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Ritirata l'assegnazione delle aree di piazza Caduti del Lavoro, via Chopin e via Candoglia
Dieci anni senza un progetto, il Comune cancella tre autosilo
L'assessore Castellano: ritardi oltre ogni limite di tolleranza

Articolo del: 07/08/2012
Autore: Gianni Santucci

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MILANO - L'assegnazione è di dieci anni fa, estate 2002. Tra agosto e settembre il Comune concedeva a una cooperativa («La grande Milano») tre aree della città per costruire altrettanti box sotterranei. Erano gli anni dell'«emergenza traffico» e sembrava che l'unica priorità fosse quella di scavare enormi buchi per mettere le auto sotto terra. In quei provvedimenti si indicava un termine: «Entro 90 giorni dovete consegnare i progetti definitivi». Sono passati 10 anni. E quei progetti non sono mai arrivati.

LE CANCELLAZIONI - Per questo tre nuove aree (dopo le 14 già «cancellate») scompaiono dal piano parcheggi: si tratta di piazza Caduti del Lavoro (a sud di viale Tibaldi), di via Chopin/via Bottoni (zona Ripamonti) e di via Candoglia/via Pellegrino Rossi (tra Affori e Niguarda).
Aree pubbliche. Del Comune, quindi di tutti i milanesi. Sono rimaste assegnate a quella cooperativa per un decennio. Senza che nessuno, dagli uffici del settore parcheggi di Palazzo Marino, si sia mai scomodato per chiedere conto di quel ritardo. Nelle scorse settimane però i tecnici che stanno lavorando con l'assessore ai Lavori pubblici della giunta Pisapia, Lucia Castellano, hanno rimesso mano a quelle pratiche e il 31 luglio sono state firmate le «decadenze». Motivazioni: «Perdurante inadempimento», «ritardo che ha superato ogni limite di tolleranza».

STORIA SIMBOLO - È una storia tutto sommato minore, nel grande business dei 240 parcheggi sotterranei di Milano (quelli in funzione sono 109), ma che ha un valore simbolico enorme: è la storia di una disfatta burocratica che impasta disinteresse, ritardi, trascuratezza. Esaminati i dossier relativi ai parcheggi della cooperativa «La grande Milano», l'assessore non ha avuto dubbi: «In questo caso l'inadempimento è stato particolarmente grave - spiega Lucia Castellano -. Dopo questi progetti che siamo riusciti a cancellare dal piano parcheggi, andremo avanti caso per caso. Valutiamo se per l'apertura dei cantieri ci sono reali necessità, che vanno sempre bilanciate con la situazione della zona e le eventuali proteste dei cittadini. In ogni caso, cerchiamo di fare retromarcia quando è necessario e tenendo nella massima considerazione quali siano gli eventuali costi per il Comune».

I RITARDI - Nei provvedimenti che cancellano i parcheggi di piazza Caduti del Lavoro, via Chopin e via Bottoni si scopre che la cooperativa, tra 2004 e 2006, ha inviato agli uffici di Palazzo Marino generiche richieste di proroga con motivazioni diverse: interferenze con una futura area pedonale, con palazzi vicini o con una struttura del metrò. Non risulta che le proroghe siano mai state accordate.
Di fatto, i responsabili hanno ricevuto un «diritto a costruire» sulle tre aree e in dieci anni non hanno mai presentato i progetti definitivi per i box. Il parcheggio di via Chopin è stato addirittura sottoposto a un riesame nel 2007 e l'amministrazione, allora, ha deciso di andare avanti, senza però mai pretendere la presentazione dei progetti.
Negli stessi giorni in cui è stato deciso lo stralcio dei tre nuovi parcheggi, si è chiusa un'altra odissea ormai quasi decennale, quella dei lavori per i box di via Ampère, vicino al Politecnico. Mancano soltanto alcune piccole sistemazioni in superficie. Il parcheggio dovrebbe essere inaugurato in settembre.

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