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Primo giorno con l'obbligo di timbrare il ticket anche all'uscita. Le stazioni pilota
Metrò, rivoluzione soft dei tornelli
Per ora niente multe ma biglietti rincarati per i «furbetti»

Articolo del: 13/06/2012
Autore: Armando Stella

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MILANO - Il venditore senegalese di braccialetti, uno studente universitario, lo sbadato, il finto tonto. Nella rete elettronica della fermata Duomo restano impigliati 20 passeggeri nelle prime due ore di blocco: uno ogni sei minuti. Protesta un ragazzone, qualcuno si volta indietro e torna sul treno, gli altri timbrano e passano oltre, come fosse già un'abitudine. Era una novità assoluta. Atm ha attivato ieri i varchi elettronici in uscita da quattro stazioni sulla linea «rossa» del metrò: Duomo, Pagano, Loreto e Amendola. Debutto soft in una fascia oraria morbida, tra le 9.30 e le 16.30. E nessuna multa vera, solo 200 mini-contravvenzioni: i furbetti e gli ingenui fermati senza biglietto, in questa prima sperimentazione dei tornelli-filtro, possono acquistare un ticket riparatore da 4 euro (nel caso viaggino con un tagliando irregolare) o da 8 euro (se scoperti senza biglietto). Le reazioni? Positive: «Finalmente ci adeguiamo all'Europa»; «giusto punire gli evasori»; «e tanto io ho l'abbonamento, non cambia nulla».
Le stime più prudenziali dicono che almeno 20 mila pendolari al giorno truffano l'azienda dei trasporti: s'imbucano alle fermate, scavalcano la barriera dei controlli, non convalidano, sfruttano biglietti da visita e scontrini come titoli di viaggio buoni. La campagna per «il contrasto all'evasione tariffaria» vuole arginare il fenomeno dei portoghesi e promuovere una sana abitudine all'onestà. La dirigenza Atm ha schierato 70 tutor - divisi in squadre, riconoscibili dalle giubbe blu - per accompagnare l'introduzione del sistema anti furbetti e indirizzare gli utenti alle porte. Le emettitrici automatiche funzionano. Ci sono i cartelli ai muri e gli avvisi sonori. Dall'Atm si dicono soddisfatti: «I giudizi dei milanesi sono incoraggianti».
Il programma andrà avanti. Nelle prossime settimane sarà prolungato l'orario dei test nelle quattro stazioni pilota della linea 1 ed entro l'estate saranno completate le fasi due e tre del progetto: il confine elettronico sarà progressivamente innescato sulla soglia delle fermate M2 di Centrale, Gioia, Cologno, Vimodrone e nelle stazioni Porto di Mare, Corvetto, Sondrio, Duomo e San Donato sulla M3. La filosofia è condivisa dall'assessore alla Mobilità, Pierfrancesco Maran: «L'evasione tariffaria è un danno per l'azienda e per la stragrande maggioranza degli utenti onesti. È giusto che Atm faccia il possibile per riscuotere il giusto pagamento del biglietto».
Atm ha appena iniziato. TreNord, la società che governa il trasporto ferroviario regionale, applica la linea dura dal 14 maggio e non darà tregue. Anzi: allarga la rete a strascico. Da ieri è blindata anche la stazione di Bovisa-Politecnico, varchi intelligenti accesi tra 9.40 e le 16.45. Il bilancio: 28 passeggeri fermati alle uscite, circa cinque all'ora (venti pendolari hanno pagato il biglietto integrativo da 10 euro e otto sono stati sanzionati). Da dopodomani, inoltre, i tornelli di Cadorna-TreNord saranno in funzione dalle 6.40 alle 14: «L'evasione tariffaria - ha lanciato l'allarme l'ad Giuseppe Biesuz - ci costa 40 milioni di euro l'anno». Saranno recuperati, un po' per volta, anche nelle stazioni di Domodossola-Fiera e del Passante.

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