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Battibecchi e critiche, ma nessuna tensione nell'assemblea della Zona 5
Area C, appello dei referendari
«Il Comune elimini le storture»
Spunta l'ipotesi abbonamenti. E al via nuovi ricorsi

Articolo del: 12/01/2012
Autore: Armando Stella

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MILANO - Le «distorsioni» di Area C vanno individuate e corrette. A partire dal trattamento che il Comune riserva ai residenti nei Bastioni, troppo severo ed oneroso: «Un abbonamento fisso di 125 euro», sostiene il comitato referendario Milanosìmuove, alleggerirebbe il peso del ticket sugli abitanti del centro e riuscirebbe ad assorbire almeno una parte delle «legittime» proteste. È un suggerimento, non una reprimenda: «L'obiettivo è il successo di Area C, non il suo fallimento». Edoardo Croci, padre dell'Ecopass e primo sostenitore della congestion charge , chiede alla giunta di investire sul buon senso, di ricucire il dialogo con la città e di recuperare la rotta smarrita: «Il divieto d'accesso per i diesel Euro 3 ha senso solo se a livello regionale; lo sconto per i commercianti è inopportuno». Quanto meno, aggiungono Enrico Fedrighini e Marco Cappato, si lavori per eliminare le storture giuridiche che «rischiano di portare alla sospensione del provvedimento». L'Area C sta per essere sommessa da una valanga di ricorsi al Tar e la disciplina per i residenti è «uno degli aspetti critici».

Il Comune ne è consapevole e già lavora al Piano B. Di qui a un mese potrebbero essere introdotte modifiche sostanziali all'impianto del ticket: una finestra oraria ridotta per i residenti nei Bastioni (libero accesso alle 16.30-17, anziché dalle 19.30) e un tetto di spesa annuo (attorno ai 220/250 euro). «Sono aspetti che si potevano risolvere prima - commentano i referendari -. La giunta ha peccato di superbia». Una riflessione condivisa dall'Italia dei Valori: «Le proteste dei residenti meritano attenzione - riflette il capogruppo dipietrista Luca Gandolfi -. Sì alla modifica della fascia oraria». Una dichiarazione, questa, che dimostra un certo sfilacciamento della maggioranza su un provvedimento strategico, inserito nel programma elettorale di Pisapia e destinato a segnare cinque anni di politiche ambientali. Il Pd sembra temere i contraccolpi del ticket, i vendoliani scelgono il basso profilo. Sono i consiglieri più vicini al sindaco, Anna Maria Scavuzzo ed Elisabetta Strada, a fornire una prova di fedeltà incondizionata: «Area C è una scelta importante e coraggiosa della nostra amministrazione. Non la prima, né l'ultima».

Il pedaggio di congestione è il primo, vero terreno di prova della giunta Pisapia. La fragile alleanza Pdl-Lega s'è ritrovata unita nella condanna al ticket: l'opposizione battezzerà l'Area C con una manifestazione davanti a Palazzo Marino, lunedì pomeriggio. Marco Flavio Cirillo, sindaco di strettissima fede berlusconiana, ha chiamato alla class action tutti i cittadini di Basiglio: «Stiamo ricevendo tantissime richieste non solo dai residenti, ma anche da persone che abitano in altri comuni - racconta -. L'hinterland vuole far sentire la sua voce».

Dopo la tensione dell'assemblea con i residenti in Zona 1, mercoledì il confronto con i cittadini s'è ripetuto in viale Tibaldi. La Lega ha organizzato di nuovo «azioni di disturbo», ma il clima è stato più tranquillo. «Aspettiamo dati più precisi - ha spiegato l'assessore Franco D'Alfonso - I cambiamenti fanno paura e lo capiamo, ma ci sono comunque situazioni sulle quali cercheremo di intervenire con buon senso. Le proposte saranno esaminate, discusse e se utili tradotte in modifiche dell'impianto attuale». L'assessore ha ricordato che la strada dell'Area C è sostenuta «dai 425 mila cittadini che hanno votato sì alla congestion nel referendum sull'ambiente».

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