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La comunità cinese: sì al trasferimento, ma servono condizioni favorevoli Sarpi, slitta l'area pedonale

Lega e Pd: voto in aula sulla Ztl.

Il Comune: solo progetti condivisi.

I negozianti: una Chinatown turistica

Articolo del: 11/03/2008
Autore: Rossella Verga

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Nel futuro c'è una Chinatown turistica pedonalizzata, ma nel frattempo la zona a traffico limitato nel quartiere Sarpi resta al palo. Comunità cinese e commercianti italiani sono contrari e il Comune, in questa fase, è alla ricerca solo di «soluzioni condivise». Anche perché, come sottolinea il vicesindaco Riccardo De Corato, «il primo obiettivo è la delocalizzazione del commercio all'ingrosso». E per raggiungerlo è più prudente tenere nella dovuta considerazione le esigenze dei cinesi. Senza sottovalutare che anche l'Unione del commercio, in clima elettorale, ha indubbiamente un certo peso. Ma se dalla riunione di ieri a Palazzo Marino non è arrivato l'ok alla Ztl sollecitata dai residenti, dalla Lega e dal Pd, per l'amministrazione un passo avanti è stato fatto comunque: la comunità cinese ha chiarito ufficialmente la propria disponibilità a trasferire le attività all'ingrosso al Gratosoglio e ci si è trovati tutti d'accordo (Comune, commercianti italiani e cinesi, residenti) sull'idea di lasciare in zona Sarpi una sorta di Chinatown turistica con negozi al dettaglio e laboratori artigianali.
Ovviamente da realizzarsi una volta concluso il trasloco, cioè tra due-tre anni. E una volta pedonalizzata l'area Sarpi-Canonica, con relativa costruzione di parcheggi. Lega e Pd, però, non ci stanno: «Subito il voto in aula sulla mozione per istituire la zona a traffico limitato», accelerano i consiglieri Matteo Salvini (lumbard) e Pierfrancesco Majorino (Pd). «Abbiamo chiesto ai cinesi tempi certi — afferma De Corato — o entro la fine di aprile avremo una tempistica certa o dovremo prendere altre decisioni». L'assessore allo Sviluppo del territorio Carlo Masseroli annota da parte sua che «finora nessun progetto è stato presentato». «Occorre che sia protocollato per poter avviare gli atti formali necessari». Masseroli ribadisce che l'unica area su cui si ragiona è quella di via dei Missaglia. «Un'altra cordata di cinesi ha proposto un'area in via Ripamonti — aggiunge — ma non è praticabile perché insiste su un terreno agricolo».
Quanto al futuro della zona, Masseroli di una cosa è sicuro: «Il nuovo piano di governo del territorio non contempla attività all'ingrosso in Paolo Sarpi». «I cinesi sono disposti a trasferire l'ingrosso — conferma il console Zhang Limin — ma ci vogliono condizioni favorevoli. In questi 2-3 anni prima del trasferimento i commercianti cinesi devono continuare a vivere e a mantenere le loro famiglie, ma se si realizza la Ztl non si riescono a fare affari ». Disco verde alla Chinatown turistica. «Restituiamo la zona Sarpi al piccolo commercio — incalza l'assessore alle Attività produttive Tiziana Maiolo —, Sarpi è sempre stata zona di botteghe. Lo spostamento dei grossisti comporterà solo benefici, ad esempio i commercianti vedranno finalmente risolto il problema della concorrenza sleale». «Non vedo male una Chinatown in una zona pedonalizzata — concorda Micaela Goren Monti, presidente di zona —. Potrebbe essere un richiamo per cittadini e turisti». Più cauto il presidente dell'associazione Vivisarpi, Pier Franco Lionetto: «Vorremmo vedere un progetto che riqualifichi il quartiere: ad oggi non c'è ancora nulla».

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