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«La rete è in condizioni critiche». Allo studio un maxi intervento tra Piola e Lambrate
Metrò, allarme infiltrazioni
«Via ai cantieri in galleria»
Sale la falda, rischio allagamenti. Atm sostituisce i binari tra Sant'Ambrogio e Sant'Agostino

Articolo del: 02/03/2012
Autore: Armando Stella

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MILANO - La metropolitana fa acqua anche se non piove da un mese. Il naviglio sepolto impregna la galleria di Sant'Agostino, una pozzanghera allaga la fermata, il muschio cresce e corona le lampade accese sulle volte. Quella linea marrone che sega orizzontalmente il muro, proprio di fronte alla banchina, segnala il livello e la pressione della falda: il cemento sembra sciogliersi, sbriciolarsi, quasi lacrimare. L'imbocco del tunnel è sorretto da un contrafforte: putrelle, spinature e bulloni sono necessari per rinsaldare la parete della stazione ed evitare crolli nel muro sfiancato e corroso dalle infiltrazioni. «È un problema annoso e strutturale» denunciano i macchinisti della «verde» e i sindacalisti della Rsu. Sant'Agostino è uno dei sessanta punti deboli della rete metropolitana, sono una trentina sulla «rossa» e venti rispettivamente sulle linee 2 e 3. Proprio qui, dal 12 marzo a fine aprile, Atm aprirà un cantiere per la manutenzione dell'armamento: saranno sostituiti gli impianti a terra e posizionati nuovi cuscinetti più resistenti all'acqua. I treni, dopo le 22.30, viaggeranno su binario unico.

L'intervento programmato da Atm non include i lavori di impermeabilizzazione delle stazioni (che spettano al Comune), ma «assicura» le rotaie posate nel corridoio critico tra Sant'Ambrogio e Sant'Agostino: i tecnici interverranno sui giunti e potrebbero fare iniezioni di resine fino a una profondità di poco superiore al metro dal piano dei treni. Ce n'è bisogno? Sì. L'ultima ispezione congiunta Atm-Mm risale al 30 maggio 2011, la notte dell'elezione di Giuliano Pisapia a sindaco di Milano: fu quel sopralluogo a evidenziare l'urgenza di un progetto di riqualificazione. Negli ultimi tempi la falda che scorre sotto Milano è salita e ha affogato il metrò. La tratta dei Santi, in più, patisce la convivenza con il canale interrato. Due precisazioni, però. La prima: la situazione, al momento, non produce rallentamenti né intralci al servizio. La seconda, più importante: non risultano pericoli per i passeggeri.

I muri della metropolitana sono di proprietà del Comune ed è dunque l'amministrazione a dover individuare le priorità e finanziare gli appalti per la manutenzione straordinaria della rete sotterranea. L'estate scorsa una pesante infiltrazione d'acqua s'era fatta strada nella galleria della linea 3, all'altezza di Brenta, e aveva costretto Atm a bloccare i treni tra Porta Romana e San Donato. Sulla «verde», tra Piola e Lambrate, i mezzi non possono superare i 30 chilometri l'ora. Misura precauzionale che è diventata regola. Va avanti così da mesi. Assieme ai percorsi Famagosta-Porta Genova e Sant'Agostino-Sant'Ambrogio, la tratta Piola-Lambrate ha subito i danni peggiori provocati dalla falda acquifera: Palazzo Marino ha stanziato 3,3 milioni di euro per schermare e proteggere il tracciato ferroviario. «La situazione è seria e quindi c'è bisogno di interventi urgenti», aveva sottolineato l'assessore alla Mobilità, Pierfrancesco Maran, al termine di un sopralluogo, nel dicembre scorso.

L'incarico non è ancora stato assegnato. Ma i vertici di Mm hanno anticipato la richiesta del Comune, si sono portati avanti e hanno avviato la progettazione del cantiere: i lavori pesanti, secondo alcune fonti sindacali, potrebbero iniziare a giugno e intensificarsi in agosto (non è escluso che il servizio venga sospeso per qualche giorno tra Piola e Lambrate). Il dossier dei «punti neri» è a Palazzo Marino da quasi tre anni. L'ex giunta Moratti l'ha lasciato in eredità alla squadra di Pisapia. La falda assedia, tra le altre, le fermate Qt8, Lima, Palestro e Wagner sulla linea «rossa», le stazioni di Moscova, Lanza e Porta Genova sulla M2 e le banchine di Zara, Missori, Crocetta, Lodi e Brenta sulla linea «gialla».

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