizzeremo subito nuove corsie riservate a bus e tram in via Ponte Seveso, viale Cermenate e viale Tunisia - annuncia l'assessore alla Mobilità, Pierfrancesco Maran -. E sbloccheremo la "Fase 2" del bike sharing». Il progetto delle bici pubbliche si è fermato su un buco di circa 3 milioni di euro: «Entro la primavera passeremo da 120 a 200 stazioni - assicura Maran -. Porteremo le rastrelliere in Bicocca e in Città Studi, per servire i poli universitari. E investiremo sulla "Fase 3", fino all'area Expo».

IL CASO DEI FURGONI - La disciplina della congestion prevede due opzioni di tariffa per artigiani e commercianti: un pedaggio «secco» da 3 euro (sperimentale per sei mesi) e un ticket da 5 euro che consente due ore di sosta gratuita. Nel passaggio da Ecopass ad «Area C», tuttavia, sono scomparse le finestre orarie: i mezzi di servizio, pagando il pedaggio, potranno circolare liberamente tra le 7.30 e le 19.30. «È una scelta irrazionale», attacca il Verde Enrico Fedrighini: «Le categorie pagheranno meno di prima e intaseranno di più le strade». Critico anche Edoardo Croci, presidente del comitato referendario: «Gli oltre 8 mila veicoli merci rappresentano il 10 per cento del parco mezzi nei Bastioni, ma sono responsabili di circa un terzo delle emissioni inquinanti e hanno un impatto enorme sulla congestione». Per questo, nel primo quesito referendario, si ipotizzava una tariffa di 10 euro per i furgoni: «Un disincentivo di 3 euro non ha alcun impatto sulla riduzione del traffico merci».

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