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La protesta: 40 minuti in bus per arrivare al metrò»
Certosa, il quartiere isolato.
Accuse all'Atm «Mezzi pubblici lumaca». Per raggiungere il Passante, bisogna attraversare via Triboniano: «La sera molti non se la sentono

Articolo del: 22/07/2008
Autore: Paola D'Amico

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MILANO - C'è una fermata del Passante. «Inutilizzabile nelle ore serali ». A due chilometri c'è la fermata del metrò rosso, Uruguay. «Per raggiungerla, minimo 40 minuti». Il quartiere Certosa-Garegnano soffre d'isolamento. Stritolato tra gli snodi autostradali e quelli ferroviari. In attesa da quindici anni delle barriere antirumore. Collegato al centro da un tram «lumaca», il 14, al metrò da un bus, la linea 40, che «ogni due corse ne salta una». Il comitato «Cittadini Certosa di Garegnano» da tre anni chiede al Comune e ad Atm una soluzione per strappare il quartiere dall'isolamento. «La linea 40 compie un tragitto troppo lungo, da Bicocca a via Cechov — spiega Loredana Ponzoni —. E quando attraversa Quarto Oggiaro, se aveva ritardo, lo raddoppia ».

La soluzione sarebbe una navetta: Certosa-Uruguay. «Quel tragitto in auto si compie in dieci minuti», aggiunge Ponzoni, mostrando le e-mail di cittadini che si sono trovati costretti ad abbandonare il mezzo pubblico per l'auto privata. «Nauseato dal persistere del disservizio — scrive un residente del popoloso quartiere Certosa — ho deciso di non usare più i mezzi Atm e soprattutto la linea 40, con buona pace di traffico ed inquinamento». Ed è un cahièr de doleance ripetitivo ma emblematico quello raccolto dal comitato cittadino: con segnalazioni di ritardi da 25 a 50 minuti, in qualunque stagione e giorno della settimana, negli ultimi tre anni. «Da anni stiamo battagliando su questo tema — aggiunge Luciana Da Col —. Il numero messo a disposizione per i reclami è inutile, perché serve solo per sfogarsi ma non aiuta a risolvere il problema. I bus, se hanno troppo ritardo, invertono la rotta e tornano indietro».

Certo c'è il Passante, tra Musocco e Quarto Oggiaro. «Sarebbe comodo — Enrica Sartirara —. Ma è utilizzato solo nelle ore centrali della giornata, la sera bisogna attraversare la via Triboniano...in molti non si sentono sicuri». Sotto accusa è anche l'organizzazione del servizio: «Il personale Atm si dà il cambio- turno a due fermate dal capolinea. E tutti ci domand iamo perc hé non aspettano di aver raggiunto la linea metropolitana, senza farci stare sulle spine, dopo aver patito tanto ritardo, per altri sette minuti», conclude Da Col.

Sul caso del quartiere Certosa-Garegnano, Carlo Montalbetti, consigliere comunale della lista Ferrante, ha presentato un'interrogazione. «Numerose proteste sono state inoltrate dai residenti del quartiere ad Atm. Ad oggi nulla è stato fatto né è stata data una risposta alle lamentele». Schiacciato tra Musocco e Quarto Oggiaro, il quartiere punta i piedi. «Atm ha messo pensiline ovunque. Qui né pensiline né display che informino sui ritardi. E pensare che ospitiamo un gioiello come la Certosa». Il monastero, fondato nel 1249 da Giovanni Visconti, vescovo e signore della città, dove passò anche Francesco Petrarca. Misconosciuto dai milanesi ma meta dei turisti, che vi arrivano con mezzi di fortuna.


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