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l'Atm: tracollo del trasporto pubblico in caso di una chiusura del centro
Emergenza smog, accordo Comune-Provincia
Revocato il blocco delle auto lunedì
Da mercoledì le targhe alterne potrebbero scattare in città e nell'hinterland. Tavolo dei sindaci per «misure condivise»

Articolo del: 27/11/2011
Autore: Gianni Santucci

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[Esplora il significato del termine: MILANO - Appena trentanove giorni di vita e, in un sabato di (solito) inquinamento autunnale, le nuove regole antismog della giunta Pisapia vengono cancellate. L’ordinanza per contrastare i periodi di inquinamento più critici è stata firmata dal sindaco lo scorso 18 ottobre e, in quel momento, è stata presentata come un importante passo avanti rispetto alle precedenti regole della Moratti, una bandiera della nuova politica. Sabato è stata revocata (almeno nella sua parte più incisiva). Conseguenza: niente più chiusura al traffico della cerchia dei Bastioni, anche se sono stati superati 14 giorni consecutivi con le polveri sottili sopra le soglie per la protezione della salute. Il divieto di circolazione nei Bastioni sarebbe scattato domani. Invece, via libera per tutti. Da questa capriola amministrativa e politica la giunta esce attraverso un accordo con la Provincia per proporre al tavolo dei 134 sindaci dell’hinterland «nuove e più estese misure antismog»: divieto di circolazione per tutti i mezzi Euro 3 a gasolio e una nuova stagione di targhe alterne. Che dovrebbe partire da mercoledì e andare avanti, probabilmente, fino a Sant’Ambrogio. Il dietrofront di Palazzo Marino si fonda su un documento trasmesso dall’Atm venerdì mattina. I tecnici del presidente Bruno Rota hanno messo nero su bianco la prospettiva di un tracollo del trasporto pubblico in caso di una chiusura del centro: entrerebbero 40 mila auto in meno e, di conseguenza, ci sarebbe un aumento di passeggeri sui mezzi pubblici di circa 57 mila persone, di cui almeno 6-7 mila nelle ore di punta. A fronte di questo nuovo carico (dato che sfrutta già tutte le proprie risorse) l’Atm potrebbe potenziare i mezzi solo con 5-6 bus nelle ore di punta e con 5 treni del metrò negli orari di «morbida». Tema che apre un interrogativo chiave: cosa succederà con l’Area C che da gennaio dovrebbe ridurre di quasi 30 mila auto gli ingressi in centro? Accantonata l’ordinanza di Pisapia per l’emergenza, Comune e Provincia imboccano una strada già bollata come «del tutto inefficace» per combattere lo smog: le targhe alterne. Da un documento dell’Agenzia per la mobilità e l’ambiente intitolato «Analisi dell’efficacia dei provvedimenti emergenziali di limitazione della circolazione»: secondo gli esperti «non sembra che ci siano evidenti conseguenze positive nella riduzione delle concentrazioni». Come dire: si riversa nell’aria un po’ meno smog rispetto al solito, ma è quasi impossibile (se non arrivano vento e pioggia) che ci sia una riduzione della quantità di Pm10 già accumulata. L’assessore alla Mobilità, Pierfrancesco Maran, difende il nuovo approccio: «Due istituzioni propongono un provvedimento su scala metropolitana. Il periodo è da concordare, la Regione dovrebbe fare da coordinamento e non lo fa». Molto duro il capogruppo pdl, Carlo Masseroli: «Basta con le ideologie e le mediazioni politiche su questo tema. Bloccare le auto non serve a nulla per ridurre il Pm10. Si cerchino soluzioni praticabili ed efficaci». Severo il commento di Enrico Fedrighini, Verde e promotore dei referendum sull’ambiente: «Siamo di fronte a un mix di incompetenza e scarso coraggio. In un solo giorno viene smentito quanto detto per settimane. E appare chiaro che nessuno, in questo momento, abbia la bussola sul cosa fare. In questo modo viene dilapidata la dote politica portata dai referendum, di cui nessuna altra amministrazione aveva potuto beneficiare in passato».] MILANO - Appena trentanove giorni di vita e, in un sabato di (solito) inquinamento autunnale, le nuove regole antismog della giunta Pisapia vengono cancellate. L'ordinanza per contrastare i periodi di inquinamento più critici è stata firmata dal sindaco lo scorso 18 ottobre e, in quel momento, è stata presentata come un importante passo avanti rispetto alle precedenti regole della Moratti, una bandiera della nuova politica. Sabato è stata revocata (almeno nella sua parte più incisiva). Conseguenza: niente più chiusura al traffico della cerchia dei Bastioni, anche se sono stati superati 14 giorni consecutivi con le polveri sottili sopra le soglie per la protezione della salute. Il divieto di circolazione nei Bastioni sarebbe scattato domani. Invece, via libera per tutti.

Da questa capriola amministrativa e politica la giunta esce attraverso un accordo con la Provincia per proporre al tavolo dei 134 sindaci dell'hinterland «nuove e più estese misure antismog»: divieto di circolazione per tutti i mezzi Euro 3 a gasolio e una nuova stagione di targhe alterne. Che dovrebbe partire da mercoledì e andare avanti, probabilmente, fino a Sant'Ambrogio.

Il dietrofront di Palazzo Marino si fonda su un documento trasmesso dall'Atm venerdì mattina. I tecnici del presidente Bruno Rota hanno messo nero su bianco la prospettiva di un tracollo del trasporto pubblico in caso di una chiusura del centro: entrerebbero 40 mila auto in meno e, di conseguenza, ci sarebbe un aumento di passeggeri sui mezzi pubblici di circa 57 mila persone, di cui almeno 6-7 mila nelle ore di punta. A fronte di questo nuovo carico (dato che sfrutta già tutte le proprie risorse) l'Atm potrebbe potenziare i mezzi solo con 5-6 bus nelle ore di punta e con 5 treni del metrò negli orari di «morbida». Tema che apre un interrogativo chiave: cosa succederà con l'Area C che da gennaio dovrebbe ridurre di quasi 30 mila auto gli ingressi in centro?

Accantonata l'ordinanza di Pisapia per l'emergenza, Comune e Provincia imboccano una strada già bollata come «del tutto inefficace» per combattere lo smog: le targhe alterne. Da un documento dell'Agenzia per la mobilità e l'ambiente intitolato «Analisi dell'efficacia dei provvedimenti emergenziali di limitazione della circolazione»: secondo gli esperti «non sembra che ci siano evidenti conseguenze positive nella riduzione delle concentrazioni». Come dire: si riversa nell'aria un po' meno smog rispetto al solito, ma è quasi impossibile (se non arrivano vento e pioggia) che ci sia una riduzione della quantità di Pm10 già accumulata.

L'assessore alla Mobilità, Pierfrancesco Maran, difende il nuovo approccio: «Due istituzioni propongono un provvedimento su scala metropolitana. Il periodo è da concordare, la Regione dovrebbe fare da coordinamento e non lo fa». Molto duro il capogruppo pdl, Carlo Masseroli: «Basta con le ideologie e le mediazioni politiche su questo tema. Bloccare le auto non serve a nulla per ridurre il Pm10. Si cerchino soluzioni praticabili ed efficaci». Severo il commento di Enrico Fedrighini, Verde e promotore dei referendum sull'ambiente: «Siamo di fronte a un mix di incompetenza e scarso coraggio. In un solo giorno viene smentito quanto detto per settimane. E appare chiaro che nessuno, in questo momento, abbia la bussola sul cosa fare. In questo modo viene dilapidata la dote politica portata dai referendum, di cui nessuna altra amministrazione aveva potuto beneficiare in passato».

Commento: Incredibile! Quando si parla di traffico e ambiente i nostri amministratori proprio non riescono a fare a meno di mettere in atto qualche misura inutile e buona solo a creare disagi! Adesso si torna alle targhe alterne! Sembra che l' unico criterio sia quello di lasciare passare abbastanza tempo dall' ultima volta, in modo che la gente si dimentichi della loro completa inutilità!

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