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Parcheggi: 235 progettati, realizzati 97
Truffe, ritardi e ricorsi hanno bloccato i cantieri
Il piano doveva cambiare la sosta: 27 anni dopo è ancora paralisi L'assessore Castellano in sei mesi ha cancellato 17 costruzioni

Articolo del: 12/02/2012
Autore: Gianni Santucci

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MILANO - Questa storia può iniziare dall'angolo tra via Bezzecca e via Morosini, zona XXII Marzo. C'è un piazzale deserto da anni, mal recintato, sta andando in malora tra sporcizia ed erbacce. Qui era previsto un parcheggio per residenti, cinque piani sotto terra, 164 box. Progetto inserito nel piano parcheggi del Comune dell'anno 2002. Poco dopo molti cittadini della zona iniziarono a versare anticipi per comprare un garage. Passò qualche anno e venne sgomberato e abbattuto il vecchio mercato. Ecco, sono passati 10 anni tondi: il cantiere non è mai stato aperto, due società se lo sono passato per due volte, c'è un contenzioso aperto. Alla fine il progetto è stato revocato. Solo da qui, partendo da via Morosini, si può contemplare il disastro edilizio e burocratico prodotto dall'idea di sistemare in box interrati 60 mila auto. Un idea che ha radici lontane, risalenti al 1985.

I DATI - Partiamo dai numeri: attraverso 4 bandi di gara (1985, 1997, 2002 e 2004 - gli ultimi due, sindaco Albertini, sono quelli che hanno dato il grande impulso ai progetti) e progressivi aggiornamenti del «Piano urbano parcheggi», il Comune ha scelto e assegnato 235 piazze e strade in cui costruire parcheggi sotterranei. Di quei parcheggi, fino ad oggi, ne sono stati terminati solo 97, meno della metà. Sedici sono in costruzione, alcuni da oltre otto anni. E 121 da realizzare. Ecco, questo è il buco nero. Dentro cui si sono moltiplicati negli anni ricorsi, contenziosi, battaglie legali di acquirenti in attesa, proteste di comitati anti-box.

LA GIUNTA - La nuova giunta Pisapia, con l'assessore Lucia Castellano, ha faticosamente rimesso mano a una quantità di carte sconfinata (dall'aggiornamento complessivo di novembre 2011 è tratto il grafico di questa pagina) e nei primi mesi di analisi è arrivata alla soppressione/revoca di 17 progetti (gli ultimi sei qualche giorno fa: piazza Fontana, via Zecca Vecchia, via Santa Maria Valle, via Washington/Caboto, via Washington/Costanza, via Washington/Procopio). Negli anni precedenti si sono però moltiplicate le situazioni paradossali, se non fossero al limite del drammatico: assegnazione di aree che, si è scoperto dopo, non erano comunali; abusi; maxi-ritardi; altrettanto pesanti aumenti di prezzo dei box in corso d'opera; controllori nei primi anni pagati dai controllati (i costruttori) che non hanno mai controllato nulla; costruttori vittime di burocrazia con tempi medievali; piazze come Sant'Ambrogio ridotte a un cantiere senza fine; inchieste della Procura. Basti pensare che tra i 90 parcheggi residenziali ancora da realizzare, 40 pur assegnati non sono stati «mai trattati».

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