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Area C, Palazzo Marino avvia
la trattativa con i commercianti
Vertice fra Pisapia e Sangalli: sì agli sconti sui garage, congelati i tagli di orario
Giunta impegnata sui 'giovedì di shopping'. Cento esercenti scendono in piazza

Articolo del: 08/02/2012
Autore: ILARIA CARRA

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Il Comune apre una trattativa con i commercianti per sostenere gli acquisti. Il risultato è qualche concessione su Area C e la condivisione sulla proposta dei "giovedì della cultura e dello shopping" per ravvivare il centro. Ma nulla di fatto sul cambio degli orari del ticket. Almeno per ora. Se ne riparlerà a luglio, a sei mesi dall'avvio della sperimentazione. Il vertice - il primo di una serie - si è tenuto a Palazzo Marino: da un lato il sindaco Giuliano Pisapia e tre assessori, dall'altro la delegazione dell'Unione del commercio guidata da Carlo Sangalli. Condivisa la proposta dei commercianti dei giovedì dello shopping, ci si augura già da marzo, con orari prolungati dei negozi alla sera ed eventi culturali.

Il girotondo dei commercianti contro Area C

"È la prima parte del progetto C - spiega l'assessore al Commercio, Franco D'Alfonso - cambiare gli orari della città e aprire mercati in centro". Magari con prodotti alimentari di fascia alta tra via Luini, piazza Beccaria e piazza Liberty, lanciando concorsi d'idee per replicare un modello di "food district" come quello, futuro, di piazza XXV Aprile. Ma il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, ha chiesto anche ogni giovedì telecamere di Area C spente in anticipo, alle 17.30, per compensare il calo di fatturato. Una richiesta su cui il sindaco ha rimandato
a luglio.

L'assessore Pierfrancesco Maran difatti frena: "Prima di sei mesi, nessuna modifica sugli orari". Concesse, invece, le tariffe scontate ai silos convenzionati del centro: 10 euro per quattro ore di sosta con il ticket a 3 euro (anziché 5), così lasciar l'auto sottoterra costerebbe 13 euro come sulle strisce blu. Approvato l'accesso in Area C anche ai veicoli di 7,5 metri (oggi il limite è 7), buona notizia soprattutto per traslocatori e mobilieri. "In Area C si produce la metà del Pil cittadino - ricorda il vicepresidente dell'Unione del commercio, Simonpaolo Buongiardino - la riduzione del flusso di persone sta andando oltre il meno 20 per cento atteso. Conto che entro marzo il Comune realizzi le piazzole di sosta promesse".

Ma è nello stesso giorno del vertice in Comune, durante il quale il leader Sangalli avrebbe rimarcato di non "voler dare o ricevere ultimatum", che intorno a Palazzo Marino va in scena il girotondo della fronda delle associazioni di via in centro, con un centinaio di manifestanti. "È la base dei commercianti arrabbiata per i guadagni dimezzati", attacca Giorgio Montingelli, presidente del Coordinamento delle associazioni di via. Che aggiunge: "Il presidente Sangalli ha incominciato a trattare col Comune, timidi i passi in avanti. Così diamo ancor più forza alla trattativa". Sempre sul fronte Area C, è con uno studio di Assolombarda che emerge "che l'area più congestionata della città non è il centro ma la "corona" fra i Bastioni e la filovia", dice Giuliano Asperti per spiegare "le ragioni di un dissenso" da Area C. Ma, alla Mobility conference, l'assessore Maran ricorda: "L'anno scorso, qui, Sangalli denunciava il costo della congestione, 3.500 euro all'anno per le imprese: mi pare una contraddizione".

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