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I consumatori: in caso d'incidente denunciate il Comune per danni
Denunce: «Troppe buche, strade a rischio»
L'esperto: rete vecchia, serve una cura choc con interventi strutturali. Fondi raddoppiati per le riparazioni

Articolo del: 16/06/2008
Autore: Armando Stella

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MILANO - «Stia attento, con quel motorino. Ne ho visto cadere più d'uno, e non vorrei...». Chiamare l'ambulanza, ecco. Al bar di via Boccaccio ci si avvisa l'un l'altro tra il caffè e l'amaro. L'asfalto è in pezzi, si apre attorno ai binari del tram, tre spanne di buche. Un caso non isolato. L'ultima ondata di pioggia ha trasformato le strade in trappole. Cubi di porfido sollevati, masselli sconnessi, dune e voragini sui percorsi tranviari, bitume affossato, sgonfio, da via Vico a De Amicis, da via Cusani a Calatafimi, da Porta Nuova a via Ariberto.

Centinaia di segnalazioni sono già arrivate al Codacons. E una denuncia al giorno finisce sul tavolo dell'avvocatura di Palazzo Marino: richieste di danni da parte di automobilisti con le gomme squarciate, ma anche di motociclisti e ciclisti che si sono impuntati nei crateri e sono volati a terra. Maurizio Crispino, docente d'Infrastrutture viarie al Politecnico, ha descritto la situazione in una parola: collasso. Per dire: le strade di Milano sono esauste, ogni volta bucate e rattoppate con iniezioni di sabbia, bitume e pietre, quando la rete avrebbe bisogno «d'interventi strutturali». Una cura choc, non punturine. Perché l'asfalto, col tempo, si ossida, s'indurisce e infine si sgretola, spiega un imprenditore del settore, «soprattutto se i materiali non sono di buona qualità».

E i controlli? «Diciamo che le verifiche non sono ossessive». Strade colabrodo, dunque. «Colpa delle piogge eccezionali di questi giorni», osserva l'assessore comunale ai Lavori pubblici, Bruno Simini. E comunque, ricorda, «ogni giorno eseguiamo più di 100 interventi di manutenzione, spesso su segnalazioni della polizia municipale. Il Nucleo d'intervento rapido arriva entro un'ora e mezzo dall'allarme». In numeri: ogni anno il Comune rattoppa e rimette in sesto il 5% delle strade. «I fondi sono stati raddoppiati », sottolinea l'assessore. Si spendono 8 milioni di euro solo per i cantieri stradali.

Milano ha 1.900 chilometri d'asfalto, porfido, masselli. Arterie di scorrimento pesante e L'investimento vie delicate, coperte di pietra e attraversate dai binari dei tram. «Abbiamo censito la rete e consegnato la mappa al comando dei vigili», aggiunge Simini. C'è un motivo: «Abbiamo definito un elenco degli interventi prioritari, i punti da sistemare per gravità del danno e ragioni di sicurezza stradale». Nei mesi estivi è programmato l'80% delle operazioni di manutenzione. Denunciare, sempre. È la linea che il Codacons suggerisce alle vittime delle strade-trappole: «Spedite una raccomandata a Palazzo Marino con i dettagli del danno subìto». Se non risponde? «Andate dal giudice di pace. Il rimborso è sicuro».


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