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Semafori truccati/ Chiesto il processo per 33 persone

Articolo del: 15/12/2011


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Son più di cento gli automobilisti, tutti cittadini di Segrate (Milano), multati per essere passati con il rosso dopo essere stati fotografati dai cosiddetti 'semafori intelligenti', e che saranno parti civili nell'udienza preliminare a carico di 33 persone, tra cui una quindicina di comandanti della polizia locale, alcuni sindaci di piccoli centri e altri funzionari pubblici.

Gli imputati, per i quali il pm di Milano Alfredo Robledo ha chiesto il rinvio a giudizio, sono accusati di aver 'pilotatato' le gare d'appalto per piazzare i T-red, meglio conosciuti come i 'vampiri rossi', sulle strade di 35 piccoli e medi comuni sparsi in tutta Italia. Il gup di Milano, oltre a quella dei cittadini, ha accolto la richiesta di costituzione di parte civile presentata dal Codacons e dal Comune di Seveso (Milano). È stata respinta invece la richiesta di Cria, la società produttrice dei T-red, e dei cittadini di Spino d'Adda e di Paullo, nel tentativo di ottenere il risarcimento dei danni per le multe irregolari ricevute.

"La volontà del sistema era solo quella di fare cassa e di consentire maggiori introiti al Comune", ha spiegato in aula l'avvocato Francesca Fuso, che rappresenta i cittadini di Segrate multati, dai quali sono partite le prime denunce. Tra gli imputati c'è proprio il sindaco di Segrate, Adriano Alessandrini. Il primo cittadino, infatti, stando alle indagini del procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo, avrebbe preso parte al 'sistemà che, attraverso iT-Red, ha fruttato un "ingiusto vantaggio patrimoniale» di oltre 2,4 milioni di euro in multe all'amministrazione di Segrate, a scapito degli automobilisti. "Un sistema che metteva in pericolo anche i pedoni - ha continuato il legale delle parti civili - che non facevano in tempo ad attraversare la strada e rischiavano di essere investiti dalle auto". Anche Raoul Cairoli, amministratore unico della Ci.ti.esse, azienda che commercializzava in via esclusiva i 'T-Red', ed altri tre responsabili di società del settore figurano tra gli imputati, accusati a vario titolo di associazione per delinquere e turbata libertà degli incanti. I legali di Cairoli hanno chiesto al gup che gli atti vengano trasferiti per competenza al Tribunale di Como, in quanto la sua società ha sede a Rovellasca, nel Comasco o, in caso di mancato accoglimento, il non luogo a procedere. La prossime udienze sono state fissate per il 22 dicembre, quando dovrebbe terminare l'esame delle difese, e per il 27 e 28 gennaio.


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