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La ciclabile della Cerchia sui Navigli
è sempre più un percorso a ostacoli
Senza protezioni, è perennemente occupata da auto in divieto, in alcuni punti scompare nel nulla
Il Comune non vuole mettere un cordolo di protezione, ma non ha neanche completato il tracciato

Articolo del: 13/11/2011
Autore: LAURA ASNAGHI e ILARIA CARRA

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È la più importante della città, il suo percorso che costeggia la circonvallazione interna dei Navigli è strategico. Ma è anche la più incompiuta e dal futuro controverso. Sono partiti a inizio anno i lavori per la corsia ciclabile che dovrebbe collegare piazzale Cadorna con corso Venezia, ma a tuttora il percorso protetto è non solo incompleto ma anche pieno di ostacoli: i ciclisti dribblano auto e furgoni che regolarmente ci parcheggiano sopra mentre devono stare attenti anche al resto del traffico che sfreccia. In Comune i tecnici stanno studiando la soluzione per metterla in sicurezza, quella che accontenti tutti. Ma i pareri sono diversi: c’è chi vuole il cordolo e chi lo rifiuta, come l’assessore alla Mobilità Pierfrancesco Maran che punta piuttosto a «educare la gente a rispettare i divieti». Intanto i ciclisti continuano a rischiare.

Sull’asse CarducciDe Amicis-Molino delle Armi-Santa Sofia i quattro chilometri di corsia sono tutti a singhiozzo. La striscia, una riga gialla con piccoli “occhi di gatto” lungo il perimetro, a tratti scompare del tutto: accade in prossimità di un incrocio, anche quando non si può svoltare a destra (come all’angolo con corso Monforte). A questo spezzatino si aggiunge il fatto che la mancanza di gradini o cordoli che separino i percorsi fa sì che auto e moto invadano di continuo la corsia. Le bici, inoltre, sono costrette a una gimcana dalla sequenza di luci lampeggianti, quelle delle quattro frecce
di chi ci parcheggia sopra. Ieri alle due di pomeriggio erano quattro le auto ferme sulla corsia, all’angolo con corso di Porta Ticinese.

È da mesi che il Comune promette interventi. La corsia va anzitutto completata, arrivati all’incrocio con corso Venezia difatti muore, manca la parte da via Senato fino in Foro Buonaparte. Il progetto di restyling promesso in estate è rimasto lettera morta. La Commissione comunale sulla Mobilità ha fatto di recente un sopralluogo, alcuni negozianti di corso di Porta Ticinese avevano problemi per il carico e scarico delle merci (avranno una piccola piazzola). Ma il problema resta. Carlo Monguzzi, presidente della Commissione, dice la sua: «Abbiamo chiesto all’assessorato di fornire una soluzione tecnica entro due mesi: la corsia va protetta e si deve garantire ai negozi di poter scaricare. La soluzione potrebbe essere un cordolo e utilizzare parte del marciapiede dove si può». Più persuasiva, invece, la posizione di Maran: «Sono contrario a mettere un cordolo di protezione, è pericoloso: credo invece che i cittadini vadano educati a non sostare su quei tratti».

Intanto Ciclobby chiede più controlli: «Non sono sicuro che il cordolo sia la soluzione — dice il presidente Eugenio Galli — non basta buttare giù della vernice, la segnaletica va fatta rispettare. Chiediamo di poter percorrere la circonvallazione in entrambi i sensi, allargando la corsia della 94». Per i vigili in realtà è già «guerra aperta» a chi sgarra: «Da settimane su input dell’amministrazione abbiamo rafforzato i controlli a chi parcheggia sulle corsie ciclabili — dice Tullio Mastrangelo, comandante dei vigili — stiamo facendo già parecchie multe».

Commento: Ci si può anche arrendere all' evidenza, ovvero al fatto che in quella strada una pista ciclabile non ci può stare, no?
Da una parte c' è la prefenziale (che andrebbe vietata proprio alle biciclette, che non possono che rallentare molto il movimento dei mezzi pubblici), dall' altra devono pur potersi fermare i furgoni che riforniscono i negozi (dato che il rifornimento mediante teletrasporto ancora non funziona). Dunque amen! Chi vuole a tutti i costi andare in bicletta scelga un' altra strada, oppure utilizzi la carreggiata normale (alla fine la bicletta è un veicolo come un altro, come le moto, le macchine, il velocipede, tutti veicoli per i quali vale allo stesso modo il codice della strada).


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