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Taxi fermi, la città è in tilt
oggi si replica il blackout
Assemblee ai posteggi in attesa di notizie da Roma. I conducenti minacciano cortei
in tangenziale. Forti disagi a Linate e in Centrale. I sindacati: la tensione è altissima

Articolo del: 19/01/2012
Autore: ANNA CIRILLO

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Il taxi? Un miraggio. Riuscire a prenderne uno, ieri, è stata un’impresa. Neppure al volo per le strade, dove non se ne vedevano, e tantomeno chiedendolo via radio. «L’adesione è stata massiccia, la maggior parte delle persone che chiamano non è riuscita a trovare una macchina», confermavano al telefono i centralini. Anche Milano si è unita alla protesta contro le liberalizzazioni che ha avuto come palcoscenico Roma, dove sono state inviate delegazioni da varie città per l’incontro con il governo.

Lo stop in realtà era cominciato in città già la sera prima, i tassisti si sono fermati spontaneamente. E tutta la giornata è passata sospesa, in attesa di notizie, con decine e decine di macchine concentrate e ferme soprattutto ai posteggi della stazione Centrale, di Linate e Malpensa — tecnicamente in servizio ma praticamente no, anche se l’unico sciopero annunciato resta quello del 23 gennaio — e assemblee spontanee dei conducenti. Alla stazione e agli aeroporti si sono formate code di clienti, i disagi non sono stati pochi. I tassisti milanesi esibivano cartelli con scritto «Sevizio sociale», e accoglievano per le corse solo disabili, donne incinte e anziani.

Uno stato di agitazione che è proseguito per tutta la giornata e che dovrebbe continuare anche nei prossimi giorni, «fino a quando la situazione non si sbloccherà», dice Alfonso Faccioli della Uil. Giravano voci di possibili blocchi della tangenziale, con
i taxi in massa a passo d’uomo se il governo avesse risposto picche. Ma poi tutti hanno preferito rimanere semplicemente fermi, senza azioni di forza che potevano compromettere la trattativa romana, aspettando gli eventi. Solo in serata è arrivata la notizia che i tassisti sono stati convocati oggi alle 12 a Palazzo Chigi. L’incontro, quindi, alla fine è slittato. E oggi comincia un’altra giornata di braccio di ferro. Auto sarà difficile trovarne, i tassisti hanno intenzione di adottare la stessa forma di agitazione. Andando anche contro la linea indicata da alcune loro organizzazioni sindacali.

Salvatore Luca, rappresentante della categoria che fa capo all’Unione degli artigiani, spiega che «i colleghi spontaneamente hanno deciso di fermarsi già dalla sera di martedì, una decisione che non fa bene a nessuno». «Noi alle proteste preferiamo le proposte, ma la tensione è altissima — aggiunge Marco Luisi, presidente della categoria taxi Confartigianato Lombardia — . Nei giorni scorsi abbiamo invitato i tassisti a lavorare, senza risultato». Sulla vicenda è intervenuto anche Davide Boni della Lega, vicepresidente del Consiglio regionale: «Solidarietà ai tassisti. È arrivato il momento che certe questioni vengano gestite a livello regionale, senza ingerenze dello Stato».

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