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Taglio ai pass sulle preferenziali
ma i politici conservano i privilegi
Da ottobre riduzione del 40%, stop ai permessi multipli. Definita la griglia delle categorie
che non ne avranno più diritto: dai 4mila attuali i tagliandi scenderanno a circa 2.500

Articolo del: 02/05/2012
Autore: ALESSIA GALLIONE

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'L’anno zero' scatterà a ottobre. È allora che il sistema elettronico del Comune che gestisce i passaggi sotto le telecamere a guardia delle corsie riservate ai mezzi pubblici sarà resettato. Si ricomincia. Perché quando gli uffici di Palazzo Marino inizieranno a inserire le nuove targhe di chi avrà diritto a percorrere le preferenziali, il numero dei pass - è la promessa - sarà calato drasticamente: dagli oltre 4mila validi oggi a circa 2.500. Il 40 per cento in meno. Una cura dimagrante che avverrà seguendo le linee guida di una nuova ordinanza. All’assessorato Mobilità guidato da Pierfrancesco Maran la stanno limando in questi giorni per risolvere le ultime questioni tecniche, ma è pronta. E, entro la metà di maggio, arriverà sulla scrivania di Giuliano Pisapia per la firma finale. E per dare avvio alla stretta.

Il principio è diminuire il numero degli iscritti al 'club delle corsie'. A cominciare da un punto: non potranno esserci più pass collegati a più targhe. Qualche categoria sarà eliminata: partiti politici, sindacati, associazioni di categoria (rimarranno solo quelle di assistenza sociosanitaria). L’obiettivo è anche interrompere la proliferazione per banche e aziende private: non più di tre per società e solo per quelle grandi.

Gli amministratori (consiglieri comunali, provinciali e regionali), invece, rimarranno. Anche se qualcuno, come il radicale Marco Cappato, aveva chiesto un’azione
più incisiva. Quella che sarà fatta alla voce 'politici', che in totale oggi conta 283 nomi e oltre 360 pass, sarà solo sforbiciata: deputati, senatori ed europarlamentari potranno fare richiesta solo se eletti a Milano. I medici non avranno più contrassegni annuali, ma avranno diritto a una sorta di sanatoria a posteriori per i passaggi fatti per urgenze e 'motivi di servizio'. È questa dicitura che i tecnici stanno precisando. In particolare per sciogliere il dilemma 'giornalisti'.

La polemica era scoppiata a fine marzo quando Repubblica aveva pubblicato gli elenchi dei beneficiari. Da Paolo e Marina Berlusconi annoverati tra le 'autorità dello Stato e alte personalità' ai politici come Renzo Bossi, che figurava come intestatario di 4 targhe abilitate alle corsie; dalle banche, con 376 pass, ai sindacati e a 200 giornalisti. Adesso arriva il cambio. Perché tutti coloro che erano presenti in quelle liste ne avevano diritto. Per la giunta, però, a dover essere modificate, sono le regole stabilite in due ordinanze siglate nel 2000 da Gabriele Albertini.

Nel tempo, infatti, i pass si sono moltiplicati fino a essere percepiti come privilegi. Negli elenchi ufficiali del Comune, ormai, ce ne sono 4.113 validi. In realtà ne risulterebbero 4.950 perché un intestatario può avere più di un’auto registrata e negli anni si sono accumulate nel cervellone anche targhe scadute. È anche per questo che, a ottobre, si farà pulizia. Un processo che ha bisogno di qualche mese, visto che si dovrà attendere che la maggior parte dei pass scada tra giugno e settembre.

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