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Ho votato Pisapia, vivo in centro. Ora devo pagare 600 euro all'anno per usare l'auto

Articolo del: 06/01/2012
Autore: Emilio Celis

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Lorenzo, da sempre ecologista , il sindaco Pisapia lo ha votato in maniera convinta. Trentanove anni e una bimba di tre anni, casa rigorosamente entro la cerchia, la chiusura al traffico del centro la aspettava da tempo, sempre con il terrore delle polveri sottili che «con le bronchiti invernali, sai che stress per la bambina». Eppure, oggi, a parlargli di zona C storce il naso. E non poco.

In corso Porta Ticinese, dove risiede, i parcheggi per i residenti latitano, e gran parte di quei pochi nella piazzetta antistante il museo Diocesano se li è mangiati - e chissà perché poi visto che lo spazio non mancava - il posteggio delle biciclette. Se ci parcheggi davanti son guai. Dunque alla sera, quando sei all'ottavo giro e non ne puoi più, meglio per non rischiare, rivolgersi ai parcheggiatori abusivi di Piazza XXIV maggio. Perché Lorenzo, come molti suoi vicini, con le telecamere che ti perseguitano e il permesso dei posteggi che non scade in concomitanza con quello d'accesso, lo scorso anno ha recuperato 3mila euro di multe. Conto salato, ma saldato, per carità. «Così magari impari a stare attento alle scadenze», gli dice la moglie.

Ora arriva l'area C e siamo daccapo. Ogni volta un nuovo conto da pagare per la sua auto euro 4. «Se servirà, per la qualità si paga anche questo salasso», spiega Lorenzo. E' solo che qualcuno dovrebbe anche spiegargli quali sono le alternative. Perché Pisapia e la sua giunta fanno presto a parlare di nuove abitudini e di Londra e Stoccolma. Ma là il metrò non è un sogno come da noi. «Ci avevano promesso la Linea 4. Chissà poi se arriverà mai a piazza della Vetra? E i mezzi di superficie affollati come sono all'ora di punta, in ritardo perenne come sono, e con una bimba al seguito, chi li prende?»

Domande, senza risposta fin qui, caro sindaco, consenta.
«E quando hai fretta e il bus non passa, e il dentista di tua figlia non aspetta, che fai prendi il taxi?» Certo che sì, ma solo se hai già pagato tutte le bollette del mese e non sei in ritardo sulla carta di credito.
«Pisapia ha idea di quanti taxi girino in città in un giorno qualsiasi di pioggia, con il traffico impazzito al centro e il tassametro che sale da quando chiami il radio taxi (l'attesa normalmente è di dieci-dodici minuti, diventeranno venti, sempre che tu sia stato così fortunato da prendere la linea dopo aver richiamato dieci volte per lo meno, saltando fra i vari operatori)?».

Ancora domande senza risposta, signor sindaco, da un suo elettore. «Intanto, per adesso, pago». E pagheremo ancora.

«Siete i privilegiati con la casa in centro» è l'accusa neppure velata che a Lorenzo rivolgono un po' tutti. All'ecologista non resta che pagare. «La congestion charge l'avevi sostenuta, ora contribuisci, è il tuo turno» gli dicono gli amici. Lui annuisce. E zitto zitto intanto ha pagato le multe, ha detto di sì agli amici che lo canzonano, ha messo in cantiere il cambio di abitudini e di stile di vita come il suo sindaco gli chiede, preparandosi alla solita 94 in ritardo e al metrò della mattina pieno come un uovo con le porte che non si chiudono e la gente che spinge.

Lorenzo, da buon cittadino, si iscriverà anche al sito della Area.c ed attiverà il pin come chiede Palazzo Marino. Ma qualcosa in lui comincia a non tornare.

Non ce l'ha con le auto blu con la targhetta d'acciaio cromato che accederanno sempre e comunque dovunque. No. Non ce l' ha proprio con nessuno. Solo cova un malessere crescente: sta meditando... E così, alle prossime elezioni, lo ha promesso. L'adorato Pisapia il suo voto potrà scordarselo se al centro il traffico cambierà ben poco, con le polveri sottili sempre in agguato. Da cittadino anche la sua è una scommessa, con buona pace dell'ecologista convinto. Per ora paga. Ma come le telecamere, anche lui il sindaco lo aspetta al varco: dei risultati.

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