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Venditori abusivi, caos e pusher
la notte sui Navigli è zona franca
Camminare diventa un dribbling tra la i lenzuoli per smerciare griffe false e l’invasione
dei tavolini all'aperto dei locali. E con il buio arrivano le sentinelle dei piccoli spacciatori

Articolo del: 13/05/2012
Autore: ORIANA LISO

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Un suk fatto di borse taroccate e bigiotteria, che di notte cede il posto a un altro mercato, quello della droga. I primi arrivano al tramonto, quando i locali si riempiono per l'happy hour, e mantengono la posizione fino alla chiusura dei ristoranti e dei bar. Gli altri arrivano subito dopo, con le sentinelle piazzate agli angoli delle strade, e diventano i padroni delle alzaie per tutta la notte. Sono (ancora) terra di illegalità, i Navigli: dai venditori abusivi agli spacciatori di droghe di ogni tipo. Facce diverse e con diversi contorni sociali, ma sempre forme di illegalità che nessun cambio di giunta sembra volere o potere stroncare. Tanto che anche dal Consiglio di zona 6, che pure è a guida centrosinistra, arriva l'ammissione: «La vigilanza dovrebbe esserci sempre, ma purtroppo vediamo un presidio maggiore del territorio soltanto quando sono in vigore ordinanze specifiche e discipline speciali».

Tranne nelle sere di pioggia di questa anomala primavera, i venditori abusivi di borse contraffatte e di gadget vari occupano sistematicamente ogni spazio lasciato libero dai tavolini e dai dehors, soprattutto lungo l'alzaia del Naviglio Grande e in via Ascanio Sforza, tanto che soprattutto nel fine settimana per passeggini e carrozzine la strada diventa un percorso ad ostacoli. Ragazzi africani, per lo più, con
lenzuoli stesi per terra la maggior parte, ma anche con tavolini pieghevoli e banchetti improvvisati di cartone, perché — ed è quello che raccontano i comitati di zona e i proprietari dei locali — il controllo dei vigili è scarso, anche quando ci sono le pattuglie a bloccare l’accesso delle auto nei periodi di isola pedonale. Ma anche quando passano i vigili gli abusivi infagottano la merce, scappano e poi ritornano dopo pochi minuti.

«Stiamo raccogliendo molte lamentele, è un problema che abbiamo segnalato al Comune e al comando della polizia locale — spiega Alfredo Zini, vicepresidente dell’Epam, l'associazione che rappresenta i pubblici esercizi — : non è razzismo, ma la presenza massiccia crea disagi ai residenti e porta, a volte, a tensioni con i locali per lo spazio occupato abusivamente». È ancora più radicale Marina Varriano, portavoce del comitato dei residenti dei Navigli: «Mi spiace dirlo, ma anche con questa amministrazione stiamo sperimentando l'assenza delle istituzioni: ho mandato video a mezzo Comune, sindaco compreso, per far vedere quello che c’è sui Navigli di sera, ma senza avere risposte». Quello che c'è di sera, racconta Varriano, sono i marciapiedi invasi da tavolini e poltroncine dei locali: «Non tutti sono autorizzati, anzi, ma nessuno controlla: dove non ci sono i tavolini, ci sono bancarelle e ambulanti, anche questi spesso abusivi. Il risultato è che per i pedoni usare i marciapiedi è impossibile, e non resta che camminare per strada infilandosi tra le auto».

Un mese fa il Pdl ha presentato una mozione in Consiglio comunale sui venditori abusivi, chiedendo il rafforzamento della squadra Annonaria e dei controlli in tutte le zone della movida e in centro. Era già il pallino dell'ex vicesindaco Riccardo De Corato, la lotta all'abusivismo: negli anni scorsi, periodicamente, i vigili facevano blitz anticontraffazione sui Navigli e al Ticinese, con tanto poi di comunicati stampa e di elenchi puntuali di merce sequestrata. Questo, però, non è evidentemente mai bastato per spazzare via il fenomeno. Che, nella visione del presidente del Consiglio di zona 6 Gabriele Rabaiotti, è solo uno dei problemi della zona legati alla mancanza di un controllo capillare. «Nei mesi scorsi ho convocato un tavolo di confronto con le forze dell’ordine e i vigili per capire come affrontare la questione dello spaccio di droga: l’idea è quella di elaborare assieme un piano per la sicurezza dell’area», spiega Rabaiotti.

I punti caldi dello spaccio non sono mai cambiati, in questi anni, anche durante il periodo delle ronde dei militari: il ponte sul Naviglio Grande all’altezza di via Corsico, gli angoli tra via Sforza, via Bettinelli e corso Manusardi, la casbah di via Gola. Fino a poco tempo fa era il negozio di distributori automatici all’angolo con l'Alzaia Naviglio Pavese, il fortino della droga: gli spacciatori l'avevano trasformato nel luogo dove nascondere la merce in attesa dei clienti. Ora ha chiuso, sembra perché gli unici ad avventurarsi lì dentro non compravano certo cibi pronti e schiuma da barba. Ma — raccontano gli abitanti della via — gli spacciatori non si sono persi d'animo, e usano gli androni delle case popolari come magazzino.

Commento: I magnifici effetti delle chiusure al traffico: casino continuo, rumore, venditori abusivi, spaccio, risse.
Chiudiamo al traffico altre strade e avremò di più di tutto questo. (Salvo, in alcuni casi, godere dell' effetto opposto, ovvero della desertificazione completa)


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