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Area C, il Comitato referendario bacchetta il sindaco Pisapia
Basiglio: class action

Articolo del: 12/01/2012


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Milano, 11 gennaio 2012 - Dopo l'incontro dai toni accesi dei giorni scorsi, è il momento di una nuova assemblea sull'Area C. L'incontro ha visto un'ampia partecipazione dei milanesi, senza però la folla dell’incontro di due giorni fa. Si tratta del secondo appuntamento del ‘tour’ nelle zone della città degli assessori di Palazzo Marino per illustrare ai cittadini la nuova congestion charge Area C, in partenza lunedì. Questa volta la seduta si è svolta nella sede del Consiglio di zona 5, nella parte sud del capoluogo lombardo. L'assemblea è partita senza problemi e senza registrare le accese contestazioni viste invece in zona 1, anche se non sono mancati interventi aspramente contrari al provvedimento di alcuni dei presenti, tra cui quelle del consigliere leghista Alessandro Morelli. A rispondere alle domande della platea è l’assessore al Commercio Franco D’Alfonso

IL COMITATO - Dopo la ‘rivolta’ dei residenti del centro e lo scontro con l’opposizione, il sindaco di Milano Giuliano Pisapia deve oggi incassare, sullo spinoso caso della congestion charge Area C, anche la ‘bacchettata’ del Comitato referendario che ha accusato la Giunta milanese di ‘’superbia’’ per non aver coinvolto sufficientemente associazioni, Zone e cittadini. Ma soprattutto, i referendari hanno sposato in parte le proteste, chiedendo ‘’piccoli correttivi’’ come un abbonamento per i residenti.

I referendari Edoardo Croci, Marco Cappato ed Enrico Fedrighini che hanno condannato le "piccole polemiche strumentali tra destra e sinistra" che si sono registrate negli ultimi giorni, hanno sottolineato come nel provvedimento che porteà quasi tutti gli automobilisti in entrata nella Cerchia dei Bastioni a pagare 5 euro ci siano ‘’tre aspetti critici da correggere’’.

Nel mirino sono quindi finiti lo sconto ‘’ingiustificato’’ per il traffico merci (3 euro o 5 con 2 ore di sosta gratuita), il divieto di ingresso per i diesel Euro 3 ‘’inopportuno perchè ha senso solo se a livello regionale’’, ma soprattutto i ticket da 2 euro successivi ai 40 ingressi gratuiti per i residenti nella Ztl che ‘’non rispondono alle esigenze di parte degli abitanti’’ e che quindi ‘’sarebbe forse meglio sostituire con un abbonamento, come fatto con Ecopass’’, ha detto Croci. Anche perchè, hanno spiegato, il rischio che un giudice dando ragione a uno dei vari ricorsi pronti a partire faccia saltare l’intero provvedimento "è alto".

Il Comitato Milanosimuove ha anche contestato la "mancata capacità della Giunta di rapportarsi in modo partecipato con la città, le associazioni e lo stesso Comitato referendario’’ sul tema di Area C, cosa che avrebbe determinato le proteste che, ‘’al di là delle strumentalizzazioni nascono da aspetti che si potevano risolvere prima’’. Perciò i referendari hanno chiesto l’istituzione di una Consulta cittadina sull’attuazione dei referendum, un monitoraggio e reporting continuativo sullo sviluppo delle misure previste dai quesiti a partire da Area C, una delibera complessiva sul referendum sulla mobilità che vincoli i ricavi della Ztl al potenziamento dei mezzi pubblici e l’adozione di un atto formale sull’attuazione completa dei cinque quesiti.

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