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In piazza - Una parte del popolo arancione ora sollecita il sindaco a soluzioni più decise
La rabbia delle mamme antismog
«Pisapia deve avere più coraggio»
Presidio di genitori e associazioni ambientaliste a Palazzo Marino

Articolo del: 02/12/2011
Autore: Gianni Santucci

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MILANO - Le finestre sono le stesse, quelle di Palazzo Marino affacciate su piazza della Scala. Un anno fa, quando c’era Letizia Moratti, la protesta fu un colpo di tosse intonato come un coro. Madri, padri e bambini andarono là, a tossire tutti insieme per un minuto, per chiedere misure più efficaci contro lo smog. Ieri, stessa piazza e stesso palazzo, ma con il sindaco Giuliano Pisapia a guidare la giunta, si sono riuniti di nuovo. Genitori antismog, Legambiente, Italia nostra, più il comitato «MilanoSimuove» che ha promosso i referendum sull’ambiente. Cambiato il vessillo: un drappo sporco (simbolo delle polveri che avvelenano l’aria).

Slogan del nuovo raduno, Sul ponte sventola bandiera grigia. E un messaggio, però, identico a quello di un anno fa: «Più coraggio contro l’inquinamento ». «Basta rimandare tutto a interventi solo su larga scala, ci sono tutta una serie di misure locali e a costo zero che i cittadini si aspettano —ha spiegato Enrico Fedrighini, Verde, uno dei fondatori di "MilanoSimuove"—e che danno risultati importanti nella riduzione del traffico e di sostanze inquinanti». Voci di una buona fetta del popolo arancione che ha sostenuto Pisapia, l’ha votato, non si può dire che lo stia abbandonando, ma comincia a manifestare una certa insofferenza e cerca di stimolare l’amministrazione a soluzioni più decise. Il riferimento è all’ordinanza che prevedeva la chiusura del centro in caso di emergenza, ma che è stata cancellata in tutta fretta per passare al divieto di circolazione dei diesel Euro 3 in accordo con la Provincia.

Spiega Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia: «La chiusura del centro avrebbe avuto un valore di emergenza, ma anche di educazione; avrebbe spinto molti cittadini che usano l’auto a spostarsi per qualche giorno con i mezzi pubblici». Qual è l’efficacia di un provvedimento di blocco come quello degli Euro 3 diesel (tra l’altro applicato solo alle auto, perché i mezzi commerciali più inquinanti sono proibiti solo per un’ora e mezza, tra le 8,30 e le 10)? Forse una risposta è nei numeri: poco meno di mille controlli e 38 multe in due giorni. E non c’è un deficit né nell’apparato di vigilanza della polizia locale, né nella volontà politica. Il problema è che, come dimostrato da anni di blocchi su singole categorie di auto inquinanti promossi dalla Regione, è uno sforzo quasi impossibile far rispettare le regole se bisogna andare a scovare (grazie alle targhe e all’intuito dei vigili) una singola categoria di auto in mezzo alle oltre 700 mila immatricolate a Milano.

Il sindaco Pisapia difende comunque il provvedimento: «Tutti gli studi dimostrano che ogni intervento, anche se minore rispetto ad altri, se esteso su vasta area è più efficace nella lotta contro lo smog». Ieri intanto i Genitori antismog hanno aperto un nuovo fronte giudiziario, notificando alla Regione un ricorso al Tar: «In base alla normativa europea e nazionale — spiega l’associazione— le Regioni devono redigere piani per la qualità dell’aria il cui scopo primario è lo sviluppo e l’attuazione di "misure efficaci" che consentano di rientrare nei limiti di smog. Una parte prevalente delle responsabilità dell’attuale situazione dell’inquinamento si deve ricondurre all’inadempimento regionale degli obblighi di pianificazione e implementazione dei piani dell’aria».

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