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Il business dell' Ecopass

Articolo del: 10/05/2008
Autore: Silvio Gulizia

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L’Ecopass porterà un sacco di soldi nelle casse del Comune riducendo il traffico (fino al 30%) e incidendo relativamente sullo smog. Perché nell’anno dell’Expo i problemi di accettazione del ticket «saranno ridotti e i cittadini avranno familiarità con il pedaggio e il suo funzionamento», tanto che fra 7 anni oltre un milione di persone sarà in possesso di una sorta di “Eco-telepass” che costerà sui 26 euro. Emerge da uno studio della società di consulenza Frost & Sullivan di cui Metro ha potuto visionare la parte riguardante l’Italia.


Secondo lo studio già entro fine anno l’86% dei 763.500 veicoli che ogni giorno entreranno in centro potrebbe essere equipaggiato di telepass o abbonamenti, mentre oggi circa il 90% di chi entra nei Bastioni lo fa con un Ecopass giornaliero. Le entrate del Comune cresceranno del 5% all’anno partendo da una cifra attorno ai 19,6 milioni di euro per arrivare fino a 150 milioni una volta perfezionato il sistema, ma ben oltre il 2015. Questo senza considerare che già si discute dell’allargamento alla circonvallazione. Intanto domani alle 15.30 l’Osservatorio di Milano organizza un raduno di auto Euro 1, Euro 2, Euro 3 e diesel ai Bastioni di porta Venezia per protestare contro l’Ecopass e il suo possibile allargamento: «Per portare il ticket alla circonvallazione servirebbero 100 telecamere e una spesa di 50 milioni di euro». Secondo il presidente Todisco «verrebbero coinvolte 200 mila famiglia residenti nell’area, il 30% delle quali con un’auto Euro 1, 2, 3 o diesel, che dovrebbero pagare 250 euro in media all’anno per muoversi ». L’Osservatorio stima in questo caso 250 mila passaggi a pagamento al giorno che frutterebbero 300 milioni di euro l’anno. Mercoledì si insedierà il comitato sull’Ecopass chiesto dal consiglio comunale: 6 rappresentanti di università, Cnr, Ambiente Italia.


Commento: Giusto il titolo: l' Ecopass è soprattutto un business, per il Comune e per le aziende responsabili di installazione e manodopera.

Non certo per i cittadini, che hanno solo il compito di pagare. I dati sulla riduzione dell' inquinamento e sul traffico sono infatti del tutto arbitrari. Per quanto riguarda il primo i grafici degli inquinanti non hanno evidenziato grandi variazioni, se non quelle dovute a pioggia e vento e alla chiusura dei riscaldamenti. Per quanto riguarda il traffico, il Comune si è sempre ben guardato dallo spiegare come nascono le cifre fornite alla stampa o anche solo l' unità di misura utilizzata per quantificare il traffico.

Il fatto che per il 2015 si prevedono guadagni colossali, dimostra che la differenziazione in base alle categorie Euro è solo un transitorio trucco per far digerire meglio il provvedimento. E' chiaro che l' obiettivo è quello di far pagare anche le categorie Euro sempre superiori (con la scusa che nel tempo verranno introdotti gli Euro 5, poi gi Euro 6 e così via). Altrimenti ora del 2015 le categorie più inquinanti dovrebbero essersi quasi estinte e le entrate non potrebbero che tendere a 0.


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