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In 40mila per chilometro quadrato
l’assedio che il centro non regge più
Rapporto Amat: di giorno la densità sale fino a 14 volte, le auto nell'Area C sono troppe. Mezzo
milione di persone entra quotidianamente nella Cerchia dei Bastioni dove già ne abitano 77mila.

Articolo del: 11/11/2011
Autore: TERESA MONESTIROLI

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È una piccola porzione di territorio, ma cruciale. Poco più di 8 chilometri quadrati di città — il 4,5 per cento del totale — dove ogni giorno si muovono centinaia di migliaia di persone. Oltre a quanti ci abitano (77.950) c’è un altro mezzo milione che arriva per lavorare (295.704) o semplicemente per andare a passeggio, fare shopping, visitare un museo o vedere un film. Un crocevia di pedoni, automobili, biciclette e tram che Palazzo Marino vorrebbe rendere più sostenibile riducendo di un terzo la circolazione delle macchine (da 75mila a 50mila in ingresso nella Ztl), e diminuendo la sosta per strada. Come? Costruendo posti auto sotterranei, aumentando le isole pedonali, incentivando l’uso della bici e potenziando i mezzi.

La città del futuro, e quella del presente, è raccontata nel documento di valutazione preparato dall’Agenzia per la mobilità del Comune e allegato alla delibera dell’Area C, il nuovo provvedimento antitraffico che partirà in via sperimentale il 16 gennaio. Gli obiettivi da raggiungere sono tre: «ridurre drasticamente il traffico», «migliorare complessivamente la qualità urbana e quindi promuovere la sua attrattività» e «reperire risorse per l’attuazione di politiche di riduzione dell’inquinamento
atmosferico e di sviluppo della mobilità sostenibile». In modo da «rendere la città più vivibile» come promette il sindaco Pisapia.

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I dati di Amat raccontano un centro storico sovraffollato, ogni giorno assediato dalle auto, dove cercano di farsi largo le bici. è l’ombelico della città, polo di attrazione per eccellenza tra lavoro e svago: una zona dalle caratteristiche proprie, sede della maggior parte degli edifici storici, ma anche area commerciale di grande importanza con i suoi 7.113 negozi di cui 5.550 «di vicinato», pari al 23 per cento degli esercizi complessivi. Una porzione di Milano dove ogni giorno la densità di 9.480 abitanti per chilometro quadrato sale a una media di 39mila, con punte di 140mila nelle strade tra piazza Duomo e piazza San Babila.

È qui, dentro la Cerchia, che si registra il maggior numero di spostamenti a piedi e i bicicletta. I residenti si muovono sulle due ruote nel 5,7 per cento dei casi, a piedi nel 13,5 e con i mezzi pubblici nel 29,7. Alta la percentuale di quelli che prendono l’auto (il 41,3% degli spostamenti) seppur nella maggior parte dei casi per andare al lavoro (il 49%), generando il 10,7 per cento di traffico nella Ztl, con 10.200 vetture che ogni giorno varcano i confini protetti dalle telecamere. Usano soprattutto il servizio pubblico, invece, quelli che nei giorni feriali entrano nell’Area C: il 64,6 per cento arriva con i mezzi, il 19,5 usa l’auto, il 6,4 la moto, il 5,4 si sposta a piedi e il 3,4 con la bici.

Ai veicoli dei residenti si aggiunge un’altra fetta ben distinta: quelli di servizio. Ogni giorno sono 14mila gli spostamenti dei furgoni che trasportano merci, poco più dell’11 per cento del traffico complessivo. Una quota apparentemente contenuta che tuttavia pesa molto sull’inquinamento atmosferico determinando il 23 per cento delle emissioni di Pm10. Poi ci sono gli autorizzati (polizia, vigili e carabinieri, ospedali, taxi e disabili): l’8 per cento delle auto che hanno accesso alla Ztl, generando il 13 per cento del traffico.

Entrambe queste categorie non sono comprimibili più di tanto, quindi per togliere 25mila auto bisogna puntare sulla mobilità dei privati, residenti compresi. Per farlo si agirà anche sui parcheggi: il Comune ha in programma di ridurre le strisce blu per aumentare i posti nelle gialle dedicati ai residenti (oggi quasi 10mila). Anche questi destinati a diminuire, nel tempo. Perché quando verranno completati i silos già in programma, il centro avrà 4.400 posti in più per residenti: auto che dovranno sparire dalle strade.

Commento: Le solite chiacchere. Ci vuole una bella faccia tosta a dire che gli incassi dell' Ecotass sono necessari per "l’attuazione di politiche di riduzione dell’inquinamento atmosferico e di sviluppo della mobilità sostenibile", quando solo quest' anno il Comune ha incassato più di 120 milioni sotto forma di multe. Il fatto è che al Comune i soldi non bastano mai, è se non sono i cittadini ha porre un freno alla sua fame di denaro, fra non molto tasseranno anche l' aria che si respira.

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