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La rabbia e l'appello dell'assessore Maran dopo la decisione del Consiglio di Stato che ha concesso la sospensiva sulla Congestion Charge chiesta dal titolare di un'autorimessa di Largo Corsia dei Servi

Articolo del: 26/07/2012
Autore: Giambattista Anastasio

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Milano, 26 luglio 2012 - Non ci crede, Pierfrancesco Maran. Appena appreso che il Consiglio di Stato ha concesso la sospensiva su Area C chiesta dalla società Medionalum Parking, titolare dell’autorimessa di largo Corsia dei Servi, l’assessore comunale alla Mobilità alterna stupore e rabbia. «Come si fa — chiede Maran, incapace di rassegnarsi — a far prevalere l’interesse privato di un’autorimessa sull’interesse collettivo di una città di oltre un milione di abitanti?».
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«Rispetto la decisione del Consiglio di Stato. Ma per ora è evidente che i giudici — prosegue l’assessore — abbiano preferito tutelare il presunto danno economico subito da un’autorimessa piuttosto che la permanenza di un provvedimento che dal 16 gennaio ad oggi è stato capace di ridurre il traffico in centro del 34 per cento, riducendo contestualmente anche gli incidenti e migliorando la qualità dell’aria respirata dai milanesi. Per ora ha vinto l’interesse privato su un provvedimento che è stato oggetto di una ampia consultazione con le categorie professionali e con i cittadini. Un provvedimento che è stato anche al centro di un referendum. Credo che in certi ambiti debba poter decidere la poltica, non i tribunali».


Inutile far notare che si tratta di una sospensiva e non ancora di un giudizio di merito: «So bene che si tratta di una sospensiva — replica Maran —. Ma i suoi effetti sono immediati e di notevole portata perché si ripercuotono su un’intera città». Non ci sta, l’assessore. E infatti lancia subito un appello ai milanesi: «Continuino a rinunciare all’auto come hanno fatto in tutti questi mesi. Questo sarebbe il miglior riscontro dell’efficacia e della condivisione della congestion charge».

In realtà area C sarebbe comunque stata sospesa di qui a pochi giorni: come già accadeva con Ecopass, anche il pedaggio versione Pisapia non sarebbe stato in vigore ad agosto, mese clou delle ferie estive. Senza quest’ultima settimana di luglio, gli incassi per il Comune si ridurranno indicativamente di mezzo milione di euro. Ma la valenza della decisione del Consiglio di Stato è soprattutto politica. E nel caso il verdetto non sia sovvertito nel corso dell’udienza di merito al Tar, si creerebbe un precedente tutto da studiare.


A ottobre è infatti prevista l’udienza, sempre davanti al Tar, per il ricorso avanzato contro il provvedimento dal «Comitato No Charge», il comitato istituito da alcuni residenti all’interno dell’area a pagamento e guidato da Luca Scalmana. Residenti che non ritengono giusto «dover pagare un pedaggio per rientrare nelle loro case». Anche in questo caso, come nel caso dell’autorimessa, si contesta pure un danno economico. Finora tutti le cause intentate davanti al Tar su Area C si erano chiuse a favore del Comune. Ora questa sospensiva concessa dal Consiglio di Stato può riaprire una partita che sembrava chiusa. E dar fiato ad altri ricorsi.

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