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Il blocco si blocca
Liberi di circolare almeno due giorni
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Milano riaccende gli Euro 3 diesel. Maran: "Siamo preoccupati dalla nuova ondata di tagli ai finanziamenti del trasporto pubblico. Podestà: "I dati dimostrano il miglioramento della qualità dell'aria"

Articolo del: 04/12/2011
Autore: Giambattista Anastasio

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Milano, 2 dicembre 2011 - La preoccupazione del Comune di Milano per i tagli al trasporto pubblico, l’ottimismo del presidente della Provincia Guido Podestà (nella foto) sugli effetti del divieto di circolazione ai veicoli Euro 3 diesel partito mercoledì e in vigore fino a martedì 6 dicembre, week-end escluso: oggi e domani, libera circolazione. Questo - in sintesi - il nuovo capitolo dell’affaire smog. In serata Piefrancesco Maran, assessore milanese a Mobilità e Ambiente, annuncia: «Siamo fortemente preoccupati per questa nuova ondata di tagli che colpiscono il trasporto pubblico locale. Un indebolimento del sistema del trasporto pubblico rende più difficile per i Comuni la lotta allo smog e al traffico. Oggi pomeriggio (ieri ndr) in Regione ci è stato comunicato che l’attuale ricaduta sulla Lombardia è di 266 milioni, di cui 211 sui treni e 55 sul trasporto pubblico locale. Noi auspichiamo che si trovino soluzioni alternative».



Podestà, dal canto suo, tira fuori i dati: «A Milano le centraline Arpa hanno fatto segnare un miglioramento della condizione dell’aria. Martedì, la colonnina del Verziere aveva registrato una concentrazione di Pm10 di 135 milligrammi per metro cubo. Mercoledì, primo giorno di ordinanza è scesa a 115 e giovedì a 102. A Magenta nell’arco di tre giorni si è passati da 94 a 79 milligrammi (la soglia d’allerta è a 50 milligrammi ndr)». «A Trezzo d’Adda, Comune che non ha aderito al blocco — prosegue Podestà —, giovedì si è rilevata una concentrazione di Pm10 pari a 127 milligrammi». Ma proprio sul più bello, il blocco sarà sospeso: «Insisteremo dopo le feste natalizie» dice Podestà. E ai commercianti in rivolta per le diffide e le multe a causa della temperatura troppo alta nei negozi, replica: «Al tavolo che ha deciso l’ordinanza c’erano anche i loro rappresentanti».

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