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Area C , una guerra sulla sosta Prima i sacchi neri sui parcometri poi le minacce al presidente Atm
Le cooperative incassavano una percentuale sui tagliandi venduti sia nelle edicole sia nei tabacchi autorizzati sia in strada. Oggi devono accontentarsi di una percentuale solo sulle vendite in strada. Ma le vie a disposizione delle pettorine arancioni si sono ridotte

Articolo del: 12/02/2012


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Milano, 12 febbraio 2012 - Un ricordo, recente: a ridosso dell’avvio di Area C i parcometri installati all’interno della Cerchia dei Bastioni furono coperti con sacchi neri, di quelli che si usano per l’immondizia. Come fossero fuori uso. Peccato che non fossero fuori uso. Tant’è che Atm presentò una denuncia. Al momento senza esiti. Quindi, il confronto ancora aperto, quello tra Comune e Atm da un lato e le cooperative incaricate di reclutare il personale che, in pettorina arancione, vende i «gratta e sosta» nelle vie dove ci sono le strisce blu.

Bene, il contratto di servizio tra Comune e Atm imponeva all’Azienda di trasporto di procurarsi 500 parcometri entro la fine del 2011: risultato raggiunto. Ma gli accordi prevedevano anche che, una volta entrata in vigore Area C, il personale incaricato delle vendita dei «gratta e sosta» fosse dirottato in periferia, nelle vie non incluse nell’area. In centro i tagliandi per la sosta si dovrebbero acquistare solo dai parcometri. Ma le cooperative non ci stanno: vista la riduzione delle vie dove è indispensabile la presenza delle pettorine arancioni, dovrebbero rinunciare a parte del personale. E soprattutto dovrebbero rinunciare a parte degli incassi fin qui ottenuti coi «gratta e sosta», a vantaggio dei parcometri.

Prima di Area C, le cooperative incassavano una percentuale sui tagliandi venduti sia nelle edicole sia nei tabacchi autorizzati sia in strada. Oggi devono accontentarsi di una percentuale solo sulle vendite in strada. Ma le vie a disposizione delle pettorine arancioni si sono ridotte. Infine, il dato di fatto: oggi i venditori in arancione dei «gratta e sosta» sono ancora all’opera anche nelle vie del centro storico. Posteggiatori «irregolari», nonostante i cartellini di riconoscimento, perché vendono i tagliandi anche dove non si dovrebbe. Facendo concorrenza ai parcometri.

Ieri, intorno alle 12.30, abbiamo provato a parcheggiare l’auto in corso Europa. Spento il motore ci siamo diretti verso il parcometro per acquistare il tagliando della sosta. Ma tra noi e la macchinetta ecco frapporsi una pettorina arancione. «Compra da me — è stata la richiesta —, che è uguale. Anzi, chiudiamo un occhio sui 10 minuti in più. E mi fa guadagnare qualcosa». E il tagliando per un’ora lo avrebbe venduto a 2 euro. Come detto, la doppia presenza dei parcometri e dei posteggiatori in pettorina, priva di senso di per sé, non dovrebbe essere contemplata visti i dettami del contratto di servizio di Atm. Ma sui parcometri in centro è in corso un confronto, quasi una guerra tra le cooperative, Atm e Palazzo Marino. Non c’è alcuna prova, al momento, che quei sacchi neri posti sui parcometri siano legati a questa vicenda. Ma secondo indiscrezioni il presidente di Atm avrebbe ricevuto minacce proprio per il ridimensionamento delle pettorine arancioni.

Commento: A quanto pare la torta è appetitosa, e in tanti ne vogliono una fetta. E siccome qualcuno vuole che la sua sia più grossa, ecco che iniziano le lotte.
A perderci, il cittadino, che in ogni caso deve metterci i soldi, per qualcosa che fino a non molto tempo fa era gratuito. Croci parlava di "sosta parassitaria". Di parassitario, qui, sembrerebbe solo esserci la politica del Comune verso chi si trova nelle condizioni di dover girare in città con la propria auto.


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